Pagamenti con Pos per professionisti e avvocati: cambiano regole e tempi

18 Gennaio 2014
Pagamenti con Pos per professionisti e avvocati: cambiano regole e tempi

 Il decreto ministeriale sul Pos entra nel vivo: a breve dovrebbero essere emanate le linee guida; restano confermati i limiti soggettivi e oggettivi per l’adozione della nuova misura sui pagamenti della clientela.

Nessuna retromarcia sul decreto “Pos”: ul ministero dello Sviluppo economico fa chiarezza sulle modalità con le quali diventerà operativo l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare anche pagamenti con il bancomat.

Nei giorni scorsi si erano incrociate bozze differenti, valutate dai tecnici del ministero per l’invio alla Banca d’Italia alla quale spetta il parere, indispensabile per poi procedere al concerto con il ministero dell’Economia e alla pubblicazione.

In sostanza, il testo contiene questi criteri: l’obbligo di accettare le carte di debito per i pagamenti si applica a tutte le transazioni di importo superiore ai 30 euro; fino al 30 giugno 2014 vale solo per le attività commerciali o professionali che abbiano un fatturato – relativamente all’anno precedente – superiore a 200 mila euro.

L’entrata in vigore è prevista dopo 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, mentre entro i successivi 90 giorni potranno essere definite – con un ulteriore decreto – le modalità di adeguamento per i soggetti con fatturato inferiore a 200 mila euro.

L’obbligo, con le soglie prima esposte, si applica a tutti i pagamenti a favore degli esercenti, per la vendita di prodotti o la prestazione di servizi.

Non ci sarà, contrariamente a quanto contenuto in una differente bozza del decreto, l’allungamento dei tempi per l’entrata in vigore né la limitazione del perimetro di attività ai «pagamenti effettuati all’interno dei locali sede di vendita o di prestazione di servizio», cosa che alla fine avrebbe esentato molti professionisti.

Il tema resta molto controverso ma difficilmente, in seguito al parere che sarà espresso dalla Banca d’Italia, si potranno avere stravolgimenti del testo. Va ricordato che la norma primaria, ovvero il decreto crescita 2.0 dell’ottobre 2012, prevedeva la partenza dell’obbligo dal 1° gennaio 2014. La preparazione del decreto attuativo, tuttavia, ha richiesto più tempo del previsto e, in assenza del regolamento, l’obbligo di fatto resta puramente teorico.


note

Autore immagine: 123rf.com


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