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Dieta tumore al colon

5 Gennaio 2021 | Autore:
Dieta tumore al colon

Quanto incidono uno stile di vita sano e un’alimentazione sana ed equilibrata per la prevenzione della neoplasia? Le ultime pronunce della Corte d’Appello di Roma e dell’Agcm.

Conduci una vita sedentaria. Non segui un’alimentazione equilibrata, anzi consumi prodotti industriali a dismisura. Assumi grandi quantità di alcol e, in più, sei un fumatore accanito. Da qualche tempo, hai riscontrato la presenza di sangue nelle feci. Avverti un certo gonfiore e un dolore addominale. Inoltre, tra gli altri disturbi, c’è anche il vomito. In tal caso, è bene che tu ti rivolga immediatamente al tuo medico di fiducia. Con molta probabilità, questi potrebbero essere i sintomi del tumore del colon.

Ma è possibile prevenirlo? Prevenire il cancro al colon si può, cambiando il proprio stile di vita. Il ministero della Salute precisa che una dieta a basso contenuto di grassi e ricca di fibre, lo svolgimento dell’attività fisica, il mantenimento del peso forma, la riduzione del consumo di alcol, smettere di fumare, uno screening (specialmente in caso di familiarità), sono fattori che possono ridurre il rischio di insorgenza del tumore del colon.

Ma quali sono le cause? Come avviene la diagnosi? In cosa consiste la terapia nutrizionale? In caso di tumore al colon, quale dieta deve seguire il paziente dopo l’intervento chirurgico?

Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Mario Coco, responsabile della nutrizione clinica ed oncologica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Dopo l’intervista all’esperto, ti spiegherò quali sono state le decisioni della Corte d’Appello di Roma a proposito di un caso di omessa diagnosi del medico e del conseguente decesso del paziente e poi ti parlerò di un caso sottoposto all’attenzione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) relativamente agli spot televisivi di integratori alimentari e alla sicurezza del consumatore.

Quali sono i sintomi del tumore del colon?

La sintomatologia più comune sono dolori addominali, alternanza tra momenti di diarrea e momenti di stipsi. Una modalità di screening molto smart che si è adattata ai nostri tempi è quella della verifica del sangue occulto nelle feci. Quindi, quando c’è familiarità di tumore del colon, superati i 40 anni, bisogna fare uno screening ben preciso.

Cosa occorre verificare?

Bisogna verificare se si hanno particolari dolori a livello del ventre e della pancia, se c’è sangue occulto nelle feci attraverso l’uso di uno stick per determinare se c’è o meno perdita nelle feci. Occorre appurare se ci sono delle lesioni. È chiaro che c’è una differenza tra sangue vivo e sangue meno vivo: il sangue vivo è caratteristico delle lesioni cancerose del colon. A quel punto, occorre sottoporsi alla visita dal gastroenterologo, che prescrive eventualmente una colonscopia per determinare il problema al livello del colon.

Quali sono i fattori di rischio del tumore del colon?

I fattori di rischio per tutte le malattie neoplastiche sono, tendenzialmente, quasi gli stessi. Ricordiamo che il tumore è una malattia infiammatoria. Quindi, a rendere un sistema più o meno infiammato o incline ad una condizione di infiammazione sono tanti fattori che possiamo raggruppare in un grande insieme che si chiama «stile di vita». È chiaro che ci sono delle differenze sostanziali tra le diverse forme di tumori, però per quanto riguarda il tumore al colon si è visto che tra i fattori di rischio vi sono:

  • dal punto di vista alimentare, il consumo di carni rosse, carni processate, affettati;
  • la scarsa attività fisica (quindi, la condizione di sovrappeso oppure di obesità). Il peso in eccesso va sull’organo e non fa lavorare bene l’organo stesso.

A cosa è collegato il tumore del colon?

Il problema del tumore al colon è strettamente legato allo stile di vita. Ovviamente, c’è sempre la predisposizione genetica, cioè un difetto al livello della trasmissione genetica che porta ad avere uno squilibrio dal punto di vista metabolico, cellulare e, quindi, del sistema per cui subentra una condizione infiammatoria che porta a questo tipo di situazione.

Quali sono le speranze di vita in caso di diagnosi di tumore del colon?

Ormai, le terapie oncologiche stanno migliorando. Se preso nello stadio iniziale, il tumore al colon sottopone il corpo ad uno stress relativamente minore. Se il tumore è, invece, in uno stadio avanzato, diventa tutto più complicato. Tra l’altro, le terapie hanno pochi effetti collaterali. Lo schema terapeutico consiste nella somministrazione endovenosa o per via orale di farmaci chemioterapici che possono essere in mono-infusione e in pluri-infusione, cioè può trattarsi di una scelta combinata di farmaci anche per via orale. La terapia per la cura del tumore del colon è ben tollerata rispetto, ad esempio, alla terapia per il tumore alla mammella (molto più aggressiva e stressante per la paziente).

Quali sono i possibili effetti collaterali dell’intervento chirurgico?

Nella mia pratica clinica, dopo l’intervento si possono verificare diverse situazioni. In una situazione di controllo dal punto di vista oncologico e nutrizionale, il paziente riesce ad avere una condizione più o meno normale e regolare subito dopo l’operazione. Questa è la classe privilegiata dei pazienti che non subiscono effetti collaterali né dovuti all’intervento chirurgico né alla terapia. Il grande problema di questi pazienti è la perdita di peso e un alvo diarroico che possono arrivare anche alle 20/25 scariche diarroiche al giorno. Questa è una situazione altamente debilitante.

Ci sono dei pazienti che per una questione genetica e soggettiva, una volta subìto l’intervento, recuperano in tempi brevissimi ed è come se non avessero subìto niente. Adesso, dal punto di vista chirurgico, le tecniche utilizzate sono tecniche mininvasive, per cui praticamente è come se non ce ne si accorgesse. In 5 giorni, si rientra a casa ed i più fortunati non hanno alcun tipo di effetto collaterale.

Quanto è importante seguire una corretta terapia nutrizionale dopo l’intervento?

In occasione della dimissione, subentra la mia figura professionale che consegna a questi pazienti delle terapie nutrizionali post intervento, cucite sulla persona. Seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata e, soprattutto, scandita ad orari precisi diventa una terapia. L’esempio che faccio sempre è: se si è malati di cuore, si va dal cardiologo e questi prescrive tre pilloline da ingerire mattina, pomeriggio e sera. In tal caso, bisogna osservare le sue indicazioni e prendere il medicinale mattina, pomeriggio e sera. Non è che si può scegliere di assumere le pillole nei momenti della giornata che si preferisce e magari prenderne due la mattina e una la sera.

Ritornando al tumore del colon, per questi pazienti l’alimentazione diventa una vera e propria terapia. Quindi, ci sono casi più gravi in cui bisogna intervenire e medicare, dal punto di vista nutrizionale, la tendenza della perdita di peso che poi diventa una malattia nella malattia. Tutta la comunità scientifica e la pazientela non riescono a riconoscere il problema legato alla malnutrizione, piuttosto pensano che questa condizione sia legata alla malattia stessa. Certo, è legata alla patologia, ma la sensazione di stanchezza, l’alvo diarroico, una condizione psicologica quasi atterrata diventano poi delle condizioni limitanti che spesso non vengono riconosciute; si ritiene che siano legate ad un intervento malriuscito. Quindi, si entra in un loop pericoloso. Proprio per questo, la mia figura ha un’importante rilevanza.

Come si interviene in caso di malnutrizione?

In caso di malnutrizione, si interviene dando ai pazienti una terapia nutrizionale caratterizzata da sei pasti al giorno, di cui tre pasti principali e tre spuntini. Dobbiamo regolare il transito intestinale e renderlo efficace. Il nostro corpo è una macchina e dobbiamo fare in modo che venga consumata la più pura benzina possibile e, quindi, bisogna scegliere alimenti ben digeribili e che possano evitare la comparsa di questa sintomatologia.

Qual è la dieta per i pazienti con tumore del colon?

Sicuramente, per i pasti principali una combinazione equilibrata di primi piatti e secondi piatti. Per colazione, ad esempio, fette biscottate e latte vegetale a basso indice glicemico. Per gli spuntini, una bevanda idrosalina, un frutto grattugiato, qualcosa di secco (come crosta di pane, cracker, ecc.). Sì al consumo di frutta e verdura.

Le fibre possono essere inserite in maniera corretta seguendo una giusta programmazione. Sono da eliminare: carni rosse, affettati, derivati della carne, dolci, prodotti da forno, prodotti industriali.

Non c’è una dieta standardizzata valida per tutti. Una condizione tumorale deve passare sempre dall’osservazione di uno specialista che deve valutare le condizioni del paziente, le comorbilità e una serie di situazioni. Bisogna valutare caso per caso.

Come prevenire il tumore del colon?

Il tumore del colon si può prevenire con uno stile di vita sano e con il movimento. Poi, ci sono condizioni che permettono di valutare la situazione in maniera diversa. Ci sono tante piccole varianti del carcinoma al colon che devono essere esaminate in maniera molto scrupolosa e, per ogni variante, viene elaborato un piano terapeutico nutrizionale specifico.

Altre informazioni utili sul tumore del colon?

Il tumore del colon è il tumore più diffuso al mondo insieme al tumore della mammella. Questo perché viviamo purtroppo in un sistema che non prevede una gestione cosciente dell’informazione. Basterebbe pochissimo per abbassare i costi e le spese del Sistema sanitario nazionale legati a questo tipo di situazioni. Tutti noi dovremmo fare nel nostro piccolo una sana informazione, a partire dai medici di base che non hanno idea di come gestire la pazientela. Dovrebbe partire da loro una giusta prevenzione primaria.

Tumore colon: giurisprudenza

Dopo averti spiegato tutto ciò che c’è da sapere sul tumore del colon nell’intervista al dr. Mario Coco, a seguire ti parlerò di due interessanti pronunce della Corte d’Appello di Roma e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm).

Omessa diagnosi del medico

La Corte di Appello di Roma [1] ha analizzato il caso di un paziente ricoverato in un reparto dell’ospedale con dolori addominali e vomito. Il paziente non è stato sottoposto ad una colonscopia ma ad altri esami che hanno portato alla diagnosi di un’ernia iatale con esofagite. Pertanto, dopo due giorni, il paziente è stato dimesso. Dopo un mese, il paziente è stato condotto in ospedale con un’occlusione intestinale dovuta ad un adenocarcinoma del colon e metastasi. Subito dopo l’intervento per la rimozione dell’occlusione intestinale, il paziente è deceduto.

Pertanto, i giudici hanno stabilito che la condotta di omessa diagnosi del medico, che aveva in cura il paziente e che aveva assunto la posizione di “garante del malato”, con conseguente ritardo nelle cure, ha determinato l’accelerazione dell’evento morte, pertanto è da considerarsi causa dell’evento.

Integratori alimentari e sicurezza del consumatore

Le “Linee Guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici” di preparati vegetali [2] sono espressamente previste a supporto della sicurezza del consumatore e, pertanto, non possono essere “reinterpretate”, parafrasate o sostituite.

Integra una violazione degli articoli del Codice del consumo [3] la diffusione di spot televisivi che ad una linea di integratori alimentari a base di curcuma attribuiscono effetti terapeutici rispetto a diverse patologie gravi o croniche, utilizzando claim quali “effetto preventivo per la protezione del tumore al colon” “disbiosi intestinale” e “antibatterici, antimicotici e antinfiammatori del tutto naturali”.

Come precisato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) [4], la complessiva presentazione dei prodotti, l’eccesso di enfasi utilizzato nella descrizione degli asseriti effetti curativi e il ricorso a vanti non autorizzati, determinano nel consumatore l’errata convinzione che l’assunzione degli integratori pubblicizzati possa determinare e/o favorire effetti benefici anche rispetto a queste gravi patologie, in assenza di un fondamento scientifico.


note

[1] Corte d’Appello Roma sez. I n.81 dell’08.03.2011.

[2] Linee Guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici di preparati vegetali aggiornate nel 2019 in parziale modifica dell’allegato al d.m. 10.08.2018 sugli integratori alimentari.

[3] Artt. 20, 21, co. 1, lett. a) e b), e 23, co. 1, lett. i) e s) Cod. consumo (D. Lg. n. 206/2005).

[4] Garante concorr. e mercato n.27894 del 18.09.2019.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. Un tema ben approfondito. Ringrazio per queste informazioni molto utili perché davvero online non si trovano articoli sviluppati in tal modo e con tutti questi chiarimenti. Purtroppo, spesso, regna la disinformazione su certi temi e dilagano le fake news. Domande mirate, semplici e chiare e risposte alla portata di tutti. Compresi gli aspetti giuridici!

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