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Scuola: la richiesta di Azzolina alle Regioni

11 Gennaio 2021 | Autore:
Scuola: la richiesta di Azzolina alle Regioni

La ministra: la didattica a distanza non funziona più, i ragazzi hanno ragione ad essere arrabbiati. E chiede che gli istituti siano trattati come le aziende.

«Oggi la didattica a distanza non può più funzionare». È la conclusione a cui è arrivata la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che in un intervento alla trasmissione di Radio 1 Rai «Tutti in classe» confessa la sua preoccupazione per la situazione che attraversa oggi il mondo della scuola: «C’è un black-out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati e sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica», spiega Azzolina, che aggiunge: «È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco bene le loro frustrazione».

Azzolina sostiene di capire il malessere degli studenti ma di non capire l’atteggiamento delle Regioni che si rifiutano di riaprire in tempi brevi gli istituti. E si rivolge ai governatori: «Ho fatto tutto quello che potevo fare con il Governo. Le scuole sono pronte per ripartire, ma sono le Regioni che hanno la possibilità di riaprirle o meno. Gli studenti – prosegue la ministra – hanno bisogno di sfogare la propria socialità e tanto vale lo facciano in un ambiente controllato che è la classe».

La titolare dell’Istruzione non nasconde il fatto che «il rischio zero non esiste, a scuola come in nessun ambito. Ma all’interno delle scuole – osserva – il rischio è molto basso, ci sono tanti studi italiani ed europei che ce lo confermano». Quindi, la sua richiesta alle Regioni: «Io chiedo a tutti di trattare la scuola non in maniera diversa rispetto a come vengono trattate le attività produttive. Le scuole non producono incassi, ma i costi sono lo stesso altissimi: il messaggio deturpante per cui nelle regioni gialle oggi è tutto aperto fuorché le scuole lascia profonde cicatrici».

Un’ultima battuta la riserva agli esami di Maturità: «Come abbiamo fatto l’anno scorso – spiega Azzolina – abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte perché devono essere coinvolti. Credo sicuramente che una decisione la prenderemo a breve perché i ragazzi, a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come se fossero la tela di Penelope, hanno bisogno quanto meno sulla Maturità di avere certezze che il ministero deve dare».



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4 Commenti

  1. Da premettere che a mio parere il problema della riapertura delle scuole non sia stato gestito correttamente (tra banchi a rotelle e altre sciocchezze varie), ci tengo a dire che ad oggi i giovani devono rientrare a scuola e riprendere il mano il loro futuro. Se prima per qualcuno è stata vissuta come una vacanza, ora la situazione è diventata un vero disagio per i ragazzi e per le famiglie.

  2. A fronte di un’ordinanza regionale, alcuni genitori hanno fatto ricorso al tar per chiedere ai giudici la riapertura delle scuole. E’ ovvio che ormai questa situazione è insostenibile per tutti. Bisogna trovare il modo di convivere con il virus altrimenti qui la nuove generazioni vanno allo sbando. Per quanto possa esserci l’impegno di tutti nella didattica a distanza, i ritmi di spiegazione e di studio sono cambiati e si va a rilento

  3. Io vedo che i giovani vogliono rientrare a scuola a fare didattica in presenza. Mi accodo alla ministra, sebbene ho individuato molte criticità in questi mesi. Purtroppo, non si può andare avanti così e sacrificare le nostre giornate con lezioni a bambini piccoli delle elementari a distanza, con connessioni scarse, con furbate e suggerimenti da parte dei genitori. Qui, si danneggiano i piccoli che ricorrendo a questi trucchetti assecondati dai genitori, finiranno per non imparare mai da soli e sbagliare autonomamente perché saranno abituati dai genitori che possono ricevere suggerimenti e quindi bluffare. E secondo voi a che serve in questi casi la scuola? Se alla fine dall’altra parte ci sono genitori che non sono in grado di capire che così facendo danneggiato i propri figli?

  4. Gli studenti hanno bisogno di sapere come dovranno sostenere gli esami di Stato, come dovranno prepararsi, come bisognerà organizzarsi nei prossimi mesi. Noi adulti dobbiamo tutelarli e dargli risposte certe nei limiti del possibile. Molti di loro in questi mesi hanno cambiare i loro ritmi andando a dormire tardi, perché chattano o guardano fino a notte fonda serie tv, e poi la mattina si svegliano stonati giusto 5 minuti prima della lezione, non riuscendo a rimanere ovviamente concentrati. Ecco, questa pandemia, ha provocato loro una serie di disagi che non bisogna sottovalutare e quindi dobbiamo intervenire urgentemente.

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