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Chi paga marca da bollo 2 euro?

13 Aprile 2021 | Autore:
Chi paga marca da bollo 2 euro?

In quali casi bisogna apporre il contrassegno acquistabile dal tabaccaio sui documenti fiscali? A carico di chi è l’imposta e quali sono le sanzioni previste?

Non c’è una sola azione che un essere umano compia senza che lo Stato ne riceva un beneficio. Quando si fa un acquisto, quando si presenta una richiesta o una dichiarazione, quando si ha bisogno di un certificato, quando si emette una fattura o una ricevuta su un lavoro svolto o un bene venduto. Se non si paga l’Iva, si deve mettere su fatture o ricevute quella sorta di francobollo adesivo che equivale ad una tassa. Si tratta della marca da bollo, un particolare tipo di carta valori che viene usata come pagamento per convalidare atti e documenti. Ce ne sono di importi diversi. Quello più basso è pari a 2 euro. Ma chi paga la marca da bollo da 2 euro? E quando è obbligatorio pagarla?

In realtà, ci sono dei casi in cui non si è tenuti a mettere su una fattura o su una ricevuta la marca da bollo da 2 euro. Vediamo, a questo punto, quando e chi la deve pagare.

Marca da bollo: cos’è?

La marca da bollo, cioè quel pezzetto di carta valori che abbiamo citato prima, è un’imposta sostitutiva dell’Iva che si applica su ricevute e fatture in determinati casi, come vedremo tra poco. È acquistabile presso i rivenditori di valori bollati, come ad esempio i tabaccai.

Da 1° gennaio 2015, però, è possibile assolvere il bollo in maniera virtuale, previa autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate, tramite il modello F24 telematico entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Se la marca da bollo deve essere apposta su una fattura elettronica, dopo averla assolta virtualmente si deve riportare nel documento la dicitura «Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17.06.2014»

Marca da bollo 2 euro: quando si paga?

Di norma, la marca da bollo da 2 euro deve essere pagata ed apposta su fatture o ricevute che non prevedono l’addebito dell’Iva, ed in particolare su quelle per un importo superiore a 77,47 euro.

I casi più comuni in cui va applicata la marca sono:

  • le prestazioni occasionali;
  • le operazioni esenti, art. 10 DPR 633/1972;
  • le operazioni fuori campo Iva;
  • le operazioni non imponibili sullo stesso piano di esportazioni, servizi e scambi internazionali;
  • le operazioni dei contribuenti del regime agevolato dei vecchi o dei nuovi minimi.

Nel caso in cui la fattura o la ricevuta riportino in contemporanea un importo soggetto a Iva ed un altro non soggetto, la marca da bollo da 2 euro va apposta soltanto se l’importo non soggetto a Iva supera la cifra indicata di 77,47 euro.

La marca da bollo va apposta solo sull’originale del documento, dopodiché va annullata. Sulle copie, va riportata la dicitura «Imposta di bollo assolta sull’originale».

Marca da bollo 2 euro: chi la paga?

I 2 euro della marca da bollo apposta sulla ricevuta o sulla fattura sono a carico del debitore. Va precisato, però, che la responsabilità del versamento dell’imposta e le eventuali sanzioni vengono divise in solido tra le parti. In altre parole, se chi emette una fattura non applica la marca da bollo pur essendo tenuto e chi la riceve tace e acconsente, entrambi dovranno rispondere dell’imposta non versata. A meno che chi riceve la fattura paghi l’imposta all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni: in questo caso, la responsabilità e la sanzione passano nelle sole mani di chi ha emesso il documento fiscale.

Si parla spesso di fatture, ma va ricordato che anche su alcuni tipi di ricevuta deve essere applicata la marca da bollo da 2 euro. Si tratta di quelle emesse per una prestazione occasionale. Ci sono, infatti, dei soggetti che svolgono un’attività professionale saltuaria e che, guadagnando una cifra inferiore a 5.000 euro l’anno, non sono tenuti ad aprire una partita Iva. A quel punto, possono fare una ricevuta e, poiché si tratta di compensi esenti da Iva, devono applicare la marca da bollo da 2 euro. Sempreché, come detto, l’importo sia superiore a 77,47 euro.

Marca da bollo: le sanzioni previste

Chi non applica la marca da bollo da 2 euro su un documento che la prevede, oppure appone il contrassegno telematico (quello che si acquista dal tabaccaio, per intenderci) con una data precedente a quella in cui è stata emessa la fattura, rischia una sanzione amministrativa di importo pari al doppio o al quintuplo dell’imposta o della maggiore imposta evasa.

Marca da bollo: come deve essere annullata

La legge dice che una marca da bollo va annullata perforando o sottoscrivendo una delle parti del pezzetto di carta valori. Si può anche scrivere sopra la data o apporre un timbro. L’importante è che si lasci una traccia evidente del fatto che è stata utilizzata in un documento e che il timbro o la firma o la data vengano apposti sia su una parte della marca da bollo sia sul foglio su cui è sta applicata.

Va detto – è un elemento fondamentale – che è vietato scrivere sulle marche da bollo, se non per annullarle.

Ad ogni modo, le marche da bollo acquistabili oggi sono telematiche e fatte in modo tale che, per le loro caratteristiche, una volta incollate su un foglio di carta, difficilmente possono essere staccate e riutilizzate altrove. Quindi, per questo tipo di marche, non è necessario apporre alcuna sottoscrizione, né indicare alcuna data, poiché contengono già la data e l’ora della loro emissione.



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