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Chi sono i terzi trasportati?

4 Gennaio 2021
Chi sono i terzi trasportati?

Incidente stradale: il passeggero ha sempre diritto al risarcimento, anche quando trasportato sull’auto del responsabile del sinistro. 

Avrai notato che, quando si ha a che fare con una procedura di risarcimento per incidente stradale, i tecnici del settore usano spesso parlare di «terzi trasportati» con riferimento ai soggetti che hanno sempre diritto all’indennizzo. Ma chi sono i terzi trasportati? La legge non lo dice espressamente ma la definizione si può agevolmente intuire dal tenore letterale di tale espressione. 

Di tanto parleremo meglio in questo articolo. Ti spiegheremo non solo chi sono i terzi trasportati ma anche qual è la procedura che questi devono seguire per ottenere il risarcimento del danno. Procediamo dunque con ordine.

Che significa terzi trasportati?

I terzi trasportati sono i passeggeri a bordo dei veicoli coinvolti nell’incidente. Vi rientra quindi sia il passeggero seduto sul sedile anteriore, accanto al conducente, sia quelli eventualmente collocati sui sedili posteriori.

In realtà, a voler essere più precisi, i «terzi trasportati» sono solo i passeggeri presenti nell’auto che ha causato l’incidente, mentre i passeggeri a bordo dell’altro veicolo sono detti «terzi danneggiati». Sono detti «terzi danneggiati» anche eventuali pedoni, ciclisti e altre persone coinvolte nell’incidente.  

Tutti questi soggetti si dicono “terzi” perché sono estranei (appunto “terzi”) al comportamento illecito che ha causato il danno. Quindi, in presenza di più passeggeri, non è corretto parlare di “terzi”, “quarti”, “quinti”, ecc.: tutti sono “terzi” rispetto al fatto. 

Il terzo trasportato può essere anche il proprietario del veicolo che, al momento del sinistro, non guidava l’auto ma era semplice passeggero.

Come vengono risarciti i terzi trasportati?

Quando avviene un incidente stradale si attiva una procedura rivolta a risarcire coloro che non hanno colpa nel sinistro. In questa categoria rientrano sia il conducente non responsabile che i passeggeri presenti sulle auto coinvolte nello scontro. A questi ultimi, infatti, non può essere ascritta alcuna colpa per il solo fatto di trovarsi a bordo del veicolo che ha violato il Codice della strada.

Quindi, i terzi trasportati hanno sempre diritto al risarcimento, a prescindere dall’eventuale responsabilità del conducente che li trasportava. 

Marco si trova a bordo dell’auto di Luigi. Luigi passa col rosso e, per questo, causa un incidente con l’auto di Giovanni, in cui è trasportata anche Amalia, moglie di quest’ultimo. Marco e Amalia hanno entrambi diritto al risarcimento in quanto terzi trasportati.

Secondo la Cassazione, il passeggero ha diritto al risarcimento anche se ha accettato il passaggio da un conducente ubriaco e di ciò era pienamente consapevole. 

Il terzo trasportato ha sempre diritto al risarcimento dei danni fisici subiti a causa dell’incidente. Il risarcimento gli viene erogato dall’assicurazione dell’auto su cui è trasportato. Quest’ultima non potrà sollevare contestazioni in merito alla responsabilità del sinistro ascrivibile al conducente che lo trasportava essendo il passeggero estraneo – cioè “terzo” – rispetto a tale condotta.

Se il terzo trasportato ha subito anche danni a cose di proprietà eventualmente presenti sul mezzo incidentale, il risarcimento gli sarà riconosciuto solo a patto che il passeggero non sia legato da relazioni di parentela o societarie con il proprietario o con il conducente del veicolo. 

Come fa il terzo trasportato a chiedere il risarcimento del danno?

Come abbiamo anticipato, il terzo trasportato deve presentare richiesta di risarcimento alla compagnia di assicurazione dell’auto su cui si trovava al momento del sinistro. Non importa che il relativo conducente sia quello che abbia causato il sinistro. 

La richiesta di risarcimento si presenta con una diffida inviata alla compagnia, di solito indirizzata all’ufficio liquidazione sinistri. La stessa può essere a firma dell’interessato o del suo avvocato.

Tutto ciò che deve fare il passeggero è dimostrare l’incidente e i danni fisici subiti. Non dovrà quindi assumersi la prova dell’assenza di responsabilità, essendo questi del tutto estraneo alla violazione del Codice della strada.

L’assicurazione dovrà risarcire il terzo trasportato non appena ricevuta la richiesta, a prescindere dall’iter di accertamento delle responsabilità per l’incidente. 

Il termine per il risarcimento è di 90 giorni dall’invio della richiesta. Il più delle volte, l’assicurazione nomina un perito medico legale che accerta l’entità dei danni fisici patiti dal passeggero. A tal fine, quest’ultimo potrà farsi accompagnare dal proprio legale e/o da un medico legale di propria fiducia. 

I familiari del conducente hanno diritto al risarcimento?

Il passeggero ha sempre diritto al risarcimento del danno fisico anche se è legato da rapporti di parentela con il conducente. Quindi, ad esempio, la moglie dell’automobilista, condotta sul sedile anteriore – e, quindi, terza trasportata – ha diritto al risarcimento per lesioni personali.

Al contrario, i danni alle cose di proprietà dei passeggeri e trasportate al momento del sinistro (ad esempio, bagagli e oggetti di valore) non vengono risarciti nei confronti dei seguenti soggetti:

  • il coniuge non legalmente separato del conducente e/o del proprietario del veicolo responsabile del sinistro;
  • gli ascendenti (genitori e nonni) e i discendenti (figli e nipoti) legittimi, naturali o adottivi del conducente/proprietario; nonché gli affiliati e gli altri parenti e affini fino al terzo grado quando convivano con lui o siano a suo carico;
  • il proprietario, il conducente, il locatario in leasing, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio;
  • i soci a responsabilità limitata se l’assicurato è una società.

Clausole di limitazione della responsabilità dell’assicurazione

Alcune polizze rc-auto prevedono la limitazione di responsabilità dell’assicurazione rispetto a passeggeri i cui nomi non siano stati previamente indicati in sede di stipula del contratto. In tal caso, il terzo trasportato ha comunque diritto al risarcimento, ma l’assicurazione potrà poi rivalersi contro il proprio assicurato per le somme pagate al passeggero.



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