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Come si calcola l’anticipo della liquidazione?

11 Aprile 2021
Come si calcola l’anticipo della liquidazione?

Il trattamento di fine rapporto viene erogato alla fine del rapporto di lavoro ma, in alcuni casi, si può chiedere un anticipo.

Hai una lunga anzianità di servizio e hai, quindi, un accantonamento Tfr di notevole entità. Vorresti acquistare la casa di proprietà e ti chiedi come devi calcolare l’anticipo del Tfr.

Il trattamento di fine rapporto è una retribuzione differita che viene erogata al lavoratore solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Ci sono, tuttavia, delle ipotesi tassativamente indicate dalla legge al ricorrere delle quali il lavoratore può chiedere un anticipo del Tfr. Ma come si calcola l’anticipo della liquidazione? Come vedremo, non tutte le richieste di anticipo del Tfr devono essere accolte dai datori di lavoro. La legge, infatti, prevede che il lavoratore possa ottenere l’anticipazione solo se è in possesso di determinati requisiti di anzianità di servizio.

Cos’è la liquidazione?

Il contratto di lavoro [1] è un contratto di scambio, a prestazioni corrispettive. Il lavoratore eroga la prestazione di lavoro a favore del datore di lavoro e quest’ultimo, come corrispettivo, lo remunera attraverso la retribuzione mensile.

Lo stipendio che viene erogato mensilmente al dipendente, tuttavia, non è inclusivo dell’intero trattamento retributivo spettante al lavoratore, in quanto la legge [2] prevede che una quota di retribuzione debba essere accantonata annualmente dal datore di lavoro e versata solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Tale forma di retribuzione differita viene detta trattamento di fine rapporto (Tfr) o liquidazione.

Lo scopo della liquidazione è di tutelare il lavoratore in caso di perdita del lavoro. Grazie al Tfr, infatti, il lavoratore, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, può contare su una somma di denaro a disposizione.

Come calcolare la liquidazione?

Per calcolare la somma che annualmente il datore di lavoro deve accantonare a titolo di trattamento di fine rapporto è sufficiente applicare una semplice formula. Occorre, infatti, sommare tutti gli emolumenti erogati al lavoratore nell’ambito del rapporto di lavoro durante l’anno e dividere la somma ottenuta per 13,5. Tale importo è soggetto a dei meccanismi di rivalutazione annuale, al fine di preservarne il potere di acquisto, applicando dei tassi previsti direttamente dalla legge.

Per quanto concerne la base di calcolo della liquidazione, in teoria tutte le somme erogate al lavoratore in occasione del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale, devono essere incluse nella base di computo del Tfr con l’eccezione dei rimborsi spese.

I contratti collettivi di lavoro, tuttavia, possono prevedere che alcune voci retributive siano escluse dalla base di calcolo della liquidazione.

Quando deve essere pagata la liquidazione?

Come abbiamo detto, la finalità della liquidazione è tutelare il lavoratore in caso di perdita del lavoro. Ne consegue che il diritto ad ottenere il pagamento della liquidazione matura solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla motivazione che determina lo scioglimento del vincolo contrattuale. Il lavoratore può, quindi, chiedere la liquidazione sia in caso di licenziamento che in caso di dimissioni o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

È possibile chiedere un anticipo della liquidazione?

In linea generale, la liquidazione spetta solo quando il rapporto di lavoro cessa. Tuttavia, la legge prevede una serie di ipotesi tassative al ricorrere delle quali il lavoratore può chiedere, in costanza del rapporto di lavoro, un’anticipazione della liquidazione accantonata fino a quella data.

In particolare, le causali che possono legittimare la richiesta di anticipazione della liquidazione sono le seguenti:

  1. spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  2. acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli documentata da atto notarile.

Oltre al soddisfacimento di una delle causali previste dalla legge, la richiesta di anticipo della liquidazione è possibile solo da parte dei lavoratori che hanno almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.

Per quanto concerne il calcolo dell’anticipo della liquidazione, la legge prevede che la somma massima anticipabile è pari al 70% del Tfr cui il lavoratore avrebbe diritto qualora il rapporto di lavoro cessasse alla data della richiesta.

Sono previsti inoltre dei limiti di contingentamento delle richieste di anticipazione della liquidazione pervenute ad un medesimo datore di lavoro.

L’azienda, infatti, deve soddisfare le richieste di anticipazione del Tfr entro il limite del 10% degli aventi titolo, e cioè della popolazione aziendale con almeno 8 anni di anzianità, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.

La somma erogata al lavoratore a titolo di anticipazione del Tfr verrà detratta tutti i fini dall’importo accantonato.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 2120 cod. civ.


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