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Come funziona la cassa integrazione con zero ore?

13 Aprile 2021
Come funziona la cassa integrazione con zero ore?

La cassa integrazione può essere applicata tramite la riduzione dell’orario di lavoro o la sospensione a zero ore.

Sei un lavoratore subordinato e lavori nell’ambito dell’industria. Hai ricevuto una comunicazione con cui il datore di lavoro ti informa che verrai messo in cassa integrazione a zero ore. Ti chiedi cosa significa e come questa decisione impatta sulla tua retribuzione.

Il nostro sistema di sicurezza sociale prevede che le imprese che si trovano in un momento temporaneo di crisi possono sospendere o ridurre l’attività di lavoro dei lavoratori chiedendo l’intervento della cassa integrazione guadagni.

Ma come funziona la cassa integrazione con zero ore? I trattamenti di integrazione salariale possono essere applicati dalle imprese in differenti modalità. In particolare, è possibile sospendere completamente l’attività lavorativa del lavoratore oppure ridurre il numero di ore di lavoro prestate.

Che cos’è la cassa integrazione?

La cassa integrazione guadagni è il principale strumento del nostro sistema di ammortizzatori sociali. Si tratta di un fondo che interviene ad integrare il reddito dei lavoratori coinvolti nella sospensione o riduzione dell’attività lavorativa da parte del datore di lavoro.

La cassa integrazione guadagni è uno strumento finalizzato a consentire alle imprese di gestire momenti temporanei di crisi senza adottare decisioni definitive come il licenziamento dei dipendenti.

La cassa integrazione guadagni è presente, nel nostro ordinamento, sotto forma di diverse tipologie, tra cui:

  1. cassa integrazione guadagni ordinaria;
  2. cassa integrazione guadagni  straordinaria;
  3. cassa integrazione guadagni in deroga;
  4. assegno ordinario e assegno di solidarietà erogati dal Fondo di integrazione salariale;
  5. trattamenti di integrazione salariale erogati dai fondi di solidarietà bilaterali o alternativi.

L’applicazione di una tipologia di cassa integrazione piuttosto che di un’altra dipende, essenzialmente:

  • dal settore merceologico dell’impresa;
  • dal numero dei dipendenti addetti;
  • dalla causale che determina la richiesta di fruizione dell’ammortizzatore sociale.

Cassa integrazione: come funziona?

Nella generalità dei casi, prima di richiedere l’intervento della cassa integrazione all’ente competente, il datore di lavoro deve avviare una procedura di informazione e consultazione sindacale volta a rendere edotti i sindacati delle motivazioni che rendono necessario l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e delle modalità di fruizione dello stesso.

Terminata la procedura sindacale, l’azienda può fare domanda di cassa integrazione all’ente competente.

A seconda della tipologia di cassa integrazione, la domanda può essere presentata:

  • al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • all’Inps;
  • ai fondi bilaterali.

La cassa integrazione può essere applicata all’interno dell’impresa con modalità differenti.

In particolare, è possibile:

  • ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti: in questo caso, i lavoratori riceveranno la retribuzione ordinaria da parte del datore di lavoro per le ore di lavoro effettivamente prestate e il trattamento di integrazione salariale per le ore di lavoro non prestate a causa della riduzione di orario;
  • sospendere i lavoratori a zero ore: in questo caso, il lavoratore verrà completamente esonerato dalla prestazione di lavoro e riceverà unicamente il trattamento di integrazione salariale da parte dell’ente erogatore.

Cassa integrazione con sospensione a zero ore

Nel caso di applicazione della cassa integrazione guadagni con sospensione a zero ore si assiste ad una vera e propria sospensione del rapporto di lavoro. Il lavoratore non dovrà recarsi al lavoro e il datore sarà esonerato dal pagamento della retribuzione.

Il lavoratore riceverà dall’Inps, o dal diverso ente competente, il trattamento di integrazione salariale pari al 80% della retribuzione persa a causa della sospensione dell’attività lavorativa. Il tetto massimo mensile erogabile sotto forma di cassa integrazione (massimale Cig) è stabilito annualmente dall’Inps. Per il 2020 l’Inps [1] ha comunicato i seguenti massimali mensili di cassa integrazione:

1° massimale – per retribuzioni mensili lorde fino a € 2.159,48:

  • indennità mensile lorda € 998,18;
  • indennità mensile netta* € 939,89.

2° massimale – per retribuzioni mensili lorde oltre € 2.159,48:

  • indennità mensile lorda € 1.199,72;
  • indennità mensile netta* € 1.129,66.

In ogni caso, anche durante la sospensione a zero ore, il lavoratore matura il diritto all’accantonamento del Tfr da calcolarsi sulla retribuzione che egli avrebbe percepito se non fosse stata applicata l’integrazione salariale [2].

Durante la cassa integrazione con sospensione a zero ore. invece, il lavoratore non matura il diritto al pagamento dei ratei delle mensilità aggiuntive, ossia della tredicesima e della quattordicesima.

In generale, la sospensione a zero ore impedisce al lavoratore di maturare tutti gli istituti retributivi e normativi a maturazione progressiva che richiedono, per la loro maturazione, l’effettivo svolgimento della prestazione di lavoro per almeno 15 giorni al mese.


note

[1] Inps, Circolare n. 20/2020.

[2] Art. 2120 cod. civ.


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