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La fotocopia del contrassegno invalidi sull’auto porta alla reclusione

19 Gennaio 2014
La fotocopia del contrassegno invalidi sull’auto porta alla reclusione

Falsificazione di contrassegno automobilistico: il reato sussiste anche se il soggetto è titolare dell’originale dell’autorizzazione amministrativa.

Falsificare un contrassegno automobilistico per invalidi, esponendolo sul cruscotto della propria vettura per accedere alle corsie preferenziali o ai parcheggi per invalidi, costituisce un reato e non una semplice violazione del codice della strada. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

Il reato scatta anche se la fotocopia, a colori, è stata fatta da colui che, comunque, è in possesso del relativo originale (rilasciatogli dall’amministrazione). Questi, infatti, non può duplicare il suddetto contrassegno. Secondo la Suprema Corte, il rilascio di un documento autorizzativo non legittima il titolare a dar vita ad un secondo documento che appaia e venga utilizzato come l’originale.

Infatti – si legge nella sentenza in commento -, integra il reato di falsità materiale di certificati e autorizzazioni amministrative la fotocopia di un documento autorizzativo anche se quest’ultimo è legittimamente detenuto dal reo.

Perché il reato scatti, è necessario che la fotocopia sia realizzata con caratteristiche e dimensioni tali da avere l’apparenza dell’originale.
Insomma, la copia deve trarre in inganno. Non si ha il reato, invece, nel caso del cosiddetto falso grossolano, ossia di quella contraffazione talmente evidente che da non essere in grado di indurre in errore una persona “comune”.


note

[1] Cass. sent. n. 1702/14 del 16.01.2014.


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