Perdere i documenti non impedisce l’accesso ai bonus casa

7 Gennaio 2021 | Autore:
Perdere i documenti non impedisce l’accesso ai bonus casa

Agevolazioni, permessi, licenze o concessioni sono possibili grazie a delle prove indirette se il cittadino non trova più le carte richieste.

Chi deve chiedere un permesso o un bonus per la ristrutturazione della casa ma non riesce a trovare qualche documento richiesto dall’Amministrazione non deve disperare: una sentenza del Tar di Latina [1] viene incontro ai cittadini più disorganizzati o a chi, a causa di un evento fortuito come un incendio o l’allagamento di un locale, non riesce a trovare i documenti o li ha proprio persi.

Il Tribunale amministrativo si è pronunciato su un caso che interessava un’amministrazione comunale ma che può essere allargato a qualsiasi cittadino alle prese con permessi edilizi, licenze o concessioni. Ma anche con delle agevolazioni legate ad un intervento edilizio, come il superbonus 110% o le altre detrazioni fiscali. In pratica, i giudici sintetizzano il problema in questo principio: nessuno può pretendere da un altro l’impossibile, cioè non si può chiedere a qualcuno di presentare dei documenti che vengono dichiarati persi o distrutti. Significa che se a un cittadino viene chiesto di presentare un documento per dimostrare che il suo immobile è a norma per poter effettuare dei lavori, la pratica non può essere sospesa perché manca un documento irreperibile.

Certo, dire che «ho perso quel tale certificato» non basta. Sarebbe troppo facile dichiarare che non si trova più un documento che dimostra la regolarità edilizia di un immobile per poter ottenere qualsiasi tipo di permesso o di bonus. Quello che il Tar concede è di poter sostituire il documento smarrito con delle prove indirette: fotografie, rogiti, ricevute di pagamento alla Pubblica Amministrazione, contratti che dimostrino la realizzazione di una determinata attività edilizia in passato, ecc. I giudici, infatti, richiamano una norma [2] secondo cui per gli immobili realizzati in un’epoca in cui non era necessario il titolo edilizio, si presume esistente e legittima la situazione che risulti dai dati catastali di primo impianto o da altri generici documenti.

Il vuoto di memoria o l’evento che ha distrutto i documenti possono essere compensati anche con una Scia sull’agibilità: la legge consente di presentare una segnalazione per gli immobili che, legittimamente utilizzati, non abbiano l’agibilità ma possiedano i requisiti igienico-sanitari per ottenerla. E dato che l’agibilità incorpora anche la conformità edilizia, la Scia consente di risolvere eventuali difficoltà istruttorie.


note

[1] Tar Latina sent. n. 485/2020 del 19.12.2020.

[2] Art. 9bis Dpr n. 380/2001.


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