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Covid in Italia più di un anno fa: chi è il nuovo paziente 1

11 Gennaio 2021 | Autore:
Covid in Italia più di un anno fa: chi è il nuovo paziente 1

Positiva una ragazza milanese a cui era stato fatto il test ai primi di novembre del 2019. Il virus, scoperto dopo una biopsia per dermatosi atipica.

Il «paziente 1» dell’epidemia di Covid in Italia non è più Mattia Maestri, il 38enne a cui è stato scoperto il coronavirus il 20 febbraio 2020. Occorre spostare questa data indietro di oltre tre mesi, al 10 novembre 2019. Quel giorno è stato eseguito un test su una ragazza milanese di 25 anni alla quale era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica. Quel test, si viene a sapere ora, era positivo al Covid. Il risultato è stato pubblicato sul British Journal of dermatology, ovvero sulla più prestigiosa rivista al mondo nel campo della dermatologia, da un gruppo di ricercatori guidato da Raffaele Gianotti, dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia e con il Centro diagnostico italiano. Non è un mistero che il Covid provochi delle patologie cutanee nel 5-10% dei casi.

Non si tratta soltanto di un fatto curioso ma del più antico riscontro della presenza del Sars-CoV-2 in un essere umano, secondo i dati di cui si dispone nella letteratura mondiale. Prima del caso di questa ragazza, si era parlato di quello del bambino di 4 anni visitato in un Pronto soccorso di Milano il 30 novembre. Accusava da più di una settimana vomito e sintomi respiratori compatibili con quelli del Covid. Il giorno dopo, i sintomi erano scomparsi ma sulla pelle sono state notate delle macchie simili a quelle del morbillo. In realtà, si era scoperto poco dopo che il bambino aveva il coronavirus.

«Nel caso della giovane donna – spiega Giovanni Fellegara, responsabile del Laboratorio di Anatomia patologica del Centro Diagnostico Italiano – è stato possibile dimostrare mediante indagini immunoistochimiche effettuate presso il nostro laboratorio la presenza di antigeni virali nelle ghiandole sudoripare». Tale dato è stato poi confermato dal riscontro nelle stesse strutture di sequenze geniche dell’Rna virale identificato con la tecnica Rna-Fish effettuata presso l’Istituto europeo di oncologia.

«Abbiamo dimostrato la presenza di sequenze virali Sars-CoV-2, anche quantitativamente scarse, sul preparato istologico del 2019 ed anche in sei pazienti del 2020 affetti solo da dermatosi ma senza sintomi sistemici da infezione Covid-19», aggiunge Massimo Barberis, direttore dell’Unità clinica di Diagnostica istopatologica e molecolare dell’Ieo. La paziente, contattata a posteriori, ha riferito assenza di sintomi sistemici da infezione da Covid-19, la scomparsa delle lesioni cutanee dopo cinque mesi e la positività degli anticorpi anti Sars-CoV-2 nel sangue periferico a giugno 2020.



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2 Commenti

  1. Molto interessante questa novità Ecco che dobbiamo stare ancora più attenti. Qui, non si sta parlando i una semplice influenza che presenta gli stessi sintomi classici per tutti come tosse, polmonite, raffreddore e febbre. Quindi, magari si pensa ad altre patologie ella pelle in tal caso, invece, si tratta di Covid-19

  2. Si ma era noto che il Covid circolava in Italia dal 2019 solo che nessuno aveva gli strumenti e le conoscenze per fare una corretta diagnosi. Ora, per fortuna la ricerca sta andando avanti e le nuove scoperte ci stanno aiutando a capire qual è il nostro nemico, come si diffonde e come possiamo provare a proteggerci. Mi auguro che questa situazione vada sempre più a migliorare.

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