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WhatsApp: verso l’obbligo di condividere dati con Facebook

7 Gennaio 2021 | Autore:
WhatsApp: verso l’obbligo di condividere dati con Facebook

Le modifiche ai termini d’uso del servizio potrebbero impedire di usare l’app di messaggistica se non si accettano le nuove condizioni, a partire da febbraio.

Dal 6 gennaio, giorno dell’Epifania, gli utenti di WhatsApp hanno ricevuto o stanno ricevendo in queste ore un messaggio di aggiornamento della privacy. Non è un regalo della Befana e neppure uno dei soliti aggiornamenti periodici dei termini e delle condizioni di utilizzo, ma un vero e proprio ultimatum: accettando si consente di condividere i propri dati personali con Facebook; rifiutando, invece, si può perdere la possibilità di utilizzare WhatsApp.

La notifica apparsa sui display avverte che: «Toccando ACCETTO, accetti i nuovi termini e l’informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l’8 febbraio 2021. Dopo questa data, dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare WhatsApp. Puoi anche visitare il Centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni». In parole povere, significa che sei libero di accettare o no, ma se rifiuti non potrai più usare l’applicazione di messaggistica e questo avverrà dall’8 febbraio prossimo.

Ricordiamo che, dal 2014, WhatsApp è diventata di proprietà di Facebook, ma finora non era mai stato chiesto agli utenti di dare il consenso alla cessione e condivisione dei propri dati personali alla società statunitense, alle sue controllate ed anche ai suoi “clienti”, cioè alle aziende e gli inserzionisti della piattaforma.

«WhatsApp condivide informazioni a livello globale, sia internamente con le aziende di Facebook che esternamente con i nostri partner, con i fornitori di servizi e con le persone con cui l’utente comunica in tutto il mondo», spiega l’informativa sulla privacy, ed aggiunge che: «Le informazioni dell’utente potrebbero ad esempio essere trasferite o trasmesse a, oppure archiviate e trasmesse: negli Stati Uniti; in paesi o territori dove risiedono le società affiliate e i partner delle aziende di Facebook o i nostri fornitori di servizi risiedono; in qualsiasi paese o territorio in tutto il mondo in cui i nostri Servizi sono forniti oltre a dove risiede l’utente per gli scopi descritti nella presente Informativa sulla privacy».

La società chiarisce che «WhatsApp utilizza l’infrastruttura globale e i data center di Facebook, inclusi quelli negli Stati Uniti. Questi trasferimenti sono necessari per fornire i Servizi globali riportati nei nostri Termini. Si ricorda all’utente che i paesi o i territori in cui le informazioni dell’utente vengono trasferite potrebbero avere leggi in materia di privacy e protezione diverse da quelle del paese o territorio in cui l’utente risiede».

Che succede a chi non accetta questa condivisione dei propri dati? Le Faq del sito web di WhatsApp dicono che «Se scegli di non fornire le informazioni necessarie per utilizzare una funzione, non sarai in grado di utilizzare la funzione. Ad esempio, non puoi condividere la tua posizione con i tuoi contatti se non ci autorizzi a raccogliere i dati sulla tua posizione dal tuo dispositivo. Le autorizzazioni possono essere gestite tramite il menu Impostazioni su dispositivi Android e iOS».

Bisognerebbe, quindi, andare su “Impostazioni Account” e trovare le opzioni necessarie per evitare le specifiche condivisioni, a rischio di subire penalizzazioni nell’utilizzo delle parti dell’applicazione che potrebbero richiederle come necessarie. Insomma, non sarà semplice rifiutare i cambiamenti imposti; la soluzione più semplice è quella di accettare in blocco i nuovi Tos (termini di servizio) o di passare ad un’altra applicazione di messaggistica, come Telegram, se non si volesse farlo.

A beneficio di WhatsApp va però la trasparenza: correttamente la società nella nuova informativa privacy comunica che «Raccogliamo informazioni sulla tua attività, il tempo, la frequenza e la durata delle interazioni; le funzionalità che utilizzi come la nostra messaggistica, chiamata, stato, gruppi (incluso nome del gruppo, immagine del gruppo, descrizione del gruppo), pagamenti o funzioni aziendali; foto del profilo, “informazioni”; quando sei stato online l’ultima volta che hai utilizzato i nostri Servizi (il tuo “ultimo accesso”); e l’ultima volta che hai aggiornato le informazioni su di te».

Sono dati preziosi, perché consentono di “profilare” ogni utente nelle proprie preferenze e abitudini e, dunque, hanno un notevole valore commerciale per le aziende che offrono i loro prodotti commerciali su Facebook, consentendogli di indirizzare le offerte a clienti mirati, selezionati in base ai loro gusti e tendenze. Un prossimo passo potrebbe essere quello di consentire a chi usa WhatsApp di eseguire pagamenti con il sistema Facebook Pay: in India, questo metodo è già molto diffuso e, non a caso, le nuove condizioni di servizio sono partite proprio verso gli utenti di questo Stato asiatico.

WhatsApp, però, promette che in ogni caso i contenuti dei messaggi degli utenti (già adesso protetti dal sistema di crittografia “end-to-end”) rimarranno privati tra il mittente ed il destinatario e non verranno mai condivisi o ceduti a Facebook ed ai suoi operatori; anche il numero di telefono non sarà in nessun caso inviato o condiviso su Facebook o diffuso ai suoi inserzionisti.



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1 Commento

  1. WhatsApp me lo sta chiedendo spesso, ma finché non si avvicina l’obbligo di dare il consenso, io continuerà a rifiutare la condivisione dei miei dati anche con Facebook.

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