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La decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli

21 Aprile 2021
La decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli

Cosa succede se un genitore perde la patria potestà?

Ti sei separato da tua moglie perché hai scoperto che ti tradiva con un altro uomo. All’udienza, il giudice ha stabilito l’affidamento condiviso di vostro figlio. Da qualche mese, però, le cose sono peggiorate. La tua ex frequenta cattive compagnie e fa sempre tardi la sera. Per giunta, alcuni amici ti hanno raccontato che ha iniziato persino a bere. Hai cercato di parlarle, ma lei respinge ogni accusa. Adesso, sei preoccupato per il tuo bambino, perché temi che possa capitargli qualcosa di brutto per colpa della madre.

In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sulla decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli. Tale possibilità si verifica se il papà o la mamma violano i doveri nei confronti della prole oppure abusano dei loro poteri arrecando un grave pregiudizio al minore. Naturalmente, non si tratta di una procedura automatica, ma occorre rivolgersi al giudice che decide una volta sentito il pubblico ministero ed assunte tutte le informazioni necessarie. Di conseguenza, il genitore è sospeso dall’esercizio della potestà pur continuando ad essere gravato dei suoi compiti, primo fra tutti quello di mantenere il figlio. Detta misura, tuttavia, non è definitiva in quanto è possibile riacquistare la responsabilità genitoriale una volta venute meno le ragioni che hanno giustificato il provvedimento del tribunale. Se l’argomento è di tuo interesse, ti invito a non perdere altro tempo e a proseguire la lettura.

Cos’è la responsabilità genitoriale?

Con l’espressione responsabilità genitoriale (in passato più nota come “patria potestà”) si fa riferimento ad un complesso di diritti e doveri che la madre e il padre assumono nei confronti dei figli fin dal momento della loro nascita. Pensa, ad esempio, ai doveri di mantenimento, educazione, istruzione, ecc. La legge, infatti, considera il minore incapace di agire e di provvedere a se stesso fino a quando non raggiunge la maggiore età. Pertanto, spetta ai genitori prendersene cura nel rispetto delle capacità naturali e delle inclinazioni del bambino.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli

Se il padre o la madre assumono condotte che arrecano un grave pregiudizio al figlio rischiano di incorrere nella decadenza dalla responsabilità genitoriale. Ti faccio un esempio.

Da quando si è separata dal marito, Tizia è talmente arrabbiata al punto da prendersela con il figlio piccolo di cinque anni. Ogni giorno, infatti, lo picchia senza ragione e lo manda a letto senza cena.

Nell’esempio che ti ho riportato è evidente che Tizia non è assolutamente in grado di prendersi cura del proprio figlio. Per tale ragione, è possibile rivolgersi al giudice per toglierle la responsabilità genitoriale sul bambino. Tale provvedimento, quindi, è adottato tutte le volte in cui i genitori assumono dei comportamenti che siano in contrasto con i doveri inerenti alla potestà oppure abusano dei relativi poteri a danno del figlio.

In presenza di gravi motivi (ad esempio, maltrattamenti, violenze, ecc.), il giudice può anche disporre l’allontanamento del minore dalla residenza familiare. Tale ulteriore misura è adottata qualora non possa essere garantita una convivenza stabile con altri soggetti idonei a rivestire un ruolo significativo per il bambino. Per le stesse ragioni è possibile allontanare il genitore (o il convivente) che maltratta o abusa del figlio.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale può essere richiesta:

  • dall’altro genitore;
  • dai parenti;
  • dal pubblico ministero.

In pratica, si deposita un ricorso presso il tribunale per i minorenni del luogo di residenza del minore. La competenza, invece, spetta al tribunale ordinario qualora sia in corso una separazione o un divorzio. Il giudice decide sull’istanza dopo aver assunto tutte le informazioni del caso e aver sentito il pubblico ministero. Inoltre, può disporre l’ascolto del minore che abbia compiuto dodici anni (o di età inferiore se capace di discernimento).

Il genitore decaduto perde ogni potere di decisione nei confronti del figlio e non potrà né rappresentarlo in giudizio né amministrare i suoi beni. Se, invece, la decadenza riguarda sia la mamma che il papà, allora l’esercizio della patria potestà sarà affidato a terzi.

Attenzione, il provvedimento di decadenza non fa venir meno:

  • il dovere di mantenimento dei figli;
  • il diritto di visita del genitore separato, tranne nel caso in cui tale frequentazione sia stata espressamente vietata dal giudice.

La pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale è, quindi, una misura preventiva volta ad evitare che per il futuro si protraggano ulteriormente le condotte pregiudizievoli nei confronti del minore.

Si può riacquistare la responsabilità genitoriale?

La legge ammette la possibilità per il soggetto decaduto di essere reintegrato nella responsabilità genitoriale a condizione che siano cessati i motivi che hanno giustificato il provvedimento del giudice e, soprattutto, non ci sia più pericolo per il minore. Anche in tal caso, la procedura non è automatica, ma occorre rivolgersi al tribunale.



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