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Le classi di priorità nell’impegnativa

1 Febbraio 2021 | Autore:
Le classi di priorità nell’impegnativa

L’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie va garantito entro tempi adeguati alle necessità cliniche di ciascuno di essi.

Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha tra i suoi scopi principali quello di tutelare la salute dei cittadini che realizza garantendo l’accesso alle prestazioni mediche in base al loro effettivo stato di bisogno. Tenuto conto della sempre crescente domanda degli assistiti di usufruire dei servizi di specialistica ambulatoriale, il Ssn ha adottato un metodo per far sì che vengano visitati prima i pazienti con problemi più seri mediante l’indicazione delle classi di priorità nell’impegnativa.

Le classi di priorità, quindi, consistono nello strumento per differenziare il tempo di accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, regolandolo in base al rischio per la salute e/o all’urgenza dei cittadini.

Pertanto, per le prime visite e per gli esami diagnostici, terapeutici e riabilitativi di primo accesso il medico che li prescrive deve indicare nell’impegnativa, il sospetto diagnostico e il codice di priorità adeguato al bisogno del paziente. In base a tale indicazione è possibile effettuare la prestazione riportata nella ricetta entro tempi ben definiti a partire dalla data in cui l’assistito presenta l’impegnativa per la prenotazione.

Le classi di priorità sono escluse per le prestazioni di controllo previste nell’ambito della continuità terapeutica, per le prestazioni effettuate pre e post ricovero ospedaliero e per quelle di screening.

Prescrizione medica di prestazioni sanitarie: cosa deve riportare

Il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta ovvero il medico specialista di una struttura pubblica o privata accreditata nella prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale è tenuto ad indicare:

  • se si tratta di una prima visita o di un primo esame diagnostico e strumentale (primo esame specialistico) oppure di accessi successivi;
  • la classe di priorità, la quale definisce i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie;
  • il quesito diagnostico, intendendo per tale la descrizione del problema di salute che motiva la richiesta di effettuare la prestazione.

Si precisa che per prima visita o per primo esame specialistico si intende quella visita o esame in cui il problema del paziente viene affrontato per la prima volta ed in cui viene predisposta una documentazione scritta (cartella clinica o scheda). Inoltre, sono considerate prime visite o primi esami quelli effettuati nei confronti di pazienti già noti al medico, affetti da malattie croniche che presentano una fase di riacutizzazione tale da rendere necessaria una rivalutazione complessiva e/o una revisione della terapia in atto.

Invece, le visite successive o di controllo (seconda vista o secondo esame specialistico) sono:

  1. le visite o gli accertamenti diagnostici strumentali successivi ad un inquadramento diagnostico già concluso, che ha definito il caso ed eventualmente ha già impostato una prima terapia. Si pensi all’ipotesi in cui occorre seguire l’evoluzione di patologie croniche al fine di valutare l’eventuale insorgenza di complicanze o di verificare la stabilizzazione della malattia;
  2. le prestazioni successive al primo accesso e programmate dallo specialista che ha già preso in carico il paziente.

Quali sono le classi di priorità nelle prescrizioni di prestazioni sanitarie

Le classi di priorità [1] che il medico prescrittore può assegnare alla richiesta a seconda dell’urgenza attribuita all’esecuzione della prestazione, sono indicate con alcune lettere maiuscole. Di solito, le priorità assolute vengono date alle malattie del sistema cardiocircolatorio e ai tumori con tempi di attesa che non devono superare i 30 giorni per la fase diagnostica e a successivi 30 giorni per la terapia.

Più precisamente le classi di priorità sono:

  • U = urgente, per le prestazioni da garantire entro 24 ore dalla presentazione della prescrizione oppure, se differibili, da erogare entro 72 ore (con bollino verde). In tali casi si è in presenza di situazioni ad alto rischio per il paziente, che vanno trattate in emergenza;
  • B = breve, con riferimento alle prestazioni che possono aspettare fino ad un massimo di 10 giorni dalla prenotazione, relative a situazioni passibili di aggravamento in tempi brevi;
  • D = differita, per le prestazioni che possono attendere fino a 30 giorni dalla prenotazione per le visite ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;
  • P = programmabile, riferita a problemi che richiedono approfondimenti ma che non necessitano di risposta in tempi rapidi. Le prestazioni programmabili sono comunque da garantire entro un massimo di 120 giorni dalla prenotazione.

Se nella prescrizione non vengono indicati il sospetto diagnostico o la classe di priorità la richiesta è collocata in classe P.

Come avviene la prenotazione delle prestazioni sanitarie

Il canale di accesso alle prestazioni sanitarie è stabilito a livello regionale e la relativa prenotazione può essere effettuata secondo diverse modalità tra cui:

  • agli sportelli CUP ospedalieri e territoriali, personalmente, telefonicamente oppure online;
  • presso le farmacie convenzionate, che offrono tale servizio;
  • presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Durante la prenotazione al paziente viene data la prima data disponibile e se non accetta tale data, scegliendo un altro ambulatorio, perde il diritto al tempo massimo garantito. In altre parole, esce dall’ambito di garanzia del rispetto dei tempi di attesa previsto dalla classe di priorità assegnata.

Quali sono le classi di priorità per le prescrizioni di ricovero

Le classi di priorità sono previste anche per le prescrizioni di ricovero e al pari di quelle per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, vanno indicate dal medico prescrittore nell’impegnativa.

Più precisamente, si tratta di:

  • classe A, in relazione ad un ricovero che va effettuato entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o, comunque, da recare grave pregiudizio alla prognosi;
  • classe B, per un ricovero da effettuare entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni, o grave disabilità, ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi;
  • classe C, in riferimento ad un ricovero che può essere effettuato entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità, e non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi;
  • classe D, con riferimento ad un ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questa tipologia di ricovero deve comunque essere effettuata almeno entro 12 mesi.

note

[1] Piano nazionale di Governo delle liste di attesa 2019/2021, Intesa Stato-Regioni del 21.02.2019, che ha sostituito il Piano nazionale di Governo delle liste di attesa (PNGLA) 2010-2012.


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