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Dieta tumore al seno

10 Aprile 2021 | Autore:
Dieta tumore al seno

Sintomi, cause, prevenzione, intervento chirurgico e terapia nutrizionale del cancro alla mammella. Le ultime pronunce giurisprudenziali.

Il tumore del seno è una delle forme tumorali più diffuse: secondo gli ultimi dati disponibili dell’Airtum (riportati dal ministero della Salute), rappresenta il 30% di tutte le neoplasie diagnosticate nelle donne in Italia. Per combattere efficacemente questa patologia infiammatoria, è importante sottoporsi allo screening per la diagnosi precoce, soprattutto nell’età compresa tra i 50 e i 69 anni. In alcune Regioni, si sta promuovendo lo screening con una periodicità annuale anche nelle donne sotto i 50 anni.

Ma quali sono i sintomi del tumore del seno? Il primo sintomo riconoscibile, anche con l’autopalpazione, è la presenza di un nodulo o un’area ispessita nel seno (anche se il 90% dei noduli non sono forme tumorali). Tra gli altri campanelli d’allarme, troviamo: cambio nell’aspetto del capezzolo, arrossamenti o retrazione dello stesso; perdite dai capezzoli; dolore al seno; rigonfiamenti sulle ascelle e/o dolore ingiustificato; cambiamenti nella forma o nelle dimensioni di una o di entrambe le mammelle; alterazione della pelle (effetto buccia d’arancia).

Quali sono le cause del tumore del seno? L’età (questa neoplasia compare con maggiore frequenza dopo i 50 anni); una storia familiare con altri casi di tumore alla mammella; la genetica; il sovrappeso e l’obesità; il consumo di alcol; il fumo; la presenza di un seno denso (essendo più elevato il numero di cellule che possono trasformarsi in cellule tumorali); l’esposizione agli estrogeni; le radiazioni (con riferimento alle procedure mediche che ricorrono alle radiazioni, come i raggi X o la Tac); una terapia ormonale sostitutiva.

Come prevenire questa neoplasia? La prevenzione consiste nel seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, nel praticare regolarmente attività fisica, nello smettere di fumare (leggi il mio articolo Smettere di fumare: benefici), nel limitare il consumo di alcol, nel sottoporsi ad uno screening per la diagnosi precoce.

Quali sono le cure per chi riceve una diagnosi di tumore del seno? Come bisogna intervenire? Quale dieta è indicata dopo l’intervento chirurgico?

Per saperne di più sull’argomento, a seguire, troverai l’intervista al dr. Mario Coco, responsabile della nutrizione clinica ed oncologica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Dopo l’intervista allo specialista, ti parlerò di tre interessanti pronunce giurisprudenziali relative alla diagnosi del tumore del seno, alla responsabilità del medico e all’accusa di omicidio colposo nei confronti del sanitario.

Quali sono le terapie per il tumore del seno?

Le modalità di intervento sono molteplici: dipende dall’istologia del tumore, cioè da che nome e cognome diamo al problema. In molti casi, può essere fatta una terapia oncologica neo-adiuvante, cioè prima dell’intervento chirurgico per “sgonfiare” la massa tumorale e può essere fatta con chemioterapia e radioterapia. Lo scopo è preparare la paziente all’operazione con una massa più piccola; dopodiché, si interviene chirurgicamente attraverso la tumorectomia (cioè si interviene con l’asportazione del tumore), la quadrantectomia (che è un quadrante della mammella) o, addirittura, nei casi più gravi, con la mastectomia (cioè l’asportazione in toto della mammella). La mastectomia è quella fatta da Angelina Jolie perché da uno screening e dai test genetici è risultato che lei era predisposta al tumore, quindi è ricorsa a questo intervento preventivo per eliminare qualsiasi rischio. Ovviamente, questa non è medicina preventiva, pertanto la notizia ha fatto molto scalpore.

Poi, una volta effettuata l’operazione chirurgica, se l’istologica in fase di operazione prevede un intervento farmacologico, allora si passa ad una terapia oncologica adiuvante cioè post intervento chirurgico. Questa terapia serve a migliorare gli effetti dell’operazione e la paziente si sottopone eventualmente a chemioterapia e/o radioterapia.

Dopo l’intervento, le pazienti hanno una guarigione completa?

Bisogna tornare al grado di diffusione e all’importanza del tumore stesso. Tendenzialmente, le pazienti che poi subiscono un intervento chirurgico e una terapia oncologica successiva, fanno tot cicli di chemioterapia e vengono sottoposte a terapia ormonale per i successivi 5 anni. Pertanto, in queste pazienti, l’aspetto nutrizionale e lo stile di vita assumono grande importanza perché sottoporsi ad un’ormonoterapia va chiaramente a creare una serie di squilibri nel corpo della donna, per cui si va incontro ad un eccesso di liquidi e di peso.

La valutazione dello specialista in nutrizione dopo l’intervento deve essere la base affinché queste pazienti possano ripartire con le giuste indicazioni. Questo trova tanti buchi nel nostro Sistema sanitario nazionale perché ci sono delle criticità nell’ambito nutrizionale date da una certa disinformazione.

Quali alimenti deve preferire chi ha subito un intervento?

Non esistono alimenti miracolosi, ma esiste un complesso di molecole che derivano da quello che mangiamo che possono contribuire a proteggere il nostro corpo da ulteriori insulti infiammatori. Ci sono principi attivi derivati da una serie di alimenti, ma ad essere valutato è sempre il sistema del corpo. Ricordiamo che è vero che il tumore è localizzato in una zona del corpo, ma rende tutto l’organismo in uno stato infiammatorio. Proprio per questo, bisogna cercare di curare questo aspetto sistemico. Questo rappresenta la vera forza di un percorso nutrizionale giusto.

Tuttavia, non solo l’alimentazione, ma anche lo stile di vita è importante. Il problema è che queste considerazioni, spesso, non sono ben accettate dalle donne, perché dovrebbero cercare di limitare il consumo di dolci, prodotti raffinati, ecc.

Quale dieta bisogna seguire per il tumore del seno?

Gli ultimi studi scientifici hanno dimostrato che le diete chetogeniche, a base di proteine, possono dare dei risultati positivi, ma lasciano il tempo che trovano perché non possono essere portate avanti per tanto tempo. Sono degli schemi praticati per una ventina di giorni e sono praticamente scariche di zuccheri.

Un altro intervento dal punto di vista scientifico nutrizionale può essere fatto dal digiuno terapeutico, almeno 4/5 giorni al mese con estratti di verdure verdi (perché al loro interno hanno la clorofilla che riesce a “rivoluzionare” un po’ l’assetto infiammatorio).

Ma la vera arma contro questo tipo di tumore è la dieta mediterranea, perché complessa lo zucchero e fa in modo che lo stesso venga assorbito poco alla volta. Quando lo zucchero viene assorbito, fa produrre un ormone (l’insulina) anabolizzante (cioè che fa massa). Ma questa produzione andrebbe tenuta sotto freno.

Perché occorre ridurre i grassi saturi?

La comunità scientifica ci dice che in questo tipo di tumore occorre tenere sotto controllo il glucosio, e quindi l’insulina, e si forniscono informazioni molto dettagliate a proposito dei grassi. Si è visto che i grassi non buoni, chiamati «grassi saturi», sono un problema per questo tipo di tumore perché danno un impatto negativo nel sistema. Si parla soprattutto di latte, carni processate, salumi, affettati, carni rosse e dei metodi di cottura (sono quelle piccole chicche che riescono a fare la differenza). La bistecca ai ferri è tutto quello che si dovrebbe evitare. Bisogna preferire una cottura in brodo, in salsa, al vapore.

Un esempio di primo piatto da preferire?

L’optimum è un piatto di cereali integrali conditi con salsa di pomodoro e olio extravergine di oliva. Il pomodoro presenta una molecola molto interessante, che è il licopene, che ha un potere antinfiammatorio e antiossidante e che, per essere attivata, deve essere cotta. L’olio extravergine di oliva, combinato a questa molecola, ha un poter Orac.

Cos’è il potere Orac?

Il poter Orac è un potere antiossidante e antinfiammatorio.

Quale pasta consiglia di acquistare?

Noi siamo grandi consumatori di farina di frumento per fare la pasta e il pane. Le grandi aziende, purtroppo, trattano farine non propriamente italiane; si riforniscono di grano proveniente da altre parti del mondo dove non ci sono le stesse leggi che abbiamo in Italia. In maniera molto silente, è venuta fuori la possibilità di contaminazione da pesticidi delle farine di frumento.

Quindi, è bene scegliere le aziende che fanno produzione in maniera relativamente piccola e che magari abbiano certificazioni biologiche. Non c’è bisogno di recarsi in quei negozi che sembrano gioiellerie, ma ci sono dei supermercati che hanno piccole aziende con certificazione biologica che distribuiscono tantissimi tipi di cereali come ad esempio il farro, l’orzo, la quinoa, l’avena.

Cosa consiglia per gli spuntini?

Per gli spuntini, alle mie pazienti prescrivo: frutta secca (anacardi, mandorle, nocciole e arachidi), cracker integrali e una piccola porzione di verdura cruda (come carota, radicchio, finocchio).

Sì ai dolci fatti in casa, però occorre scegliere in maniera giusta gli ingredienti. Chiaramente, deve trattarsi di dolci secchi, non elaborati e senza creme. Un esempio possono essere il plum-cake o la crostata con marmellata di colore scuro, che presenta molecole protettive, come frutti di bosco, lamponi, more, mirtilli, ciliegia, fragola, prugna, fichi.

Tumore seno: giurisprudenza

Dopo aver approfondito il tema relativo alla dieta per il tumore del seno nell’intervista al dr. Mario Coco, a seguire ti parlerò di tre interessanti pronunce del tribunale di Torino, della Corte di Cassazione e del tribunale di Forlì relative alla diagnosi di tumore alla mammella e alla responsabilità del medico.

Mastectomia e lesioni dolose

In quali casi il medico è responsabile di lesioni dolose? A rispondere a questa domanda è stata una pronuncia del tribunale di Torino [1] che ha analizzato il caso di una paziente a cui era stato diagnosticato il rischio di tumore della mammella. Il chirurgo aveva eseguito un intervento di mastectomia, recependo acriticamente la diagnosi posta da un altro sanitario, secondo cui l’intervento era necessario per prevenire il rischio di tumore mammario. In tal caso, il chirurgo deve rispondere del delitto di lesioni dolose se tale rischio non esiste.

Responsabilità medica

La Corte di Cassazione [2] ha analizzato un caso relativo alla responsabilità medica. Secondo gli Ermellini, è inescusabile la condotta del ginecologo che, a fronte della denuncia di una sintomatologia che induce il sospetto di un tumore al seno (caso in cui il tumore può essere curato con maggiore efficacia, qualora si intervenga tempestivamente), non visiti, né faccia visitare da altri specialisti la paziente e rinvii ulteriori accertamenti ad un futuro indeterminato.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza del giudice di merito che, in base a motivazione contraddittoria intrinsecamente illogica, aveva disatteso questo dato di comune esperienza, affermando che i sintomi lamentati dalla paziente costituivano «un problema serio e meritevole di approccio tempestivo ma non rivestiva carattere di urgenza».

Tumore al seno e accusa di omicidio colposo del medico

Al tribunale di Forlì [3] è stato sottoposto il caso di un medico accusato di omicidio colposo per non aver prescritto tempestivamente ad una paziente, anche in presenza di sintomi indicativi della possibile insorgenza di un tumore al seno, un esame mammografico, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’inizio della terapia.

Secondo il tribunale, va pronunciata la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste e residua un insuperabile dubbio sull’efficacia condizionante della condotta omissiva addebitata al medico rispetto alla morte della paziente.


note

[1] Trib. Torino sez. I, 02.10.2006.

[2] Cass. civ. sez. III n.24143 del 29.11.2010.

[3] Trib. Forlì, 09.12.2003.

Autore immagine: depositphotos.com


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