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Quanto tempo per esito tampone

5 Gennaio 2021 | Autore:
Quanto tempo per esito tampone

Quanto ci vuole per sapere il risultato? Come viene comunicato il referto? Cosa fare nell’attesa? Quali sono le differenze tra i vari tipi di test diagnostico?

Hai fatto il tampone tre giorni fa e ancora non ti è arrivato il risultato. Le ore che scorrono sono interminabili. Hai chiamato ripetutamente il laboratorio o la struttura sanitaria, ma il telefono squilla a vuoto oppure ti dicono che l’esito non è ancora pronto e devi attendere ancora.

Così il risultato si fa attendere ben oltre i tempi previsti, creando incertezze e problemi alla tua vita, sul lavoro e in famiglia. Ti chiedi cosa devi fare nell’attesa, ma vorresti anche capire il perché del ritardo e sapere quanto tempo occorre per avere l’esito del tampone.

Questa informazione è indispensabile se devi sottoporti a questa indagine clinica e, dunque, hai necessità di conoscere entro quando potrai avere la notizia del risultato. Per decidere il da farsi, devi sapere che esistono anche i tamponi rapidi, oltre a quelli tradizionali di tipo molecolare.

A seguire, ti forniremo tutte le informazioni occorrenti, a partire dai tipi di tampone e di test attualmente disponibili. Scoprirai che ci sono delle tempistiche standard per processare i tamponi e comunicare gli esiti agli interessati, ma devi sapere che ci sono dei tempi “incomprimibili” di lavorazione, prima dei quali è inutile chiamare o insistere: non è possibile accelerare questa fase.

L’attesa, quindi, non può mai scendere al di sotto del tempo minimo che ti illustreremo. Molti casi di estremo ritardo dipendono essenzialmente da problemi organizzativi o amministrativi della struttura sanitaria, che è molto più ampia e complessa del laboratorio che processa il tampone.

Tampone: cos’è e come si fa

Quando parliamo di tampone, in una sola parola condensiamo il tipo di analisi e il modo di prelievo. Il tampone è un semplice bastoncino di cotone che viene inserito nel naso e, talvolta, anche nella gola. Il tampone serve a prelevare le cellule della mucosa, che poi vengono analizzate in laboratorio per individuare la presenza dell’infezione da Sars-Cov2.

Quindi, il tampone consiste in un test molecolare effettuato da laboratori specializzati, pubblici o privati, su un campione prelevato dalle vie respiratorie.

Per richiedere un tampone alle strutture pubbliche bisogna rivolgersi al proprio medico oppure ai Dipartimenti di sanità, telefonando al numero verde 1500 del ministero della Salute o al numero verde della propria Regione.

Tampone positivo: cosa fare

L’esito del tampone è positivo se l’analisi conferma la presenza del Covid-19 ed è negativo quando la esclude. Dunque, il paziente con tampone negativo può considerarsi sano, mentre quello positivo è infetto.

Si può essere positivi anche in assenza dei sintomi tipici della malattia (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) ma anche in questi casi si è contagiosi.

Chi è risultato positivo deve porsi immediatamente in isolamento domiciliare e comunicare i nominativi dei propri contatti stretti, che saranno anch’essi sottoposti a tampone secondo le modalità stabilite dal Dipartimento di sanità.

Tampone e test sierologico: differenze

Il tampone non va confuso con il test sierologico, che viene eseguito sul sangue del paziente anziché sui fluidi delle mucose, e non ricerca direttamente il virus ma gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro di esso.

Per questo motivo i test non servono per verificare se il paziente ha un’infezione da Coronavirus in atto, ma per stabilire se è entrato o meno in contatto con il virus e quindi ha sviluppato gli anticorpi.

In sintesi, come dicono i medici, il test non ha valore diagnostico, tranne che in pochi specifici casi dove esistono informazioni aggiuntive sul soggetto.

Mario si è infettato il 14 dicembre. Un tampone eseguito il giorno 18 rileva la positività al virus; un test sierologico non potrebbe fare altrettanto perché l’organismo impiega diversi giorni per produrre gli anticorpi.

Tampone rapido: come funziona

Il tampone rapido, o antigenico, si basa su un diverso metodo di rilevazione: non ricerca il materiale genetico del virus (l’acido nucleico, o Rna) ma l’antigene (la proteina prodotta dalla reazione del virus con l’organismo).

Viene chiamato tampone rapido perché la reazione chimica che fornisce l’esito è molto più veloce rispetto al tampone ordinario: mediamente bastano 20 minuti.

A fronte della maggiore rapidità c’è però una minore attendibilità del tampone rapido rispetto a quello molecolare (anche se la qualità dei metodi più recenti è sempre più elevata); quindi, spesso, le diagnosi di positività devono essere confermate attraverso un secondo tampone.

Tampone: la comunicazione dell’esito

L’esito del tampone viene comunicato al paziente in vari modi. Quelli più utilizzati dalle strutture pubbliche sono:

  • la comunicazione telefonica, che avviene a cura dell’Asl o delle altre strutture del Dipartimento di sanità pubblica territoriale. Si usa il telefono soprattutto per informare velocemente sulla riscontrata positività del soggetto;
  • il messaggio (sms) al numero di cellulare indicato dal paziente al momento della registrazione. Molte aziende sanitarie utilizzano attualmente questo sistema per comunicare i risultati sia positivi sia negativi, non appena sono disponibili;
  • il referto telematico, disponibile attraverso il fascicolo sanitario elettronico (che l’interessato deve aver attivato in precedenza) o con le credenziali di accesso rilasciate dalla struttura sanitaria per la consultazione via internet dei dati inseriti sul sito.

In alternativa, per ottenere il referto ci si può presentare agli sportelli dei punti informativi della struttura sanitaria, con un documento di riconoscimento. In caso di impossibilità ad andare personalmente – ad esempio, perché si è in isolamento precauzionale – si può delegare un’altra persona, compilando un modulo.

Risultato tampone: entro quando?

Il tempo “medio” per ottenere i risultati del tampone è compreso tra le 24 ore e le 48 ore dal momento dell’effettuazione del prelievo; ma questo è un dato indicativo e può subire variazioni per ogni Regione, Azienda sanitaria e laboratorio di analisi.

Tieni presente che nei tamponi molecolari il tempo tecnico di base, quello indispensabile per svolgere l’analisi sul campione, è poco meno di 3 ore e con le tecniche attuali non si riesce ancora a scendere al di sotto delle 2 ore.

Ma questo è il tempo “netto” di processazione, che parte dal momento in cui il tampone è arrivato nel laboratorio e viene sottoposto all’analisi attraverso l’applicazione di sostanze reagenti.

Perciò, una volta aggiunti i tempi organizzativi (il tampone va portato materialmente nella struttura e poi il risultato va trattato come dato amministrativo), non si riesce quasi mai ad ottenere la comunicazione del risultato prima che siano trascorse 24 ore dal prelievo del campione.

Giorgio si sottopone ad un tampone molecolare alle ore 08,00 di oggi. Il campione arriva in laboratorio alle 12 e viene esaminato alle 14. Il risultato emerge alle ore 17. La Asl comunicherà a Giorgio l’esito del suo tampone la mattina del giorno seguente.

Sulle attese, più o meno lunghe, dei risultati dei tamponi molecolari influiscono molto i tempi di processazione dei campioni presso i laboratori, quelli di refertazione degli esami e quelli organizzativi delle strutture di comunicazione.

In parecchi casi, specialmente nei periodi in cui si verificano “colli di bottiglia” per l’elevato numero di persone che si sottopongono al test, i tamponi si accumulano perché il personale addetto non riesce a processarli oppure c’è scarsità di macchinari disponibili e di reagenti. Così rimangono in lavorazione per diversi giorni e i tempi si dilatano notevolmente; a volte, hanno superato una settimana di ritardo.

Nei tamponi rapidi, invece, si riesce a ottenere un risultato diagnostico di positività o di negatività in soli 15 minuti, o mezz’ora al massimo. Così, una volta aggiunti i tempi organizzativi che dipendono dal tipo della struttura (quelle private sono più snelle da adempimenti burocratici) i tempi di comunicazione sono più veloci: bastano mediamente 4 ore, e al massimo mezza giornata, per far ottenere i risultati del test all’interessato.

Siccome hanno un’affidabilità leggermente minore di quella dei tamponi molecolari (possono sfuggire, ad esempio, i soggetti debolmente positivi) vengono usati prevalentemente come strumenti di screening, cioè di indagine e tracciamento, anziché di diagnosi. Sono quindi impiegati soprattutto per le rilevazioni speditive e di massa, come negli aeroporti e nelle scuole.

Nell’attesa dell’esito di qualsiasi tipo di tampone, è sempre necessario mettersi in isolamento precauzionale e solo in caso di riscontrata negatività si potrà riprendere la vita normale.



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