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Spese straordinarie figli: necessarie e non necessarie

13 Aprile 2021
Spese straordinarie figli: necessarie e non necessarie

I genitori separati devono sostenere gli esborsi per far fronte ad esigenze imprevedibili ed eccezionali della prole.

Dopo anni di discussioni e lotte continue, hai deciso di separarti da tuo marito. Lui non ha nulla da obiettare, anzi si sta dimostrando molto collaborativo. Pertanto, vi siete rivolti ad un avvocato per capire qual è la procedura da seguire e, soprattutto, quali sono le conseguenze di questa vostra scelta. Il legale vi illustra brevemente l’iter e i costi; si sofferma, in particolare, sul mantenimento dei bambini a cui dovrete provvedere entrambi.

In questo articolo faremo il punto della situazione sulle spese straordinarie dei figli per capire quali sono quelle necessarie e quelle non necessarie. È prassi, infatti, che il giudice ponga a carico del genitore con un reddito più elevato l’obbligo di corrispondere alla prole una somma di denaro periodica. Tale contributo, però, è sufficiente per coprire solamente i costi relativi ai bisogni quotidiani di un figlio. Tutti gli altri esborsi, invece, dovranno essere sostenuti sia dal papà che dalla mamma nella misura del 50% ciascuno, a condizione che si riferiscano ad esigenze eccezionali ed imprevedibili. Ma procediamo con ordine ed affrontiamo la questione punto per punto.

Cosa vuol dire spese straordinarie?

Durante la separazione o il divorzio non viene meno il dovere dei genitori di provvedere al mantenimento dei figli. Ti faccio un esempio.

Luca e Carmen si separano dopo cinque anni di matrimonio. All’udienza, fallito il tentativo di conciliazione, il giudice stabilisce l’affidamento condiviso del loro figlio Andrea e l’obbligo per il papà di corrispondergli un mantenimento mensile pari a 250 euro.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, l’assegno di mantenimento riconosciuto in favore del piccolo Andrea comprende solamente le spese ordinarie, cioè quelle relative ai suoi bisogni quotidiani come l’abbigliamento, i medicinali da banco, ecc. Mettiamo, però, che il bambino necessiti dell’apparecchio per i denti. In questo caso, mamma e papà dovranno pagare la spesa a metà previo accordo.

Quindi, le spese straordinarie sono tutte quelle necessarie per far fronte ad esigenze imprevedibili ed eccezionali (come, ad esempio, un intervento chirurgico, un master universitario, un paio di occhiali da vista, ecc.) e sono poste a carico di ciascun genitore pro quota al 50%, indipendentemente dal collocamento del minore (cioè dal fatto che il figlio abiti solo con la madre oppure solo con il padre).

Spese straordinarie figli necessarie e non necessarie

A questo punto, ti è chiaro che le spese straordinarie non sono ricomprese nell’assegno di mantenimento perché sono determinate di volta in volta. Pensa, ad esempio, al figlio che deve frequentare delle lezioni private di matematica al prezzo di 100 euro a settimana. L’importante è che prima di affrontare un simile costo i genitori raggiungano un’intesa (salvo alcune eccezioni come vedremo a breve).

La legge, tuttavia, non fornisce un elenco chiaro ed esaustivo delle spese straordinarie. Una grossa lacuna che per fortuna è stata colmata dalla giurisprudenza. Diversi tribunali, infatti, hanno adottato dei protocolli per offrire una classificazione e per determinare le modalità di corresponsione.

Quindi, le spese straordinarie sono sempre necessarie perché legate ad esigenze che esulano dai normali bisogni di vita del figlio, quali ad esempio:

  • le visite specialistiche, i trattamenti sanitari, le cure dentistiche, i farmaci omeopatici, ecc.;
  • le tasse scolastiche e universitarie, i libri di testo, gli strumenti informatici (pc e tablet), l’assicurazione per la scuola, le gite, le lezioni private, i master ed i corsi post universitari sia in Italia sia all’estero, ecc.;
  • l’oratorio, i corsi di lingue e di musica, i viaggi studio, la patente di guida, ecc.

Alcune delle suddette spese devono essere preventivamente concordate da entrambi i genitori, altre, invece, possono essere sostenute senza prima consultarsi perché indifferibili ed urgenti (come, ad esempio, una visita specialistica prescritta dal medico curante).

Invece, tutte le altre spese ordinarie, come l’abbigliamento, il cibo, i medicinali da banco (tipo l’aspirina, la tachipirina e così via), le visite mediche di routine, la retta per la mensa scolastica, ecc. saranno ricomprese nell’assegno di mantenimento corrisposto in favore del figlio.

Come si ottiene il rimborso delle spese straordinarie?

Per ottenere il rimborso della quota è necessario inviare una richiesta scritta (tramite raccomandata A/R oppure tramite pec) all’ex coniuge, allegando le prove di acquisto (come, ad esempio, scontrini, ricevute, fatture, ecc.). Se quest’ultimo si rifiuta di provvedere, allora dovrà motivare il suo dissenso (sempre per iscritto) nel termine massimo di 20 giorni dal ricevimento della richiesta. In assenza di riscontro, invece, vale il tacito assenso e, quindi, la spesa si considera accettata.

Va precisato, altresì, che se un genitore omette di corrispondere la propria quota, l’altro dovrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo avendo cura di allegare la documentazione che giustifica il credito relativo alle spese straordinarie sostenute per i figli e, in caso di inadempimento, procedere con il pignoramento dei suoi beni.

Tuttavia, giova sottolineare come la Corte di Cassazione [1] ha sancito che il provvedimento di separazione, con cui si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese straordinarie per il mantenimento del figli, rappresenta già un titolo esecutivo. Pertanto, è possibile notificare all’ex coniuge direttamente l’atto di precetto.


note

[1] Cass. civ. sent. n. 21241/2016 del 20.10.2016.

Autore immagine: pixabay.com


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