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Fondo adeguamento pensioni: come funziona?

16 Aprile 2021
Fondo adeguamento pensioni: come funziona?

Nel 1951, è stato istituito un apposito fondo per garantire ai lavoratori subordinati iscritti una pensione futura dignitosa e allineata all’aumento del costo della vita.

Sei un lavoratore subordinato del settore pubblico. Leggendo la busta paga ti sei accorto che il datore di lavoro trattiene dal tuo stipendio lordo una somma di denaro a titolo di Fondo adeguamento pensioni. Vuoi sapere di cosa si tratta e a cosa serve questo contributo.

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, provvede a trattenere dalla retribuzione lorda del dipendente una serie di somme che quest’ultimo è tenuto a versare all’Inps o al Fisco a titolo di contributi previdenziali o di tasse sul reddito.

Tra queste voci troviamo il Fondo adeguamento pensioni e, in questo articolo, vedremo come funziona. Si tratta di uno strumento introdotto negli anni ’50 dal legislatore per adeguare le pensioni all’aumento dei prezzi registrato dall’Istat, garantendone il potere di acquisto nel corso del tempo.

Fondo adeguamento pensioni: cos’è?

Il Fondo adeguamento pensioni è stato istituito nel 1951 dal legislatore per garantire ai lavoratori subordinati iscritti al fondo stesso un trattamento pensionistico futuro allineato all’aumento annualmente registrato dall’Istat del costo della vita. Nel corso del tempo, infatti, l’aumento dei prezzi e del costo della vita possono depauperare gli accantonamenti pensionistici e rendere l’assegno futuro percepito dal pensionato non idoneo a soddisfare le esigenze di vita.

Il Fondo adeguamento pensioni viene alimentato da un’apposita trattenuta operata dal datore di lavoro sulla retribuzione lorda dei dipendenti del settore pubblico.

Il datore di lavoro, infatti, opera nei confronti dei dipendenti come sostituto di imposta. Ciò significa che le tasse ed i contributi previdenziali che sono posti dalla legge a carico del lavoratore non sono pagati direttamente da quest’ultimo ma vengono trattenuti dalla busta paga da parte del datore di lavoro e, successivamente, versati ai relativi enti di competenza. Di tutte queste operazioni il datore di lavoro informa il lavoratore tramite il prospetto paga mensile.

Fondo adeguamento pensioni: a quanto ammonta?

L’ammontare della trattenuta che il datore di lavoro opera nella busta paga del lavoratore per finanziare il Fondo adeguamento pensioni (Fap) dipende da una serie di fattori.

Innanzitutto, uno dei fattori che incide sull’ammontare del Fap è il tipo di contratto con cui il lavoratore è stato assunto.

Inoltre, l’ammontare della trattenuta Fap dipende anche dalle dimensioni aziendali. Nel caso di datori di lavoro con meno di 15 dipendenti, il contributo Fap prevede un’aliquota del 9,19%. Diversamente, nel caso di datori di lavoro con più di 15 dipendenti, l’aliquota contributiva del Fap è pari al 9,49%.

Nel caso di lavoratori assunti con contratto di apprendistato, invece, la contribuzione al Fap si riduce al 5,84%.

Fap: a chi si applica?

Il Fondo adeguamento pensioni si applica, come abbiamo detto, unicamente ai lavoratori subordinati del settore pubblico.

Ai lavoratori dipendenti del settore privato, invece, si applica il corrispondente IVS che sta per invalidità, vecchiaia e superstiti.

Il contributo IVS deve essere versato:

  • dai dipendenti privati;
  • dai lavoratori autonomi;
  • dagli artigiani e dai commercianti;
  • dai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • dai coltivatori diretti.

La finalità del contributo IVS è contribuire alla previdenza Inps o alle sue gestioni speciali al fine di accedere alla copertura assicurativa contro l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Si tratta, dunque, della quota dei contributi previdenziali che deve essere posta a carico del lavoratore. Resta inteso che la quota di contributo IVS versata dal dipendente non esaurisce la totalità dei contributi previdenziali che devono essere erogati all’Inps sul reddito percepito.

Il datore di lavoro, infatti, oltre a versare all’Inps la quota di contributo IVS trattenuta nella busta paga del lavoratore, deve anche versare la quota di contribuzione previdenziale che grava su di lui e che ammonta ad un’aliquota contributiva pari a, circa, il 30%, anche in questo caso con delle variazioni che dipendono dal settore merceologico in cui opera il datore di lavoro, la categoria legale di assunzione del lavoratore e il numero di dipendenti addetti presso l’impresa.



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