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In che modo si può dividere l’eredità?

17 Aprile 2021 | Autore:
In che modo si può dividere l’eredità?

Come si può procedere alla divisione del patrimonio del defunto

Anche nei momenti più tristi della vita delle persone il denaro ed il diritto di proprietà giocano un ruolo importante. Quando ci lascia un parente caro (moglie, marito, genitore, figlio) in un numero importante di casi accade che le persone chiamate alla sua eredità siano più di una. Così, per esempio, quando viene a mancare un genitore capita in molti casi che gli succedono come eredi l’altro coniuge e uno o più figli. La situazione che si viene a creare quando più eredi subentrano al defunto viene chiamata dalla legge comunione ereditaria.

La comunione ereditaria significa che i beni che appartenevano alla persona defunta diventano, sulla base delle quote stabilite dalla legge, di proprietà comune ed indivisa degli eredi. La comunione ereditaria fra gli eredi del defunto può nascere sia nel caso in cui il defunto abbia fatto testamento (cosiddetta successione testamentaria), sia nel caso in cui non abbia fatto testamento (successione legittima).

Nell’articolo che segue spiegheremo in che modo si può dividere l’eredità. Illustreremo cioè le modalità attraverso le quali la legge permette di sciogliere e porre fine alla comunione ereditaria. Vedremo che questo può avvenire in modo amichevole, cioè con un accordo tra gli eredi, oppure in modo conflittuale (ricorrendo al giudice) se fra i coeredi non si riesce a raggiungere un accordo sulle modalità di divisione dell’eredità (cioè dei beni che la compongono). Evidenzieremo pure che la divisione dell’eredità può essere effettuata direttamente dal testatore all’interno del testamento.

Cos’è la divisione amichevole?

La comunione ereditaria si può sciogliere in modo amichevole o conflittuale.

Quando i coeredi, cioè gli eredi che hanno accettato l’eredità del loro parente defunto, trovano un accordo sulle modalità per procedere alla divisione dell’eredità, si parla di divisione amichevole (o contrattuale).

Di solito, una divisione amichevole è segno di rapporti civili e pacifici tra i coeredi; infatti, la divisione è la fase più delicata e complessa della successione della persona defunta.

Con la divisione si mira ad attribuire in proprietà esclusiva ai singoli eredi (cioè al 100%) uno o più dei beni che compongono l’eredità in modo che il valore dei beni assegnati corrisponda esattamente alla quota di eredità che gli spetta.

La divisione amichevole avviene di solito sulla base di una perizia fatta da tecnici incaricati dagli eredi (ingegneri e/o geometri) e formalizzandola con un atto scritto (obbligatorio se sono coinvolti beni immobili) per la cui redazione si ricorre sovente ad un notaio.

Se il signor Mario muore senza fare testamento e lascia la moglie e un figlio, a ciascuno dei due spetterà la metà dell’eredità di Mario. La moglie ed il figlio diventeranno comproprietari al 50% di tutti i beni (mobili ed immobili) che compongono l’eredità di Mario. Ipotizzando che l’eredità sia composta da un appartamento e da 100.000 euro in denaro contante, se la moglie ed il figlio di Mario vorranno procedere in modo amichevole alla divisione dell’eredità e a sciogliere la comunione ereditaria, dovranno dividere a metà i 100.000 euro e, se possibile, dovranno dividere fisicamente in due parti uguali l’appartamento in modo da diventare ciascuno proprietario esclusivo di una delle due metà dell’appartamento.

La divisione amichevole avviene sulla base di un accordo tra gli eredi

Cos’è la divisione giudiziale?

Nel caso in cui i rapporti tra i coeredi non siano dei migliori, la divisione dell’eredità (e quindi la fine della comunione ereditaria) difficilmente avverrà in modo amichevole.

In questi casi, per dividere l’eredità occorrerà andare davanti al giudice perché sia una sentenza a stabilire in che modo l’eredità sarà divisa. La sentenza stabilirà come distribuire i beni tra i singoli eredi in modo da rispettare esattamente le quote spettanti a ciascuno.

Inizia così la causa di divisione giudiziale alla quale devono essere chiamati a partecipare tutti gli eredi cioè tutti i comproprietari dei beni che costituiscono l’eredità che si intende dividere.

La legge stabilisce che il diritto di ogni erede ad ottenere la divisione è imprescrittibile, cioè può essere esercitato sempre senza alcun limite di tempo.

Questo vuol dire che se le trattative per una divisione amichevole sono andate avanti senza successo per molti anni, ogni singolo erede poi può, senza alcun limite di tempo, decidere di avviare una causa per giungere alla divisione giudiziale dell’eredità.

La divisione giudiziale si ha con una sentenza

Divisione: può farla il testatore?

Precisiamo infine che chi fa testamento può procedere direttamente, nel testamento stesso, a dividere i propri beni tra gli eredi.

In questo modo, la comunione ereditaria non nasce affatto perché i beni del defunto vengono assegnati da lui stesso agli eredi che diventano così proprietari esclusivi (al 100%) dei beni.

La divisione dell’eredità può farla direttamente il testatore nel testamento



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