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Come domiciliare le bollette in banca

16 Aprile 2021 | Autore:
Come domiciliare le bollette in banca

I vantaggi di pagare le fatture di luce, gas o telefono dal conto corrente, la procedura da seguire per attivarla o per disdirla e i documenti che servono.

La tua memoria non è più quella di una volta: ti arrivano a casa le bollette della luce o del gas, le appoggi su qualche mensola promettendoti di pagarle il giorno dopo e poi restano a prendere la polvere, rischiando di superare la scadenza. Chi, invece, la memoria ce l’ha ancora buona, spesso deve perdere delle ore allo sportello dell’ufficio postale per pagare quanto dovuto. In entrambi i casi, può essere utile sapere come domiciliare le bollette in banca: l’unica cosa a cui bisogna badare è che sul conto ci siano i soldi per pagarle.

È la soluzione più comoda, non c’è dubbio: tutto avviene in automatico. Il cliente riceve sempre e comunque la fattura a casa, perché ha il sacrosanto diritto di controllare la correttezza dell’addebito e della data in cui l’importo verrà scalato dal conto corrente. Se qualcosa non quadra ha anche la possibilità di bloccare il pagamento e di contestare la fatturazione. Se, invece, tutto fila liscio, dovrà occuparsi solo di archiviare la bolletta cartacea o telematica, a seconda di come ha scelto di riceverla.

Vediamo, allora, come domiciliare le bollette in banca e quali documenti servono.

Domiciliazione bollette: quali vantaggi?

Non c’è dubbio che evitare di fare le code allo sportello della posta o di una ricevitoria Sisal oppure rischiare di far scadere una fattura per una dimenticanza sono due motivi più che validi per domiciliare le bollette in banca. Ma i vantaggi di questa scelta sono anche di tipo economico.

Di solito, infatti, i gestori dell’energia elettrica, del gas, del telefono o di altri servizi riservano delle offerte particolari a chi decide di pagare direttamente dal conto corrente. In questo modo, hanno maggiori garanzie di incassare ogni mese oppure ogni bimestre, a seconda della scadenza delle bollette, l’importo a loro dovuto, senza rischiare di dover «correre dietro» ai clienti che si dimenticano o che scelgono di pagare in ritardo per qualsiasi motivo.

Altro vantaggio economico è quello di risparmiare sul costo del bollettino postale: 1,50 euro oppure 0,70 euro per chi ha più di 70 anni. Non sarà una spesa strepitosa, ma non c’è alcun motivo di «regalare» dei soldi quando se ne può fare a meno.

Domiciliazione bollette: chi la può chiedere?

Chiunque può chiedere di domiciliare le bollette in banca, che si tratti di un privato, di un professionista o di un’azienda, a patto che abbia le cose più essenziali, vale a dire:

  • un conto corrente tradizionale;
  • un conto corrente online;
  • una carta conto, cioè una carta prepagata dotata di Iban.

Domiciliazione bollette: cosa bisogna fare?

Ci sono diversi modi per domiciliare le bollette in banca. Una, prevede che l’utente si rechi allo sportello della sua filiale con gli estremi dell’utenza che intende pagare tramite il conto corrente o la carta prepagata. Inoltre, deve portare con sé un documento di identità in corso di validità ed il codice fiscale. Sarà necessario compilare un modulo per autorizzare l’operazione.

La seconda possibilità consiste nel contattare il servizio clienti del gestore dell’utenza. Il cliente chiederà di ricevere via e-mail o per posta il modulo per la domiciliazione delle bollette da compilare e da spedire allo stesso gestore, il quale si occuperà di contattare la banca per completare la pratica.

Domiciliazione bollette: quanto costa?

Di norma, la domiciliazione delle bollette è un servizio che la maggior parte delle banche offre a titolo gratuito. Non guasta, comunque, chiedere all’istituto di credito se sono previste eventuali commissioni.

Domiciliazione bollette: come contestare il pagamento?

Come detto in precedenza, chi sceglie di domiciliare le bollette in banca riceve comunque a casa la fattura relativa al mese o al bimestre per il quale verranno addebitati i consumi e le tasse da pagare. In questo modo, può controllare che la lettura dei contatori sia stata effettuata in modo corretto, se si tratta di un acconto o di un saldo o se ci sono degli errori di fatturazione.

In quest’ultimo caso, l’utente ha la facoltà di sospendere il pagamento della bolletta che ritiene sbagliata, contattando la banca a seconda delle modalità concordate (variano da istituto a istituto).

Attenzione, però: è importante che la richiesta di sospensione parta prima che la bolletta scada. In questo modo, si eviteranno delle grane inutili come, ad esempio, quella di dover chiedere al gestore dell’energia elettrica, del gas, della telefonia, ecc. di compensare l’importo incassato indebitamente.

Se la richiesta parte prima della scadenza della bolletta, il pagamento verrà sospeso in attesa di chiarimenti. Se il cliente si accorge dell’errore dopo che il pagamento tramite Rid è stato effettuato, allora dovrà contattare il gestore per contestare la fatturazione ed ottenere il rimborso (leggi anche Contestare bollette).



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