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Nuova pensione anticipata lavoratori precoci

12 Gennaio 2021 | Autore:
Nuova pensione anticipata lavoratori precoci

Prevista anche per il 2021 la possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi per chi ha iniziato molto presto a svolgere l’attività.

Scade il 1° marzo 2021 la possibilità di richiedere la certificazione dei requisiti per la pensione anticipata dei lavoratori precoci: chi non presenta l’istanza entro questa data, può inviarla all’Inps tardivamente entro il 30 novembre 2021, ma otterrà il diritto a pensione soltanto se verrà verificata la presenza di risorse residue.

Ma come funziona ed in che cosa consiste la nuova pensione anticipata lavoratori precoci? Si tratta della possibilità, per chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età, di ottenere la pensione anticipata ordinaria Fornero [1] con il requisito contributivo ridotto, pari a 41 anni di contributi anziché 42 anni e 10 mesi (requisito previsto per i lavoratori) o 41 anni e 10 mesi (requisito previsto per le lavoratrici). Alla pensione precoci, così come alla pensione ordinaria Fornero, si applica una finestra di attesa, a partire dalla maturazione del requisito contributivo sino alla decorrenza del trattamento, pari a tre mesi.

La prestazione previdenziale per i precoci, tra l’altro, così come la pensione anticipata ordinaria, può essere raggiunta in regime di cumulo [2], ossia sommando gratuitamente, ai fini del diritto a pensione, i contributi accreditati presso gestioni diverse, comprese le casse dei liberi professionisti.

Non tutti i lavoratori precoci, ad ogni modo, possono ottenere questo trattamento agevolato, ma soltanto coloro che appartengono a determinate categorie e soddisfano specifiche condizioni: vediamo quali.

Lavoratori precoci: chi sono

Chiariamo innanzitutto quali lavoratori rientrano nella definizione di precoci ai fini della pensione agevolata: si tratta di coloro che hanno alle spalle almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati entro il compimento del 19° anno di età.

Non basta, però, questo requisito per ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, ma bisogna anche:

  • risultare iscritti presso una delle gestioni amministrate dall’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, gestioni speciali dei lavoratori autonomi, fondi sostitutivi o esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria, gestione separata);
  • essere in possesso di contribuzione obbligatoria alla data del 31 dicembre 1995, quindi non essere assoggettati al calcolo integralmente contributivo della pensione (si noti comunque che possono accedere alla pensione precoci anche coloro che optano per il ricalcolo contributivo della pensione, avendo in origine diritto al calcolo misto in quanto in possesso di contribuzione anteriore al 1996);
  • appartenere a una delle seguenti categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74%, addetti ai lavori gravosi o usuranti.

Lavoratori precoci disoccupati

Nel dettaglio, appartengono alla categoria dei lavoratori precoci disoccupati coloro che si trovano in stato di disoccupazione a seguito della cessazione del rapporto di lavoro per:

  • licenziamento;
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale [3].

Gli interessati devono avere integralmente concluso la prestazione per la disoccupazione (ad esempio l’indennità Naspi) spettante da almeno tre mesi. Non devono poi essersi rioccupati, o essere stati rioccupati, con un contratto di lavoro subordinato, con i vecchi voucher, col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per più di 6 mesi complessivamente.

Lavoratori precoci caregivers

Rientrano nella categoria dei lavoratori precoci caregivers coloro che assistono da almeno sei mesi:

  • il coniuge o un familiare di primo grado convivente avente un handicap in situazione di gravità, riconosciuto dall’apposita commissione medica;
  • in alternativa, un parente o affine di secondo grado, sempre convivente e con handicap grave riconosciuto, nel caso in cui i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto 70 anni di età o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti, deceduti o mancanti.

Lavoratori precoci invalidi

Rientrano nella categoria dei lavoratori precoci invalidi coloro che hanno una riduzione accertata della capacità lavorativa pari ad almeno il 74%, riconosciuta dall’apposita commissione medica Asl  Inps.

Precoci addetti ai lavori gravosi

Rientrano nella categoria dei lavoratori precoci addetti ai lavori gravosi i dipendenti esercitanti le professioni “gravose” di seguito elencate:

    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici.

L’attività gravosa deve risultare svolta al momento del pensionamento per un periodo di almeno 7 anni nell’ultimo decennio oppure almeno 6 anni negli ultimi 7.

Per il conteggio si considerano sia contributi effettivi che quelli figurativi derivanti da eventi che si sono verificati durante lo svolgimento dell’attività gravosa.

Precoci addetti ai lavori usuranti

Rientrano nella categoria dei lavoratori precoci addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni coloro che svolgono una delle attività particolarmente pesanti elencate da un apposito decreto [4] o che svolgono attività notturna, per un numero minimo di notti all’anno.

Domanda di pensione anticipata precoci

Per poter presentare la domanda di pensione anticipata precoci nel 2021, è necessario:

  • raggiungere i 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021 e maturare gli altri requisiti richiesti per ogni specifica categoria di beneficiari;
  • aver presentato la domanda di certificazione delle condizioni per il beneficio precoci entro il 1° marzo 2021 (l’istanza può essere inviata tardivamente entro il 30 novembre 2021, con diritto all’accoglimento solo in caso di risorse residue.

La domanda all’Inps di certificazione del diritto alla pensione anticipata precoci può essere inviata tramite patronato, call center Inps o direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’Istituto, se possiede le credenziali di accesso (codice Pin dispositivo, carta nazionale dei servizi, carta d’identità elettronica o identità unica digitale Spid di secondo livello).

Eseguito l’accesso al portale, bisogna seguire il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; bisogna poi cliccare su “Nuova domanda”.

L’Inps comunica all’interessato l’esito dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio:

  • entro il 30 giugno per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 1° marzo;
  • entro il 31 dicembre per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 30 novembre.

Una volta certificati i requisiti, l’interessato può inviare la domanda di pensione anticipata precoci, tramite call center, patronato o sito web dell’Inps. Nello specifico, per presentare la domanda di pensione anticipata, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali dispositive e seguire il percorso: “Pensione anticipata/Pensione anticipata/Lavoratori precoci”.

Esiste anche la possibilità, per chi possiede già tutti i requisiti per la pensione anticipata con 41 anni di contributi, di inviare la domanda di certificazione del diritto alla pensione contestualmente alla domanda di pensione vera e propria. Per l’ok al trattamento e la sua liquidazione, però, si deve sempre aspettare la risposta dell’Inps.


note

[1] Art.24 Co. 10 DL 201/2011.

[2] Art.1, Co. 239 e ss., L. 228/2012.

[3] Nell’ambito della procedura di cui all’art.7 L. 604/1966.

[4] D.lgs. 67/2011.

Autore immagine: pixabay.com


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