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La scuola può imporre come vestirsi?

6 Gennaio 2021
La scuola può imporre come vestirsi?

Numerosi istituti scolastici hanno introdotto dei regolamenti che disciplinano lo stile con cui bisogna vestirsi all’interno della scuola.

Sei uno studente di un liceo. Sei stato ripreso dal preside a causa del tuo abbigliamento considerato poco consono all’ambiente scolastico. Vuoi sapere se è legittimo imporre un determinato stile di abbigliamento all’interno di una scuola.

Le fotografie che ritraggono le scolaresche di un tempo mostrano che gli studenti erano soliti vestirsi tutti allo stesso modo, indossando delle apposite uniformi. Si tratta di un qualcosa di molto lontano da quello che vediamo tutti i giorni nei nostri istituti scolastici.

Ma la scuola può imporre come vestirsi? Hanno fatto discutere, di recente, i regolamenti adottati da alcuni istituti scolastici che prevedono determinati canoni da rispettare nella scelta dell’abbigliamento con cui recarsi a scuola.

Esiste una legge sull’abbigliamento scolastico?

Allo stato attuale, non esiste una legge che preveda, in modo generale ed astratto, per tutte le scuole d’Italia, le regole da seguire per quanto riguarda l‘abbigliamento degli insegnanti e degli studenti.

Ne consegue che i singoli istituti scolastici, nell’ambito dell’autonomia didattica loro riconosciuta, decidono se introdurre o meno delle divise o dei grembiuli che devono essere necessariamente indossati dagli studenti. Nelle scuole pubbliche, tuttavia, il grembiule viene utilizzato di solito alle scuole elementari (peraltro non in tutte le scuole) mentre dalle scuole medie in su non sono generalmente previste divise o grembiuli.

Proprio per colmare quello che viene considerato da molti come un gap del nostro ordinamento, l’onorevole Elena Centemero ha recentemente presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione sulla questione. Secondo la deputata, infatti, è opportuno adottare, tramite un provvedimento legislativo, un codice di comportamento per tutte le scuole che consenta di tornare ad una sorta di divisa.

Alla base del ragionamento dell’onorevole Centemero c’è la convinzione che i concetti di “consono” e di “decoroso” non fanno parte della sfera interpretativa del singolo ma si riferiscono all’ambiente sociale e al luogo.

Appunto per questo sarebbe importante, sempre secondo l’esponente politica, introdurre una normativa nazionale che disciplini i criteri con cui scegliere l’abbigliamento da adottare a scuola e non lasciare all’autonomia di ogni singolo istituto il compito di regolamentare questo aspetto.

Regolamenti scolastici sull’abbigliamento: cosa prevedono?

Basta navigare nel web e cercare i regolamenti adottati dagli istituti scolastici per disciplinare l’abbigliamento degli studenti per rendersi conto che sono molte le scuole italiane che si sono dotate di specifiche normative in materia.

Ad esempio, il regolamento d’istituto del Liceo ginnasio Gaetano De Bottis di Torre del Greco (NA) ha introdotto un’apposita norma nel regolamento d’istituto che si intitola “abbigliamento consono a scuola”.

Secondo tale disposizione, gli studenti sono invitati a mantenere, soprattutto nell’ultima parte dell’anno scolastico, quando, complice il caldo, gli studenti tendono a svestirsi, un abbigliamento sobrio e decoroso, consono all’ambiente scolastico e alla dignità dell’attività che in esso si realizza.

La disposizione del regolamento continua asserendo che i concetti di decoroso e di sobrio sono suscettibili di varietà interpretativa e che la norma del regolamento non ha la finalità di limitare la libertà individuale.

In ogni caso, con questa premessa, la norma regolamentare afferma che devono essere evitati indumenti come bermuda, pantaloni corti, canotte e ogni altro tipo di abbigliamento balneare.

Cosa rischia chi si veste in modo difforme?

Sempre nell’ambito dell’autonomia didattica riconosciuta ai singoli istituti scolastici, le scuole possono decidere, nei regolamenti interni d’istituto, che gli studenti che non rispettano i criteri di abbigliamento previsti dalla scuola stessa possano non essere ammessi in classe.

È quanto, ad esempio, è previsto nel regolamento del liceo di Torre del Greco di cui abbiamo parlato poc’anzi. Nella disposizione del regolamento richiamata si prevede, infatti, che il dirigente scolastico si riserva la facoltà di non ammettere in classe gli studenti che non rispettano le indicazioni sull’abbigliamento presenti nel regolamento stesso.



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