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Il risarcimento del danno differenziale

13 Aprile 2021
Il risarcimento del danno differenziale

In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, se ricorrono determinati presupposti, il lavoratore può chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno subìto.

Hai contratto una malattia professionale determinata dall’esposizione prolungata ad agenti inquinanti presenti nel posto di lavoro. Ritieni che la causazione della patologia sia ascrivibile alla mancata osservanza delle misure di sicurezza da parte del datore di lavoro. Vorresti agire per chiedere il risarcimento del danno.

Tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti è un obbligo precipuo del datore di lavoro. Se, tuttavia, questo dovere non viene rispettato e il lavoratore subisce un danno determinato da infortunio sul lavoro o malattia professionale può chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno differenziale.

Con questa espressione si intende la differenza tra il danno complessivamente subito, calcolato con criteri civilistici, e il danno biologico liquidato dall’Inail.

Cosa si intende con obbligo di sicurezza?

Lo svolgimento dell’attività di lavoro può essere causa di danni per la salute del lavoratore. In particolare, il dipendente può subire infortuni sul lavoro o malattie professionali determinate dalla presenza di agenti patogeni nel luogo di lavoro. Tali eventi possono determinare un danno risarcibile a favore del lavoratore.

Al fine di ridurre al minimo la possibilità di contrarre malattie professionali o subire infortuni sul lavoro, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure di sicurezza necessarie, secondo la migliore scienza e tecnica disponibili. Tale dovere viene detto obbligo di sicurezza [1] ed è una delle obbligazioni afferenti al contratto di lavoro.

Infortunio sul lavoro e malattia professionale: quale tutela?

In caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, la prima tutela economica ottenibile dal lavoratore è l’erogazione delle prestazioni economiche previste per tali eventi da parte dell’Inail.

Tutti i lavoratori, infatti, devono essere assicurati presso l’Inail contro i rischi derivanti dallo svolgimento dell’attività lavorativa e in particolare, contro il rischio di infortunio sul lavoro o di malattia professionale.

Nel caso in cui tali eventi si verificano, l’Inail eroga, innanzitutto, al lavoratore un’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta. Si tratta di una prestazione in denaro, sostitutiva della retribuzione, che viene corrisposta al lavoratore in caso di infortunio o di malattia professionale che determina un’impossibilità assoluta di svolgimento della prestazione di lavoro per più di tre giorni.

L’indennità giornaliera spetta per tutti i giorni compresi tra il 4° giorno dopo l’infortunio e la data della guarigione clinica e ammonta:

  • al 60% della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno;
  • al 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica.

Inoltre, se l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale determina una menomazione permanente dell’integrità psicofisica, il lavoratore può ricevere dall’Inail il risarcimento del danno biologico subito a condizione che la menomazione sia almeno pari al 6%.

In particolare, se il danno biologico determinato dall’infortunio o dalla malattia professionale è compreso tra il 6% ed il 15% il lavoratore ha diritto ad un indennizzo in capitale per la menomazione dell’integrità psicofisica.

Se, invece, il danno biologico determinato dall’infortunio o dalla malattia professionale è compreso tra il 16% ed il 100% il lavoratore ha diritto ad un indennizzo in rendita per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico) e per le sue conseguenze patrimoniali.

Risarcimento del danno differenziale: cos’è?

In alcuni casi, l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale possono verificarsi nonostante il datore di lavoro abbia correttamente assolto al proprio obbligo di sicurezza.

In certi casi, invece, tali eventi sono il risultato della mancata adozione da parte del datore di lavoro delle misure di sicurezza necessarie. In tale ultima ipotesi, si profila una responsabilità contrattuale del datore di lavoro che non ha rispettato l’obbligo di sicurezza su di lui gravante. Per questo, il lavoratore, oltre ad ottenere le prestazioni economiche erogate dall’Inail, potrà chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno differenziale. Con questa espressione si intende la differenza tra il danno complessivamente subito dal lavoratore a causa dell’infortunio sul lavoro o della malattia professionale, da calcolarsi con criteri civilistici, e la quota di danno biologico già liquidata dall’Inail nell’ambito delle prestazioni che rientrano nell’assicurazione obbligatoria.

Risarcimento del danno differenziale: come richiederlo?

La richiesta di risarcimento del danno differenziale deve essere inoltrata al datore di lavoro di proprio pugno oppure per il tramite di un avvocato o di un ufficio vertenze del sindacato.

Se l’invio di una diffida stragiudiziale non sortisce alcun effetto è necessario promuovere un’azione giudiziale innanzi al Giudice del lavoro.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.


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