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Decreto semplificazioni: la detrazione dell’IVA su beni in omaggio fino a 50 euro

1 Dicembre 2014 | Autore:
Decreto semplificazioni: la detrazione dell’IVA su beni in omaggio fino a 50 euro

Natale: il Governo porta una piccola strenna, ma non si ferma a cena.

Con l’approvazione del “Decreto Semplificazioni” in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Governo, in pieno clima natalizio, alza il valore minimo per la detraibilità ai fini Iva, degli omaggi.

La norma [1] prevede che, dalla data di pubblicazione in G.U., sarà possibile detrarre l’IVA sui beni di valore unitario fino ad euro 50, ceduti in omaggio a clienti e fornitori, allineando così la disciplina ai fini Iva con quella ai fini delle imposte sui redditi, che già prevedeva detto limite.

Tuttavia, con i tempi che corrono, bisogna stare attenti a fare regali. Infatti, se i beni omaggio rientrano nell’attività dell’impresa, che li vuole offrire ai propri clienti e fornitori (ad esempio, se Tizio, salumiere, volesse regalare alla propria clientela, per Natale, una confezione di parmigiano, che egli commercia abitualmente), dovrebbe versare regolarmente l’IVA sul bene omaggiato, o battendo lo scontrino e annotando su di esso l’indicazione “omaggio” (se non opzione prevista su uno specifico tasto del registratore di cassa), oppure emettendo una fattura con l’indicazione “cessione beni omaggio – IVA dovuta ai sensi dell’art. 2 co. 2 n. 4 del DPR 633/72”.

Se invece Tizio volesse regalare ai propri clienti un bene che non viene commercializzato dalla propria azienda, ad es. un ombrello, allora, se il valore di acquisto unitario di detto bene fosse inferiore o uguale a 50 euro, egli potrebbe comunque detrarre l’IVA sull’acquisto (prima possibile solo se il bene omaggio aveva un costo non superiore a euro 25,82) e non dovrebbe pagare l’IVA al momento della cessione omaggio, con un duplice evidente vantaggio.

In quest’ultimo caso per dimostrare di avere ceduto gratuitamente l’ombrello alla propria clientela, il signor Tizio dovrebbe emettere un documento (un DDT recante l’indicazione: cessione bene omaggio – Fuori Campo IVA) per vincere la presunzione della mancanza di inerenza [2] ai fini delle imposte dirette.

Quanto sopra si può ovviamente applicare anche ai cesti o alle confezioni contenenti generi alimentari. Infatti in questo caso il limite dei 50 euro opera con riferimento all’insieme di beni che è contenuto nell’omaggio definito “cesto natalizio” [3] perché i singoli beni che lo compongono (panettoni, pandori, vini, salumi, formaggi, pasta, ecc.) perdono la loro qualità individuale e possono essere trattati come altri beni non alimentari (penne, agende, ombrelli, cappellini, ecc.).

Nulla esclude che per poter godere della esclusione dall’applicazione dell’IVA sul bene ceduto omaggio, Tizio, invece di omaggiare ai propri clienti e fornitori dei generi alimentari non offra cesti o confezioni natalizie composti da beni che la propria impresa non commercializza, ( ad es. penne, agende, calendari, ecc.), senza ovviamente superare il valore di 50 euro per l’insieme di beni regalato, considerando in detto insieme, anche il valore del cesto o della confezione, se suscettibile di successivo ulteriore utilizzo autonomo.

Nel caso in cui Tizio intenda invece riempire il “cesto natalizio” di prodotti normalmente venduti dalla propria azienda, dovrà considerare soggetto ad IVA l’intero valore dell’omaggio, compreso il valore di costo della confezione, in quanto compresa come elemento dell’insieme di beni formanti oggetto della cessione gratuita, la cui natura è quella di beni che rientrano fra quelli commercializzati dall’impresa cedente.

Purtroppo il Tizio non potrà usufruire della norma suddetta qualora intendesse offrire ai propri clienti e fornitori o dipendenti un servizio omaggio, invece che un bene.

Infatti le cene aziendali in occasione di eventi o delle feste natalizie o gli aperitivi/colazioni/pranzi con clienti, fornitori e dipendenti, non rientrano nella norma ma sono considerati come spese di rappresentanza, la cui deducibilità ai fini delle imposte sui redditi è estremamente limitata in base ai ricavi dell’impresa e non è ammessa la detrazione dell’IVA sulle fatture ricevute per il sostenimento di detti costi [4].

Un’ultima considerazione va fatta per la consegna a clienti, fornitori e dipendenti di buoni/voucher omaggio che consentono di ottenere beni o servizi su presentazione ai soggetti che li hanno emessi.

Questi buoni non sono soggetti ad IVA al momento della cessione omaggio [5] e non sono soggetti al limite dei 50 euro, in quanto non sono titoli rappresentativi di beni o servizi ma costituiscono solo un diritto a ricevere una merce o un servizio.

Inoltre non vi sono norme particolari che ne limitino la deducibilità fiscale, dunque si può solo, prudenzialmente, valutare, se trattare i costi di acquisto dei buoni/voucher come spese di rappresentanza, nella assenza di riferimenti di legge, oppure se dedurli integralmente come spese inerenti alla produzione dei ricavi.

Detti buoni/voucher se omaggiati ai dipendenti, non devono essere dichiarati dai riceventi come reddito, se rimangono sotto il valore di euro 258,23.

Infine se ad offrire l’omaggio natalizio alla clientela o ai dipendenti è un professionista, ad esempio il dr. Mario, egli potrà sempre dedurre l’IVA sugli omaggi acquistati di valore unitario sino a 50 euro, ma non dovrà versare l’IVA sui beni o servizi omaggiati neppure se il valore unitario di detti beni o servizi superi i 50 euro, non essendovi alcun limite in tal senso [6].


note

[1] Art. 30 Decreto Semplificazioni approvato dal CdM il 30.10.2014 ed in corso di pubblicazione sulla G.U.

[2] Art. 109 DPR 917/86 TUIR

[3] C.M. n. 54/E del 19 giugno 2002

[4] C.M. n. 34/E del 20009

[5] R.M. n. 21/E del 22 febbraio 2011 e art. 2002 codice civile

[6] C.M. n. 20 del 30 aprile 1980.

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