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Cos’è lo scopo consortile?

19 Aprile 2021 | Autore:
Cos’è lo scopo consortile?

Attraverso la costituzione di un consorzio o di una società consortile è possibile coordinare e gestire strategie e azioni comuni a più imprese senza perseguire uno scopo di lucro.

Il Codice civile qualifica contratto di società quello stipulato da due o più persone, le quali conferiscono beni e servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili [1]. Una società, però, può perseguire anche scopi diversi da quello di lucro come accade nel caso di una cooperativa, caratterizzata dallo scopo diretto a fornire ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato (scopo mutualistico) o anche nell’ipotesi di un consorzio, che si prefigge uno scopo consortile.

Cos’è lo scopo consortile? Consiste nel coordinare le attività economiche delle imprese che fanno parte del consorzio o lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese, che comunque restano proprie e individuali di ciascun consorziato. Si pensi, ad esempio, a un consorzio che ha come obiettivo quello di promuovere la produzione di olio delle singole imprese consorziate e a tal fine partecipa a fiere e ad eventi. In ogni caso, ciascuna impresa mantiene la propria immagine e denominazione sull’olio prodotto, occupandosi della vendita diretta.

Inoltre, il consorzio non ha come obiettivo quello di produrre guadagni da distribuire ai consorziati bensì di mantenere e fare aumentare il reddito dell’attività dei singoli imprenditori.

Cos’è un consorzio

Il Codice civile definisce il consorzio come il contratto con il quale più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese [2].

Il consorzio non svolge un’attività d’impresa ma:

  • mette in comune singole fasi delle attività di ciascuna impresa consorziata, ovvero tutte le operazioni in cui è scomponibile l’attività imprenditoriale, dall’acquisto delle materie prime fino al prodotto finito;
  • oppure realizza un coordinamento delle attività delle singole imprese.

Possono partecipare al consorzio solo imprenditori, siano essi persone fisiche o giuridiche ed indipendentemente dall’oggetto, dalle dimensioni e dalla struttura giuridica dell’impresa. È ammessa la partecipazione al consorzio di soggetti non imprenditori solo nei casi e nei limiti stabiliti dalle leggi speciali.

Quali forme possono assumere i consorzi

Un consorzio tra imprenditori si costituisce mediante la stipula di un contratto, che necessariamente deve assumere forma scritta a pena di nullità.

Spetta ai consorziati decidere la forma organizzativa più opportuna per il funzionamento del consorzio, potendo scegliere tra:

  1. consorzi ad attività interna, la cui funzione consiste nel coordinare l’azione dei singoli consorziati, stabilendo le direttive che questi devono seguire nell’esercizio dell’attività, controllando l’osservanza delle stesse ed applicando le sanzioni eventualmente previste in contratto. Per la costituzione di un consorzio ad attività interna non è richiesto l’adempimento di particolari obblighi;
  2. consorzi ad attività esterna, che svolgono attività rivolte all’esterno, entrando in rapporti con terzi, attraverso l’istituzione di un apposito ufficio. Per tali tipi di consorzi, l’articolo 2612 del Codice civile prevede che un estratto del contratto, entro 30 giorni dalla stipulazione, deve essere depositato per l’iscrizione presso il Registro delle imprese del luogo dove ha sede l’ufficio.

Quali altri tipi di società possono avere uno scopo consortile?

Lo scopo consortile può essere realizzato oltre che in forma consorziata anche attraverso la creazione di una società di tipo commerciale (società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata).

La società consortile [3] è una particolare forma di consorzio che si avvicina a quello con attività esterna già sopra esaminato. Più precisamente può presentare il carattere della struttura organizzativa societaria senza avere uno scopo di lucro, ossia di divisione degli utili, ma più specificatamente uno scopo consortile.

Inoltre, tale tipo di società può svolgere attività con i terzi, perseguendo risultati di contenimento dei costi imprenditoriali e di incremento dei profitti di impresa. Spesso leggi speciali prevedono particolari fattispecie di società, solitamente società per azioni, che pur avendo la forma giuridica della società lucrativa, tuttavia, escludono qualsiasi scopo di divisione di utili e, in alcuni casi, escludono anche la finalità di conseguire un utile di impresa. Nelle società consortili, infatti, la distribuzione di utili può essere prevista soltanto in via eccezionale e del tutto marginale.

Un particolare esempio di organizzazione di più imprese collegate e raggruppate tra loro è dato dai consorzi stabili tra imprese per partecipare agli appalti ed alle concessioni di lavori pubblici. Si tratta sia di consorzi sia di società consortili le quali quando si aggiudicano un appalto, lo fanno per conto e nell’interesse delle imprese socie e consorziate, tra le quali il lavoro viene ripartito o dalle quali ricevono le risorse di produzione e alle quali trasferiscono il rischio d’impresa.

La società consortile può anche essere mista, nell’ipotesi in cui vi partecipano soci non imprenditori, la cui presenza è ritenuta necessaria per la realizzazione delle finalità consortili (si pensi al caso di un’associazione rappresentativa di una specifica categoria imprenditoriale).


note

[1] Art. 2247 cod. civ.

[2] Art. 2602 cod. civ.

[3] Art. 2615 ter cod. civ.


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