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Quali sono i reati di genere?

19 Aprile 2021 | Autore:
Quali sono i reati di genere?

Quali sono i reati commessi contro le categorie deboli? Violenza sulle donne, femminicidio e stalking: cosa dice la legge?

La legge è uguale per tutti: quando si commette un reato, chi ha sbagliato deve pagare nei modi stabiliti dall’ordinamento giuridico. Alcune volte, però, la legge fa una distinzione a seconda della vittima del reato: quando la persona offesa rientra in una categoria di soggetti che sono normalmente ritenuti deboli, potrebbero essere previsti aumenti di pena oppure trattamenti più severi.

Si prenda il caso dello stalking: la sanzione è aumentata se la vittima è una donna in stato di gravidanza. Questo spunto ci serve per poter parlare di uno specifico tema: i reati di genere. Quali sono? In cosa consistono? Sin da subito, occorre fare una precisazione: il Codice penale non parla mai di reati o di violenza di genere. L’utilizzo di questa terminologia è diventata comune da qualche anno, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della cosiddetta legge contro il femminicidio.

I reati di genere riguardano quasi sempre le donne vittime dei soprusi degli uomini. Ciò non significa però che tutti i reati di genere siano commessi contro le donne. Se vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo quali sono i reati di genere.

Reati di genere: cosa significa?

Per reati di genere si indicano generalmente tutte le forme di violenza (da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori allo stupro, fino all’omicidio) che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso.

Come spiegato nell’articolo “Violenza di genere: cosa significa“, dietro i reati di genere si nasconde un’avversione nei confronti di persone ritenute più vulnerabili e, quindi, più facilmente aggredibili.

Reati di genere: quali sono?

Sebbene, in teoria, i reati di genere siano tutti quelli commessi contro persone ritenute deboli perché incapaci di difendersi dal proprio aguzzino, con questa espressione la legislazione italiana si riferisce sostanzialmente alle violenze sulle donne.

Pertanto, rientrano nel concetto di reati di genere tutti quei delitti commessi nei confronti di una donna in ragione del suo sesso. Si pensi ad esempio allo stalking dell’ex, ai maltrattamenti del coniuge o del compagno, ai soprusi psicologici, giungendo fino al femminicidio.

Insomma: ogni volta che un reato è commesso contro una donna solamente perché tale, allora si rientra nei reati di genere.

Reati di genere: lo stato di gravidanza

La legge [1] non ha ritenuto di dover tutelare in modo speciale la donna in base semplicemente al suo sesso, bensì anche nelle circostanze in cui ella sia maggiormente vulnerabile, e cioè quando si trovi in stato di gravidanza.

Ad esempio, è stata prevista un’apposita aggravante per il reato di stalking nel caso in cui la vittima sia una donna in stato di gravidanza, oppure persona alla quale il reo è stato legato sentimentalmente [2].

Ancora, lo stato di gravidanza funge da aggravante nelle seguenti circostanze:

  • in tutti i delitti contro la vita, l’incolumità individuale (si pensi alle lesioni personali, ad esempio) e la libertà personale [3];
  • nel reato di violenza sessuale [4].

Insomma: ogni volta che un reato che presuppone l’impiego della violenza (anche psicologica) sia commesso nei confronti di donna incinta, scatta l’aggravante e la conseguente condanna a pena più severa.

Reati di genere che prescindono dal sesso della vittima

A prescindere dal sesso della vittima, possono essere ricondotti in una nozione ampia di reati di genere quelli commessi contro coloro che si trovano in una posizione di svantaggio o di inferiorità in ragione del loro particolare stato.

Riprendendo l’esempio fatto nel precedente paragrafo, nel reato di violenza sessuale ci sono molte distinzioni in base allo stato di salute o all’età. Questo reato è aggravato:

  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore;
  • se commesso nei confronti di una donna in stato di gravidanza;
  • se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave;
  • se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci [5].

In tutti questi casi, la violenza (sessuale) è di genere perché si scaglia contro vittime (donne in stato di gravidanza e minori) accomunati da un fattore comune: lo stato di debolezza derivante dal sesso, dall’età o dalle condizioni di salute.

Ancora, pene più severe sono previste nel caso di rapina commessa nei confronti di persona  ultrasessantacinquenne [6]: ancora una volta, quindi, a rilevare non è il sesso, ma l’età.

La legge italiana, quindi, punisce più severamente alcuni reati per dare una maggiore tutela anche a categorie di persone ritenute, in ragione dell’età o dello stato di salute, particolarmente deboli.


note

[1] Legge n. 119/2013 del 15.10.2013.

[2] Art. 612-bis, comma terzo, cod. pen.

[3] Art. 61, nr. 11-quinquies, cod. pen.

[4] Art. 609-ter, cod. pen.

[5] Art. 609-ter, cod. pen.

[6] Art. 628 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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