Diritto e Fisco | Articoli

Data retention: si può risalire ai siti visitati?

9 Gennaio 2021
Data retention: si può risalire ai siti visitati?

I dati di traffico telematico raccolti dagli internet service provider ai fini dell’accertamento e repressione dei reati contengono anche i riferimenti ai siti internet visitati?

Il riferimento normativo italiano inerente ai dati di traffico telematico raccolti ai fini dell’accertamento e repressione dei reati è il D. lgs. 30 maggio 2008, n. 109, che è il decreto di attuazione della direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione.

Il succitato decreto legislativo, all’articolo 1 lettera d), specifica che con la locuzione traffico telefonico si debbano intendere le chiamate telefoniche (incluse le chiamate vocali, di messaggeria vocale, in conferenza e quelle basate sulla trasmissione dati, purché fornite da un gestore di telefonia), i servizi supplementari (inclusi l’inoltro e il trasferimento di chiamata), la messaggeria e i servizi multimediali (inclusi i servizi di messaggeria breve, servizi mediali avanzati e servizi multimediali).

Nulla viene detto, invece, in merito a ciò che debba intendersi per traffico telematico, anche se l’art. 3 afferma che, tra le categorie di dati che gli operatori devono conservare per l´accesso internet, ci sono il nome e l’indirizzo dell´abbonato o dell´utente registrato a cui al momento della comunicazione sono stati univocamente assegnati l´indirizzo di protocollo internet (Ip), un identificativo di utente o un numero telefonico.

Analizzando la disciplina del d. lgs. 109/2008, però, possiamo giungere alla conclusione per cui all’interno dei tabulati telematici non ci sono dati dai quali è possibile risalire direttamente ai siti internet visitati.

I tabulati assolvono essenzialmente ai seguenti scopi:

  1. rintracciare e identificare la fonte di una comunicazione;
  2. rintracciare e identificare la destinazione di una comunicazione;
  3. determinare la data, l’ora e la durata di una comunicazione;
  4. determinare il tipo di comunicazione;
  5. determinare le attrezzature di comunicazione degli utenti o quello che si presume essere le loro attrezzature;
  6. determinare l’ubicazione delle apparecchiature di comunicazione mobile.

In merito esclusivamente agli accessi a internet (escludendo quindi altri servizi come quelli di posta elettronica, sms, chiamate, ecc.), i tabulati telematici rispondono solamente alle esigenze di cui ai numeri 1, 3 e 5 appena elencati, permettendo così di individuare:

  • l’indirizzo di protocollo internet (risalendo ovviamente all’intestatario – punto 1);
  • data e ora della connessione e della disconnessione dell’utente del servizio di accesso Internet, unitamente all’indirizzo Ip, dinamico o statico, univocamente assegnato dal fornitore di accesso Internet a una comunicazione e l’identificativo dell’abbonato o dell’utente registrato (punto 3);
  • l’indirizzo ip e gli altri dati necessari a identificare il destinatario, ma solo nel caso di comunicazione email oppure invio di fax, sms e mms via Internet (punto 5).

L’indirizzo ip di destinazione, dunque, emerge per rintracciare e identificare la destinazione di una comunicazione effettuata a mezzo internet (telefonia/fax/sms/mms via Internet ed email).

Pertanto, come si evince dall’art. 3 del succitato decreto legislativo (comma 4, lettera b), in riferimento ai dati necessari per rintracciare e identificare la destinazione di una comunicazione (punto 2 della lista sopra richiamata) ci si riferisce solamente ai casi di telefonia di rete fissa e telefonia mobile, posta elettronica e telefonia, invio di fax, sms e mms via internet.

In pratica, dai tabulati emerge l’indirizzo ip di destinazione solo nel caso di invio di email e di chiamate, mms, sms o fax avvenuti a mezzo internet.

Tirando le fila di quanto detto sinora, dai dati di traffico telematico raccolti dagli internet service provider è possibile evincere solamente i dati esterni alla comunicazione, dai quali sono appunto escluse le pagine esplorate. Gli indirizzi ip a cui ci si è collegati emergono solamente nel caso di chiamate a mezzo internet o email.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube