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Calcolo della pensione: simulazione

10 Gennaio 2021 | Autore:
Calcolo della pensione: simulazione

Come determinare l’importo del trattamento pensionistico presso il Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti dell’Inps.

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, assicurati presso l’Inps, la pensione è calcolata con sistemi diversi, in base all’anzianità contributiva dell’interessato.

Nel dettaglio, è utilizzato il sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per coloro che possiedono almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995. Il sistema di calcolo utilizzato è invece retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (cosiddetto sistema misto) per coloro che possiedono meno di 18 anni di contributi alla stessa data. Il Sistema risulta integralmente contributivo per coloro che non hanno versamenti alla data del 31 dicembre 1995, oppure per coloro che optano per il calcolo interamente contributivo, per le lavoratrici che si avvalgono della pensione con opzione donna ed in alcuni casi in cui il trattamento pensionistico è liquidato in regime di totalizzazione.

Osserviamo ora un esempio di calcolo della pensione – simulazione, dopo aver ricordato le principali regole relative ai sistemi retributivo e contributivo.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare la Guida al calcolo contributivo della pensione e la Guida al calcolo retributivo.

È bene ricordare che, soprattutto in relazione al calcolo retributivo, le regole variano notevolmente in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ad esempio, per quanto riguarda la quota A della generalità dei dipendenti pubblici, si considerano le ultime mensilità di retribuzione, quale reddito pensionabile, anziché ultimi 5 anni come avviene per gli iscritti presso il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti. Ma procediamo con ordine.

Come funziona il sistema di calcolo retributivo della pensione presso l’Inps

Il sistema di calcolo retributivo, per la generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’Inps Fpld (Fondo pensione dei lavoratori dipendenti), è basato sugli ultimi stipendi percepiti ed è diviso in due quote:

  • la quota A, che si basa sugli ultimi 5 anni di stipendio, rivalutati, e sul numero di settimane di contributi possedute al 31 dicembre 1992;
  • la quota B, che si basa sugli ultimi 10 anni di stipendio (o sulle annualità dal 1993 alla pensione, per chi possiede meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992), rivalutati, e sul numero di settimane accreditate:
    • al 31 dicembre 2011 per chi possiede almeno 18 anni al 31 dicembre 1995;
    • al 31 dicembre 1995 per chi possiede almeno 18 anni al 31 dicembre 1995.

Calcolo Quota A retributivo Inps Fondo pensione lavoratori dipendenti

In particolare, per il calcolo della Quota A si deve procedere in questo modo, presso la gestione dei lavoratori dipendenti del settore privato (assicurazione generale obbligatoria Ago- Fondo pensione lavoratori dipendenti- Fpld):

  • la retribuzione degli ultimi 5 anni (o del minor periodo) deve essere rivalutata secondo la variazione dell’indice annuo del costo della vita, calcolato dall’Istat ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria; in pratica, gli stipendi degli ultimi 5 anni precedenti alla pensione (o del minor periodo) vanno rivalutati singolarmente (anno per anno) secondo un apposito indice;
  • gli stipendi rivalutati vanno poi sommati;
  • la retribuzione rivalutata degli ultimi 5 anni (o del minor periodo) deve poi essere divisa per 260 (o per il minor periodo, nel caso in cui le annualità precedenti al 31 dicembre 1992 siano meno di 5): si ottiene così la retribuzione media settimanale (R.M.S.);
  • la retribuzione media settimanale, o retribuzione pensionabile, deve essere poi moltiplicata per il numero di settimane possedute al 31 dicembre 1992 e moltiplicata per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare della stessa retribuzione media settimanale (se questa supera determinati tetti, l’aliquota di rendimento si abbassa);
  • si ottiene così la Quota A di pensione.

Calcolo Quota B retributivo Inps Fondo pensione lavoratori dipendenti

Il calcolo della Quota B si effettua invece in questo modo:

  • la retribuzione degli ultimi 10 anni (o delle annualità dal 1993 alla pensione, per chi possiede meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992) deve essere rivalutata secondo la variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat, con l’incremento di un punto percentuale per ogni anno solare preso in considerazione;
  • la retribuzione rivalutata degli ultimi 10 anni (o del diverso periodo) deve poi essere divisa per 520 (o per il minor periodo): si ottiene così la retribuzione media settimanale (R.M.S.);
  • la retribuzione media settimanale, o retribuzione pensionabile, deve essere poi moltiplicata per il numero di settimane possedute dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 2011, o dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995 (per chi ha meno di 18 anni di contribuzione alla stessa data) e moltiplicata per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare della stessa retribuzione media settimanale (i tetti di retribuzione sono gli stessi utilizzati per la quota A);
  • si ottiene così la Quota B di pensione.

Calcolo retributivo semplificato

Un metodo più veloce ed approssimativo per il calcolo consiste nell’individuare la retribuzione media pensionabile degli ultimi anni di lavoro (rivalutati) e nel moltiplicarla per un’aliquota di rendimento del 2% (ipotizzando che la retribuzione pensionabile non sia elevata, quindi che non si applichino i tetti), che a sua volta deve essere moltiplicata per il numero di anni di contribuzione.

Aliquote di rendimento: tetti pensionabili

Osserviamo, di seguito, le aliquote di rendimento applicabili presso il Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti in base all’ammontare della retribuzione media pensionabile.

Neutralizzazione delle annualità sfavorevoli

Nel calcolo della Quota B, per chi possiede meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, non sono considerate le retribuzioni, rivalutate, di importo inferiore del 20% rispetto alla media delle retribuzioni [1]. È fatta salva, per gli anni non considerati, la percentuale annua di commisurazione della pensione alla retribuzione pensionabile, prevista dal Fpld.

L’esclusione delle retribuzioni dalla base di calcolo non può comunque risultare superiore al 25% degli anni coperti di contribuzione.

In parole semplici, possono essere neutralizzati solo 1/4 dei periodi totali.

La legge [2] prevede anche la neutralizzazione dei periodi Naspi, in cui è percepita l’indennità di disoccupazione, in relazione alle quote retributive della pensione, nel caso in cui la retribuzione media settimanale calcolata senza contarli sia più alta rispetto alla retribuzione media settimanale calcolata includendoli.

Sistema di calcolo contributivo Inps della pensione

Il calcolo contributivo della pensione, al contrario del sistema retributivo, non si basa sugli ultimi stipendi o retribuzioni percepite, ma sui contributi effettivamente accreditati nel corso dell’attività lavorativa, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che aumenta all’aumentare dell’età pensionabile.

Il calcolo contributivo si divide in due quote:

  • la quota A, che comprende i periodi sino al 31 dicembre 1995 (valida, presso il Fpld, solo per chi ha optato per il calcolo interamente contributivo, oppure per le lavoratrici che si avvalgono di opzione donna, o in alcune ipotesi di totalizzazione);
  • la quota B, dal 1° gennaio 1996 in poi (Quota C, dal 1° gennaio 2012, per coloro che possiedono almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995).

Per ricavare l’assegno di pensione corrispondente alla quota B, o quota C, presso il Fpld, bisogna:

  • accantonare, per ogni anno, il 33% della retribuzione lorda corrisposta dal 1996 (il 33% è l’aliquota valida per la generalità dei lavoratori dipendenti), oppure l’aliquota contributiva prevista dall’Inps per le altre categorie di lavoratori;
  • rivalutare i contributi accantonati ogni anno, in base alla media mobile quinquennale della crescita della ricchezza nazionale, ovvero all’incremento del Pil nominale, che comprende anche il tasso di inflazione che si registra anno per anno;
  • sommare i contributi rivalutati, ottenendo così il montante contributivo;
  • moltiplicare il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione, o coefficiente moltiplicatore, una cifra espressa in percentuale che varia in base all’età, ottenendo così la quota B di pensione.

Calcolo interamente contributivo

Per determinare la quota A della pensione, in caso di opzione per il sistema contributivo, computo o totalizzazione, il procedimento è più complicato, e differisce in base al fondo in cui è liquidato il trattamento.

Il complesso meccanismo risulta più semplice esposto in questo modo:

  • si prendono le 10 retribuzioni annue precedenti il 1996 (o il minor numero di retribuzioni);
  • si applica l’aliquota contributiva pensionistica riferita all’epoca del versamento;
  • si rivalutano i contributi così ottenuti sulla base della media quinquennale del Pil nominale;
  • si ricava una media annua di contribuzione (capitalizzata) dividendo il totale della somma complessivamente accantonata per 10 (o per il minor numero);
  • si moltiplica il risultato ottenuto per il numero complessivo degli anni di anzianità, valutati però ponderandoli con il rapporto tra l’aliquota contributiva vigente in ciascun anno e la media delle aliquote contributive vigenti nei 10 (o meno) anni precedenti quello in cui viene esercitata l’opzione;
  • si ottiene, così, il montante contributivo della quota A presso il Fpld, che deve essere moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, per trasformarsi in quota A di pensione.

Si possono, in alternativa, sommare i due montanti contributivi, della Quota A e della Quota B, per giungere al montante contributivo totale, che viene poi trasformato in rendita dal coefficiente di trasformazione, che varia in base all’età pensionabile.

Il procedimento varia notevolmente a seconda della particolare gestione previdenziale in cui si possiedono i contributi.

Coefficienti di trasformazione

Come osservato, il coefficiente di trasformazione, o moltiplicatore, converte in assegno di pensione il montante contributivo, cioè la somma dei contributi rivalutati. Per cui se, ad esempio, il lavoratore possiede un montante contributivo pari a 200mila euro, ed il coefficiente è pari a 5, la pensione dovrà essere calcolata in questo modo: 200.000 x 5%=10.000.

Per ottenere la pensione lorda mensile, è necessario dividere l’importo ottenuto per 13, quindi, nel caso di specie:

  • 10.000:13=769,23 (pensione lorda che l’Inps dovrà liquidare ogni mese, soggetta a rivalutazione periodica).

Osserviamo, nella seguente tabella, quali sono gli attuali coefficienti di trasformazione e come sono diminuiti nel tempo, in proporzione agli adeguamenti alla speranza di vita media.

Età
Coefficienti di

 trasformazione

vigenti sino al 2015
Coefficienti di trasformazione

dal 2016 al 2018
Coefficienti di trasformazione 2019-2020
Coefficienti di trasformazione 2021-2022
574,304%4,246%4,2%4,186%
584,416%4,354%4,304%4,289%
594,535 %4,468%4,414%4,399%
604,661%4,589%4,532%4,515%
614,796 %4,719%4,657%4,639%
624,94 %4,856%4,79%4,770%
635,094 %5,002%4,932%4,910%
645,259 %5,159%5,083%5,060%
655,435 %5,326%5,245%5,220%
665,624 %5,506%5,419%5,391%
675,826 %5,700%5,604%5,575%
686,046 %5,910%5,804%5,772%
696,283 %6,135%6,021&5,985%
706,541 %6,378%6,257%6,215%
716,466%

I coefficienti esposti nella tabella sono validi per la generalità delle gestioni Inps. Ci sono tuttavia diverse gestioni previdenziali, come alcune casse dei liberi professionisti, che applicano coefficienti differenti.

Quando l’età, alla data del pensionamento, non corrisponde ad un anno esatto (ad esempio, 57 anni e 7 mesi), devono essere aggiunte al coefficiente le relative frazioni di anno.

Giovanni va in pensione a 58 anni e 8 mesi di età nel 2020; per calcolare il coefficiente dobbiamo svolgere le seguenti operazioni: 4,414 (coefficiente vigente per chi si pensiona a 59 anni nel biennio 2019-20) – 4,304 (coefficiente vigente per chi si pensiona a 58 anni) = 0,11. Dobbiamo poi dividere il risultato per 12 mesi, ottenendo 0,0091666 circa. Moltiplichiamo il nuovo risultato per 8 mesi, ed otteniamo 0,073, arrotondando. A questo punto, dobbiamo sommare questa cifra al coefficiente per chi si pensiona a 58 anni, arrivando così al coefficiente corretto per chi si pensiona a 58 anni ed 8 mesi nel 2020, cioè 4,377. Per trasformare il montante contributivo in pensione, come già osservato, dobbiamo applicare questo coefficiente, come percentuale, al montante rivalutato: dividendo il risultato per 13, si arriva alla pensione mensile.

È chiaro che, più basso è il coefficiente, più esigua risulterà la pensione: dalla tabella, si osserva che i coefficienti di trasformazione sono notevolmente diminuiti, col passare del tempo, a causa dell’innalzamento della speranza di vita media, che determina l’elevazione dell’età pensionabile.

Rivalutazione del montante contributivo

Per chi si pensiona nel 2021osserviamo, nella seguente tabella, come si rivalutano i contributi anno per anno: in grassetto è indicato l’anno di decorrenza della pensione, di seguito l’anno a cui si riferisce il montante e il tasso di capitalizzazione.

Anno
196331 .12 .19611, 081432199231 .12 .19901,101013
196431 .12 .19621, 09136199331 .12 .19911,09775
196531 .12 .19631,105468199431 .12 .19921,088611
196631.12.19641,111816199531.12.19931,07299
196731.12.19651,110107199631.12.19941,065726
196831.12.19661,104326199731.12.19951,062054
196931.12.19671,099969199831.12.19961,055871
197031.12.19681,087896199931.12.19971,053597
197131.12.19691,089733200031.12.19981,056503
197231.12.19701,099558200131.12.19991,051781
197331.12.19711,100769200231.12.20001,047781
197431.12.19721,099769200331.12.20011,043698
197531.12.19731,12137200431.12.20021,041614
197631.12.19741,146567200531.12.20031,039272
197731.12.19751,156004200631.12.20041, 040506
197831.12.19761,190509200731.12.20051,035386
197931.12.19771,216775200831.12.20061,033937
198031.12.19781,210426200931.12.20071,034625
198131.12.19791,203363201031.12.20081,033201
198231.12.19801,226929201131.12.20091,017935
198331.12.19811,214364201231.12.20101,016165
198431.12.19821,205767201331.12.20111,011344
198531.12.19831,202694201431.12.20121,001643
198631.12.19841,186164201531.12.20131
198731 .12 .1 9851,160219201631.12.201 41,00505 8
198831 .12 .19861,142703201731.12.20151,004684
198931.12.19871,126341201831.12.20161,005205
199031.12.19881,115314201931.12.20171,013478
199131.12.19891,105217202031.12.20181,018254
 202131.12.20191,019199

Simulazione calcolo pensione: esempio

Analizziamo la situazione previdenziale Fpld del Sig. Francesco Dal Rosso, al 01.03.2020 (data estratto conto fornito 04.02.2020):

  • età: 67 anni (data di nascita 17/02/1953);
  • Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti al 31/12/1992: 510 settimane di contribuzione;
  • Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti dal 01/01/1993 al 31/12/1995: 156 settimane di contribuzione;
  • Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti dal 01/01/1996: 552 settimane di contribuzione -546 al 31.12.2019

Totale settimane FPLD: 1218 settimane al 04.02.2020, pari a 23 anni e 5mesi- 1212 settimane al 31.12.2019

Risulta perfezionato il requisito per la pensione di vecchiaia ordinaria il 17.02.2020 [3]

Pensione di vecchiaia ordinaria

Data decorrenza pensione Inps FPLD 01/03/2020

Importo quota INPS A retributiva: 834,01 euro lordi mensili, 10.842,09 euro annui lordi

Importo quota INPS B retributiva: 195,18 euro lordi mensili, 2.537,41 euro annui lordi

Importo quota INPS C contributiva: 686,50 euro lordi mensili, 8.924,56 euro annui lordi

Totale pensione mensile lorda FPLD: 1.715,69 euro, 22.304,06 euro annui

Dettaglio dei calcoli

È stata applicata correttamente la neutralizzazione delle retribuzioni meno elevate.


note

[1] D.lgs. 373/1993.

[2] D.lgs. 22/2015.

[3] Art. 24 co.6 DL 201/2011.

Autore immagine: pixabay.com


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