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Aspettativa per infermità: ultime sentenze

1 Febbraio 2021
Aspettativa per infermità: ultime sentenze

Ipotesi transitoria di cessazione del servizio; diritto al compenso sostitutivo del diritto al congedo ordinario maturato nel periodo di aspettativa per infermità; mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità contratta dal pubblico dipendente.

Il collocamento in aspettativa per infermità 

Il collocamento in aspettativa per infermità realizza una particolare ipotesi, seppure transitoria, di cessazione del servizio per infermità; posizione che in forza dell’art. 18, d.P.R. m. 24/1999 dà certamente titolo all’ottenimento dell’invocato compenso sostitutivo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/10/2020, n.10197

Diritto al congedo ordinario e aspettativa per infermità

Il diritto al congedo ordinario maturato nel periodo di aspettativa per infermità include automaticamente il diritto al compenso sostitutivo, ancorché il dipendente sia cessato dal servizio a domanda.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 11/05/2020, n.4898

Il diritto al compenso sostitutivo

In tema di compenso sostitutivo relativo al periodo di congedo ordinario non fruito, alla luce dell’orientamento della Corte di giustizia dell’Unione Europea, Sezione X, del 20 luglio 2016 (causa C-341/15), deve ritenersi che il diritto al congedo ordinario maturato nel periodo di aspettativa per infermità includa automaticamente il diritto al compenso sostitutivo, ancorché il dipendente sia cessato dal servizio «a domanda» .

Consiglio di Stato sez. I, 20/01/2020, n.154

Infermità per causa di servizio ed equo indennizzo

A seguito del mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di un’infermità contratta dal pubblico dipendente, l’Amministrazione è vincolata a disporre il recupero delle retribuzioni erogate al dipendente stesso; recupero che è legato, oltre che al complessivo periodo di aspettativa di cui egli ha goduto, anche al riconoscimento o meno della dipendenza da causa di servizio dell’infermità sofferta, ex art. 39, d.P.R. 16 aprile 2009, il quale stabilisce che al personale collocato in aspettativa per infermità in attesa della pronuncia sul riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità competono gli emolumenti di carattere fisso e continuativo nella misura intera; nel caso in cui non venga riconosciuta la dipendenza da causa di servizio sono ripetibili la metà delle somme corrisposte dal tredicesimo al diciottesimo mese continuativo di aspettativa e tutte le somme corrisposte oltre il diciottesimo mese continuativo di aspettativa.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/11/2019, n.467

Computabilità dei giorni di aspettativa per infermità

L’art. 22 della legge n. 724/1994 costituisce espressione di un principio generale di riconoscimento del diritto alla computabilità, ai fini del calcolo del periodo di licenza ordinaria, dei giorni in cui il dipendente non ha prestato servizio poiché collocato in aspettativa per infermità, ovverosia per un fatto a lui non imputabile.

Consiglio di Stato sez. II, 15/10/2019, n.7036

Mancata fruizione del congedo per dispensa dal servizio

Nel caso di mancata fruizione del congedo per dispensa dal servizio disposta dopo il collocamento in aspettativa per infermità, il diritto alla monetizzazione del congedo non fruito deve coprire l’intero periodo del collocamento in aspettativa per infermità il quale sia culminato con la dispensa dal servizio.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 24/04/2019, n.205

Ferie non godute

Atteso che la domanda di collocamento in posizione di esonero è riconducibile alla formale richiesta del ricorrente, formulata in epoca antecedente al periodo di aspettativa per infermità, trova piena applicazione il divieto di erogazione di trattamenti economici intesi a sostituire le ferie (non altrimenti godute), ai sensi dell’art. 5, comma 8, d.l. n. 95 del 2012.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/07/2018, n.247

Personale collocato in aspettativa per infermità e dipendenza da causa di servizio

Ai sensi dell’art. 39, comma 4, d.P.R. n. 51/2009, è ripetibile la metà delle somme corrisposte dal tredicesimo al diciottesimo mese continuativo di aspettativa e sono ripetibili tutte le somme corrisposte oltre il diciottesimo mese continuativo di aspettativa, relativamente al personale collocato in aspettativa per infermità a cui non venga riconosciuta la dipendenza da causa di servizio.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 14/06/2018, n.3990

Periodo di assenza dal servizio e trattamento economico

In applicazione dell’art. 2, comma 7, d.m. 18 aprile 2002, durante il periodo di aspettativa per il transito, che perdura fino quando il militare non sottoscrive il contratto di lavoro come dipendente civile della difesa, l’Amministrazione è obbligata a corrispondere un trattamento economico pari alla retribuzione spettante al militare al momento del giudizio medico con una retribuzione che, è a sua volta, legata al periodo di aspettativa per infermità usufruito nell’arco del quinquennio antecedente (per i primi 12 mesi di aspettativa per infermità nell’arco del quinquennio, il militare percepisce lo stipendio per intero; dal 13° al 18° mese di assenza percepisce lo stipendio ridotto del 50; per l’ulteriore periodo di assenza dal lavoro per infermità non percepisce nulla). Lo stesso trattamento economico va corrisposto anche nell’ipotesi in cui il militare non sottoscriva il contratto per la sussistenza di uno stato di malattia che gli impedisca di presentarsi in servizio.

Per il militare giudicato inidoneo che avanza domanda di transito (e che mantiene lo status di militare fintanto che non sottoscriva il contratto di lavoro come civile), l’eventuale ulteriore periodo di assenza dal servizio, successivo all’invito a sottoscrivere il contratto come civile, verrebbe a sommarsi al precedente periodo di aspettativa per infermità usufruito dal militare stesso prima del giudizio medico-legale di inidoneità. In questo modo la retribuzione tornerebbe a subire le decurtazioni retributive legate al periodo di aspettativa usufruito nel quinquennio.

Consiglio di Stato sez. II, 21/03/2017, n.696

Periodo massimo d’aspettativa per infermità

Ai sensi degli artt. 70 e 71, d.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 il pubblico dipendente può essere dispensato dal servizio o quando risulti affetto da una infermità che gli impedisce di rendere la prestazione in modo permanente ovvero quando non risulti idoneo a riprendere il servizio, dopo che sia scaduto il periodo massimo d’aspettativa per infermità (diciotto mesi continuativi ovvero due anni e mezzo nel quinquennio qualora esistono interruzioni fra le aspettative); quando supera il periodo massimo di aspettativa, di cui al cit. art. 71, la dispensa dal servizio è disposta, ai sensi dell’art. 130 dello stesso d.P.R., previo un accertamento sanitario volto ad accertare lo stato di non idoneità a riprendere il servizio.

Consiglio di Stato sez. III, 03/03/2015, n.1048

Diritti dell’impiegato: aspettativa per motivi di salute

Ai sensi dell’art. 18 dell’accordo nazionale di lavoro, approvato con d.P.R. 16 marzo 1999 n. 254, nel corso del periodo di aspettativa per infermità, alla quale ha fatto seguito la dispensa dal servizio, il pubblico dipendente ha maturato comunque il diritto al congedo ordinario e quindi alla sua monetizzazione.

Consiglio di Stato sez. III, 16/12/2013, n.6012

Applicazione analogica all’ipotesi di personale in aspettativa per infermità

L’art. 39, d.P.R. n. 51 del 2009 si applica alla diversa fattispecie del personale parzialmente non idoneo al servizio in maniera permanente, e non è suscettibile di applicazione analogica alla diversa ipotesi di personale in aspettativa per infermità.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 24/03/2014, n.112



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