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Quando va messa la marca da bollo sulle ricevute?

15 Aprile 2021
Quando va messa la marca da bollo sulle ricevute?

La legge prevede in quali casi è necessario apporre la marca da bollo su quietanze e fatture.

Sei un libero professionista e hai aperto da poco la partita Iva. Rilasci regolarmente le fatture ai clienti ai quali eroghi le tue prestazioni professionali. Ti chiedi se, su tali documenti fiscali, devi apporre la marca da bollo e a quali sanzioni vai incontro se non adempi a questo onere.

L’apposizione della marca da bollo è lo strumento attraverso il quale il soggetto che ne è obbligato assolve al pagamento dell’imposta di bollo. Ma quando va messa la marca da bollo sulle ricevute? L’onere di pagare l’imposta di bollo dipende, essenzialmente, dall’importo del documento contabile e dall’assoggettamento o meno dell’operazione effettuata al pagamento dell’Iva.

Marca da bollo: cos’è?

La marca da bollo è un contrassegno, simile ad un francobollo, che può essere applicato su ricevute, quietanze e fatture al fine di assolvere all’obbligo di pagamento dell’imposta di bollo. La marca da bollo può avere un valore economico differente a seconda dell’ammontare dell’imposta di bollo che deve essere pagata.

Per quanto concerne le ricevute e le fatture, la marca da bollo deve avere un valore economico di 2 euro.

Per ottenere una marca da bollo è sufficiente recarsi presso un venditore di valori bollati oppure pagarla in maniera telematica. Con riferimento alle fatture elettroniche, l’imposta di bollo deve essere assolta tramite versamento della relativa somma con modello F24.

Marca da bollo: chi deve applicarla?

Sulle fatture o sulle ricevute fiscali la marca da bollo deve essere apposta da parte del soggetto che emette il documento fiscale stesso, nel momento in cui la fattura o ricevuta viene spedita o consegnata al cliente.

Nel caso di un libero professionista, ad esempio, è tale soggetto che, una volta conclusa la prestazione, deve emettere la fattura nei confronti del cliente ed apporvi la marca da bollo da 2 euro.

Anche il destinatario del documento fiscale deve, tuttavia, prestare attenzione alla presenza della marca da bollo sulla fattura o ricevuta. La legge [1] prevede, infatti, che è responsabile per il pagamento della marca da bollo da 2 euro non solo il soggetto che ha emesso il documento fiscale ma anche le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano, negoziano atti o documenti non in regola con l’imposta di bollo.

Esiste, dunque, una responsabilità solidale nell’assolvimento del pagamento dell’imposta di bollo da parte di tutte le parti coinvolte.

La marca da bollo deve essere apposta sull’originale del documento fiscale che viene consegnato al destinatario. Sulla copia che resta in mano al soggetto che ha emesso il documento è necessario apporre la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale”.

Marca da bollo: in quali casi deve essere apposta?

Non è sempre necessario apporre la marca da bollo da 2 euro su fatture, ricevute o quietanze.

La legge, infatti, prevede che tale onere deve essere assolto solo se l’importo del documento è superiore a euro 77,47 e non viene addebitata l’Iva. L’imposta di bollo, infatti, è un tributo alternativo all’Iva e non è, quindi, possibile che sullo stesso documento fiscale venga addebitata sia l’Iva che l’imposta di bollo.

Ne consegue che la marca da bollo da 2 euro non deve essere apposta:

  • in tutte le fatture o ricevute che si riferiscono a operazioni esenti da Iva, come ad esempio nel caso di spese mediche;
  • in tutte le fatture o ricevute che si riferiscono a operazioni escluse dalla base imponibile Iva, come ad esempio nel caso delle spese anticipate;
  • in tutte le fatture o ricevute che si riferiscono a operazioni che si collocano al di fuori del campo di applicazione dell’Iva, per mancanza dei presupposti soggettivi o oggettivi. Basti pensare ai liberi professionisti che aderiscono al regime fiscale forfettario e che sono esclusi dal campo di applicazione dell’Iva.

Mancata apposizione della marca da bollo: quali sanzioni?

Se il soggetto che emette il documento fiscale relativo ad una operazione assoggettata ad imposta di bollo omette di applicare la marca da bollo da 2 euro rischia di ricevere, per ogni fattura irregolare, l’applicazione di una sanzione amministrativa dell’importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa. Ne consegue che, per fatture soggette ad un’imposta di bollo pari a 2 euro, l’importo massimo della sanzione sarà pari a 10 euro.


note

[1] Art. 22, Dpr 642/1972.


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5 Commenti

    1. Se chi emette una fattura non applica la marca da bollo pur essendo tenuto e chi la riceve tace e acconsente, entrambi dovranno rispondere dell’imposta non versata. A meno che chi riceve la fattura paghi l’imposta all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni: in questo caso, la responsabilità e la sanzione passano nelle sole mani di chi ha emesso il documento fiscale.

  1. Controversia con fiditalia avendo fatto un finanziamento per prestazioni sanitarie dentistiche pochi mesi dopo aver realizzato il lavoro con la dentix .identificazione che erano stati fissati con delle viti l’impianto e caduto causando dei forti disagi recato alla dentix questa è fallita così mi sono trovato cornuto e marchiato ,pagando il dentista che a dovuto intervenire per circa 2500,00 avendo chiesto di sospendere nel frattempo il finanziamento per le rate mancanti per 2896,00 onde poter pagare il lavoro a rate per il dentista intervenuto, ma a mio dispiacere e molto arrabbiato mi sono visto consegnare un piano di ammortamento dopo la mia sospensione su suggerimento dell’avvocato.di adiconsum,chiedo se non verso quello che mi viene chiesto ingiustamente di cosa posso essere colpevole visto che potrei pagare metà della cifra in contanti alla fine anno ,attendo una gentile risposta.

  2. Come comportarsi in quei casi in cui nella fattura o ricevuta ti fanno pagare i 2 euro della marca da bollo ma la marca da bollo non c’è?

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