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Se il padre non versa tutto il mantenimento al figlio rischia la condanna penale

17 gennaio 2014


Se il padre non versa tutto il mantenimento al figlio rischia la condanna penale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 gennaio 2014



Vietato autoridursi l’importo dell’assegno, anche se una minore somma riesce a garantire al figlio un tenore di vita agiato.

È penalmente responsabile il padre che, pur garantendo un buon tenore di vita al figlio minore, non versa tutto l’importo dell’assegno di mantenimento.

Con la separazione personale dei coniugi, si pone fine al rapporto di coniugio ma non vengono meno alcuni obblighi come il mantenimento, da parte dei genitori, in favore degli figli.

I genitori sono, quindi, tenuti a provvedere al mantenimento dei figli finché gli stessi non raggiungano la maggiore età e una certa indipendenza economica.

In sede di separazione, il giudice dispone che il coniuge non collocatario dei figli (di regola il marito) versi all’altro coniuge (di regola la moglie) un assegno di mantenimento con cadenza mensile.

Ciascuno dei coniugi deve provvedere [1] al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, prendendo in considerazione alcuni aspetti:

1. le attuali esigenze dei figli;

2. tenore di vita mantenuto dai minori durante la convivenza dei genitori;

3. I tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore;

4. reddito ed il patrimonio di ciascun genitore;

5. contributo in termini di compiti domestici e di cura assunti da ciascun coniuge.

Questo significa che all’obbligo del mantenimento verso i figli non ci si può sottrarre in nessun caso, neppure quando si è disoccupati, qualora si abbia la possibilità di reperire una nuova occupazione.

Premesso ciò, se un padre corrisponde solo una parte dell’importo indicato nell’assegno di mantenimento, anche se con quella somma al minore viene garantito un buon tenore di vita, il genitore può, comunque, essere condannato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [2]. Questo è quanto ha stabilito, qualche giorno fa, la Corte di Cassazione [3] che ha condannato un padre, per violazione degli obblighi di assistenza familiare, perché, per otto mesi, non aveva corrisposto integralmente, in favore della figlia minore, la somma di 3500 euro.

Il comportamento del padre non è stato ritenuto lecito anche se al minore egli aveva comunque garantito un buon tenore di vita.

Entrambi i genitori sono obbligati a mantenere i propri figli in relazione ai propri redditi; i genitori non possono sottrarsi a questo obbligo per nessun motivo, neanche nel caso di disoccupazione qualora abbiano comunque la possibilità di reperire un’altra occupazione.

Quindi, se in sede di separazione il giudice ha disposto a carico del padre un assegno di mantenimento in favore del figlio, il padre non può arbitrariamente decidere di corrispondere una somma inferiore a quella stabilità dal magistrato in sede di separazione. Se contravviene a questo obbligo, egli può essere condannato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare e non può giustificare il gesto affermando di aver comunque garantito un buon tenore di vita al figlio.

note

[1] Art.155 cod. civ.

[2] Art.570 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 1653 del 15.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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