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Come non pagare Inps con la partita Iva?

16 Aprile 2021
Come non pagare Inps con la partita Iva?

Se i proventi da lavoro autonomo non superano una determinata soglia annuale è possibile omettere il pagamento dei contributi previdenziali all’Inps.

Sei un lavoratore autonomo ed hai aperto una partita Iva. Vuoi sapere se devi pagare i tuoi contributi previdenziali all’Inps e come evitare di porre in essere questo adempimento.

Il pagamento dei contributi previdenziali, nel nostro ordinamento, deriva dalla natura giuridica del rapporto di lavoro al quale si riferiscono i redditi su cui calcolare la contribuzione. In particolare, i lavoratori subordinati devono versare la contribuzione previdenziale all’Inps mentre i lavoratori autonomi devono provvedere a questo adempimento solo se ricorrono determinate circostanze.

Ma come non pagare Inps con la partita Iva? Innanzitutto, vi sono dei lavoratori autonomi con partita Iva che versano i contributi previdenziali ad altre gestioni di previdenza sociale, diverse dall’Inps. In secondo luogo, se i proventi da lavoro autonomo non superano una determinata soglia annuale, è possibile essere esonerati dal pagamento dei contributi Inps.

Cosa sono i contributi previdenziali Inps?

L’Inps, acronimo di Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, è il principale ente previdenziale italiano che si occupa di raccogliere i contributi previdenziali presso i datori di lavoro ed i lavoratori e di erogare prestazioni previdenziali e pensionistiche agli aventi diritto.

I contributi previdenziali che devono essere erogati all’Inps dipendono dal reddito percepito. La contribuzione, infatti, si calcola applicando l’aliquota contributiva sul reddito erogato al lavoratore.

L’aliquota contributiva, a sua volta, non è fissa ma dipende da una serie di fattori, tra i quali:

  • le dimensioni aziendali;
  • il settore merceologico dell’impresa;
  • la categoria legale di inquadramento del lavoratore.

Tuttavia, non tutti i lavoratori sono assoggettati all’obbligo di contribuzione previdenziale all’Inps. Infatti, devono versare i contributi previdenziali all’Inps i lavoratori subordinati, gli artigiani e i commercianti. I lavoratori autonomi, invece, devono versare i contributi previdenziali all’Inps solo in alcuni casi.

Lavoratori autonomi: a chi devono versare i contributi previdenziali?

Molte categorie di liberi professionisti, ad esempio, hanno delle casse previdenziali di settore, come la cassa previdenziale degli avvocati, degli ingegneri, degli architetti, degli psicologi, etc. Questi professionisti, quindi, non versano i contributi previdenziali all’Inps ma li versano alla loro gestione previdenziale di riferimento sulla base delle regole e delle aliquote contributive fissate dalle singole casse private.

I lavoratori autonomi con partita Iva che non hanno una propria cassa previdenziale di riferimento, invece, devono versare i contributi alla gestione separata Inps [1]. Alla stessa gestione afferiscono anche i contributi previdenziali di:

  • collaboratori coordinati e continuativi;
  • dottorandi di ricerca;
  • assegnisti di ricerca;
  • amministratori di società.

Lavoro autonomo occasionale e contributi previdenziali

La prima categoria di lavoratori autonomi con partita Iva esonerata dal pagamento dei contributi Inps è, quindi, costituita da tutti quei professionisti che hanno una loro cassa previdenziale di riferimento e che non devono, dunque, versare i contributi all’Inps.

Inoltre, anche i lavoratori autonomi occasionali possono evitare il pagamento dei contributi previdenziali Inps se non superano determinate soglie di fatturato annuo.

La legge [2] prevede, infatti, che a partire dal primo gennaio 2004, i lavoratori autonomi occasionali devono iscriversi alla gestione separata Inps ma solo se percepiscono redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000 euro nell’anno solare.

La soglia dei 5.000 euro deve essere considerata con riferimento alla somma di tutti i compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali. In questo caso, quindi, il lavoratore autonomo sarà esonerato dal pagamento dei contributi previdenziali Inps. Ovviamente, se la soglia di esenzione viene superata, il lavoratore dovrà iscriversi alla gestione separata Inps e versare la relativa contribuzione.

Lavoratori autonomi occasionali: chi sono?

Dal punto di vista sostanziale, con la locuzione lavoro autonomo occasionale ci si riferisce ai prestatori d’opera che forniscono, in condizioni di autonomia e senza vincolo di subordinazione, le proprie prestazioni d’opera manuale o intellettuale a favore del committente [3].

Nel contratto d’opera occasionale è, parimenti, escluso, oltre il potere direttivo del committente, anche un mero potere di coordinamento del committente nei confronti del lavoratore.

Al pari di ciò che avviene con riferimento ai collaboratori coordinati e continuativi, anche per i lavoratori autonomi occasionali che superano la soglia di fatturato di 5.000 euro annui, i contributi previdenziali all’Inps devono essere sostenuti per 1/3 dal lavoratore e per 2/3 dal committente. Proprio per questo, i committenti occasionali devono essere tempestivamente avvisati dal lavoratore in caso di superamento della soglia di esenzione.


note

[1] L. 335/1995.

[2] Art. 44, c. 2 D. L. 269/2003, convertito in L. 326/2003.

[3] Art. 2222 cod. civ.


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