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Caduta in strada: chi paga i danni?

19 Aprile 2021 | Autore:
Caduta in strada: chi paga i danni?

Il gestore e il proprietario del tratto stradale devono sempre risarcire i danni provocati da buche e dissesti del manto? Cos’è il caso fortuito?

Può accadere che, passeggiando in strada, si finisca per rovinare a terra a causa di una buca o di altra imperfezione del manto stradale. Lo stesso può succedere guidando un veicolo: il mezzo potrebbe sbandare e causare un sinistro per via della strada dissestata. In casi del genere, è possibile chiedere il risarcimento dei danni patiti se si dimostra che il tratto di strada in questione non fosse ben manotenuto. Ma è sempre così semplice? Chi paga i danni per una caduta in strada? In linea di massima, il responsabile dei danni causati direttamente dalla strada è il proprietario o il suo gestore.

In pratica, si applica un principio che vale per ogni tipo di danno: ne risponde colui che avrebbe dovuto prestare attenzione alle cose di cui è proprietario oppure che gli sono state affidate. Lo stesso ragionamento vale, ad esempio, per il danno cagionato dagli animali. Eppure, chi cade in strada a causa di una buca o di altra insidia non è detto abbia diritto al risarcimento: potrebbe essere, infatti, che la colpa sia addebitabile, almeno in parte, al danneggiato che non ha prestato attenzione. Insomma: una cosa è individuare chi dovrebbe pagare i danni per una caduta in strada, altra cosa è dimostrare la responsabilità per i danni subiti. Vediamo cosa dicono a proposito la legge e la giurisprudenza.

Responsabilità da cose in custodia: cos’è?

Secondo la legge, ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito [1].

In pratica, ogni persona è responsabile del pregiudizio provocato da un bene di cui deve avere cura, a prescindere dall’effettiva titolarità. Ci si può liberare della propria responsabilità solamente dimostrando che il danno è avvenuto per un evento imprevedibile. Facciamo un esempio.

Tizio parcheggia in salita l’auto che gli ha prestato Caio, dimenticando di azionare il freno a mano. Il veicolo si mette in movimento e urta la vettura che precede. Tizio è responsabile del danno perché in quel momento aveva la custodia dell’auto, anche se non era sua.

Caso fortuito: cos’è?

Il custode deve dimostrare il caso fortuito per andare esente da responsabilità. Per caso fortuito deve intendersi quell’evento imprevisto e imprevedibile, che si inserisce improvvisamente nell’azione del soggetto, vincendo ogni possibilità di resistenza e di contrasto, così da rendere fatale il compiersi dell’evento al quale l’agente viene a dare quindi un contributo causale meramente fisico.

Caso fortuito: esempi

Possono essere ricondotte al caso fortuito le eccezionali e imprevedibili condizioni meteorologiche che, rendendo impraticabile il manto stradale, cagionano un pericoloso incidente.

Rientra nella categoria del caso fortuito l’improvviso cedimento del terreno dovuto ad una frana, oppure una violenta scossa di terremoto.

È sempre caso fortuito l’improvviso scoppio di uno pneumatico di un’autovettura, dal quale consegue un sinistro, quando lo scoppio non sia dovuto alla negligenza del guidatore oppure alla sua condotta imprudente.

Caduta in strada: chi paga il risarcimento?

Chi cade in strada a causa di una buca, del manto dissestato o di una qualsiasi insidia (pavimentazione sconnessa, ecc.) può chiedere il risarcimento dei danni al custode del bene, cioè al proprietario o all’ente che gestisce il tratto in questione. Tanto vale anche per i sinistri causati alla guida di un veicolo.

Da quanto appena detto si evince che, in caso di caduta o di incidente riconducibile alle condizioni della strada, il responsabile sarà il Comune, la Provincia, la Regione o la società che gestisce la strada stessa. La responsabilità deriva dal fatto che questi soggetti avrebbero dovuto mantenere in buono stato la strada; a causa della loro negligenza, è a essi imputabile il danno, con conseguente obbligo di pagare il risarcimento.

La responsabilità viene meno solamente se il proprietario o il gestore della strada dimostra il caso fortuito, cioè quell’evento imprevedibile che non ha reso impossibile evitare il danno.

Si pensi al buco nel manto stradale causato dalla caduta di un fulmine: l’auto che dovesse sbandare a causa della fenditura nel suolo non potrebbe chiedere il risarcimento all’ente che gestisce la strada se lo stesso ente dimostra che non c’è stato il tempo di intervenire per riparare il danno causato dalla tempesta.

In sintesi, il gestore di una strada deve dimostrare il caso fortuito per liberarsi della responsabilità (e, quindi, non pagare i danni) in caso di caduta o incidente provocato da un’insidia a chi sia in transito sull’area. Deve cioè provare che è intervenuto un fatto estraneo alla sua sfera di controllo sul bene, avente un impulso causale autonomo e il carattere dell’imprevedibilità e dell’assoluta eccezionalità.

Ma non solo. Secondo la giurisprudenza, la responsabilità del gestore della strada potrebbe essere esclusa anche dalla scarsa diligenza del danneggiato. Vediamo di cosa si tratta.

Diligenza del danneggiato: cos’è?

Secondo la Corte di Cassazione [2], non solo si deve tener conto dell’eventuale caso fortuito che elimina la responsabilità del gestore della strada (e che tocca a quest’ultimo dimostrare), ma anche dell’attenzione del danneggiato, il quale non può invocare la pretesa risarcitoria se è stato poco accorto ad evitare di subire il danno.

La legge [3] impone una generale prudenza al cittadino nelle vicende della vita, come quando cammina per strada o conduce un mezzo proprio. Di conseguenza, il custode della strada non solo è esente da responsabilità se dimostra l’accadimento inaspettato e imprevedibile, ma anche se la vittima è incorsa in un infortunio provocato da un’insidia che ben poteva essere avvistata ed evitata con l’utilizzo della diligenza e dell’ordinaria prudenza che è sempre richiesta a ogni utente della strada.

L’ente che gestisce la strada non deve risarcire i danni riportati da un veicolo in transito per l’impatto contro un albero caduto in strada a causa della pioggia e del forte vento, se l’albero era di grosse dimensioni ed era stato tempestivamente segnalato. Il conducente avrebbe dovuto tenere un comportamento più attento e prudente.


note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 348 del 13 gennaio 2020.

[3] Art. 1127 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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