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Quanto è lo stipendio di un part time?

16 Aprile 2021
Quanto è lo stipendio di un part time?

Nel rapporto di lavoro a tempo parziale lo stipendio viene riproporzionato alle reali ore di lavoro prestate.

Hai risposto ad un annuncio di lavoro. Ti è stato proposto un contratto di lavoro a tempo parziale. Vuoi sapere quale sarà il tuo trattamento retributivo e se è possibile, in futuro, trasformare il rapporto di lavoro in un full-time.

L’assunzione del lavoratore subordinato può avvenire con contratto di lavoro a tempo pieno oppure con contratto di lavoro a tempo parziale. In questo secondo caso, il lavoratore dovrà prestare un numero di ore di lavoro inferiore a quello normalmente previsto.

Ma quant’è lo stipendio di un part time? La legge prevede che, in caso di assunzione con contratto part-time, il trattamento economico del lavoratore debba essere riproporzionato alle ore di lavoro effettivamente prestate dal dipendente. Ma andiamo per ordine.

Che cos’è il contratto di lavoro part-time?

L‘orario di lavoro è uno degli elementi essenziali del contratto di lavoro. La legge prevede che l’orario di lavoro ordinario sia pari a 40 ore settimanali [1], salvo diverse previsioni dei contratti collettivi che possono prevedere un orario di lavoro standard inferiore a quello previsto dalla legge. Alcuni Ccnl, ad esempio, prevedono che l’orario di lavoro normale sia pari a 38 oppure a 39 ore a settimana.

Quando si parla di contratto di lavoro part-time si fa riferimento a qualsiasi contratto di lavoro che preveda l’obbligo del lavoratore di prestare un numero di ore di lavoro settimanale inferiore a quello ordinario. Basta, quindi, che l’orario pattuito nella lettera di assunzione sia inferiore anche di una sola ora rispetto a quello ordinario per poter parlare di contratto di lavoro a tempo parziale.

Contratto di lavoro part-time: quali regole?

La legge [2] prevede che il contratto di lavoro a tempo parziale debba essere stipulato per iscritto e, al suo interno, debba essere indicata, in maniera precisa, la collocazione temporale della prestazione lavorativa con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

Il lavoratore part-time, infatti, deve essere messo in condizione di organizzare i propri tempi di lavoro e di non lavoro e, se necessario, di reperire un’altra occupazione che gli consenta, complessivamente, di lavorare a tempo pieno e di ottenere una retribuzione piena.

Stipendio lavoratore part time

Per quanto riguarda il trattamento retributivo, la legge prevede che il lavoratore part-time non possa ricevere, complessivamente, un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno assunto con lo stesso inquadramento e per lo svolgimento delle medesime mansioni.

Tuttavia, lo stipendio del lavoratore part-time risente del numero ridotto di ore di lavoro prestato. Infatti, si prevede che il trattamento economico e normativo del lavoratore part time sia riproporzionato alla luce della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Per calcolare lo stipendio del lavoratore part-time, quindi, occorrerà prendere a riferimento la paga base prevista dal contratto collettivo di lavoro per un lavoratore di pari livello di inquadramento e riproporzionarla in base alla percentuale di lavoro prestato rispetto al lavoro standard.

Se, ad esempio, il trattamento retributivo minimo del lavoratore previsto dal Ccnl applicato è pari a 2.000 euro mensili, sulla base del livello di inquadramento, e il lavoratore sottoscrive un contratto part time al 50% la sua retribuzione mensile sarà pari a 1.000 euro mensili.

Inoltre, alcuni istituti tipici del rapporto di lavoro, come ad esempio la durata del periodo di prova, il periodo di preavviso in caso di licenziamento o dimissioni, o il periodo di comporto in caso di malattia, possono essere riproporzionati e modulati dai contratti collettivi alla luce dell’articolazione dell’orario di lavoro.

Contratto part time: si può trasformare in un contratto full time?

È sempre possibile, durante lo svolgimento del rapporto di lavoro part-time, trasformare il contratto in un full time. A tal fine, è necessario il consenso di entrambe le parti. La trasformazione del rapporto in full time deve essere pattuita dalle parti mediante la stipulazione di un accordo scritto. In ogni caso, se il datore di lavoro richiede al lavoratore part time la trasformazione del contratto in un full time e questi non accetta, tale rifiuto non può mai costituire un giustificato motivo di licenziamento.


note

[1] D. Lgs. 66/2003.

[2] Art. 5 D. Lgs. 81/2015.


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