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Così lo stop delle scuole sta rovinando i ragazzi

12 Gennaio 2021 | Autore:
Così lo stop delle scuole sta rovinando i ragazzi

Quali sono le conseguenze del lockdown e della didattica a distanza sulla salute mentale degli adolescenti? Novità sulle date di riapertura degli istituti superiori.

Sono in molti a ritenere che la riapertura delle scuole possa determinare l’aumento della curva dei contagi. Il 7 gennaio, giorno in cui era prevista la riapertura delle scuole e il ritorno alla didattica in presenza al 50% per tutti gli studenti delle superiori, molti governatori hanno deciso di tenere chiusi i cancelli degli istituti scolastici presenti nei loro territori.

Secondo gli esperti, occorre individuare al più presto delle soluzioni adeguate, dal momento che, a lungo andare, la didattica a distanza non fa altro che danneggiare la salute psicologica degli studenti. Nella migliore delle ipotesi, tra le conseguenze a cui si andrà incontro, si prevede la difficoltà nelle interazioni sociali di milioni di adolescenti, quegli stessi adolescenti che ieri, 11 gennaio, sono scesi nelle piazze di tutta Italia per manifestare la loro contrarietà alla chiusura delle scuole e far sentire la loro voce per chiedere un rientro in aula in sicurezza.

Durante l’edizione serale del Tg5, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha precisato che la Didattica a distanza (Dad) rappresenta una misura preziosa che bisogna utilizzare in maniera temporanea. Inoltre, il ministro ha constatato che «Negli studenti delle scuole superiori sta emergendo un forte disagio. Non possiamo ignorarlo».

Ma quali sono i disagi e gli effetti della didattica a distanza sugli adolescenti? Quando riapriranno gli istituti superiori? Ne parleremo nei prossimi paragrafi.

Quali sono gli effetti della Dad sugli adolescenti?

Quali sono le conseguenze della didattica a distanza, protratta a lungo tempo, sugli adolescenti? A spiegarlo ai microfoni del Tg5 è stato il dr. Stefano Vicari (primario di neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma): «Nel mio lavoro di neuropsichiatra ho modo di osservare molti ragazzi, molti adolescenti e di constatare effettivamente una tendenza alla chiusura e una difficoltà ad entrare in relazione con gli altri. Ma soprattutto in questi ultimi mesi, abbiamo osservato al pronto soccorso l’accesso di molti ragazzi con attività di autolesionismo, cioè ragazzi che si provocano del male o, addirittura, tentano il suicidio».

Il neuropsichiatra precisa che la didattica online è importante, ma va avanti da troppo tempo. La scuola in presenza non ha solo il compito di insegnare, non è solo didattica, ma è fondamentale anche per lo sviluppo psicologico dei giovani, per costruire relazioni positive, per comprendere il valore delle proprie emozioni e dei propri pensieri.

Costringere questi adolescenti a rimanere lontani dalla scuola può avere ripercussioni difficili da superare. Il dr. Vicari ha evidenziato che, in questi mesi, i giovani hanno sofferto fortemente lo stare chiusi in casa e, in molti casi, hanno reagito con rabbia e aggressività, mentre altri ragazzi si sono adattati alla chiusura e sono diventati abulici, non svolgono nessuna attività; passano il loro tempo a guardare il soffitto, a chattare, a guardare video, a giocare.

In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, il neuropsichiatra ha sottolineato che «Quello che vediamo al pronto soccorso del nostro ospedale è molto preoccupante. Sono cresciuti i casi di ansia e depressione anche tra i più piccoli. Anche solo dodici anni se costretti a restare a casa per lunghi periodi».

Quindi, come intervenire? «Molti ragazzi fanno sempre più fatica a confrontarsi con i loro coetanei. Dovremo essere pronti ad aiutare i genitori per accettare questa nuova sfida che certamente costituirà un problema enorme», spiega il dr. Stefano Vicari al Tg5.

Riapertura delle scuole: ecco le possibili date 

Tra manifestazioni e proteste, ieri 11 gennaio, sono rientrati in classe solo gli studenti delle scuole superiori delle seguenti regioni: Abruzzo, Toscana e Valle D’Aosta. Le altre regioni hanno preferito posticipare il ritorno in aula.

Le date di riapertura, che andranno confermate in base all’andamento dei contagi e alle disposizioni del Dpcm in arrivo, potrebbero essere le seguenti:

  • 18 gennaio: Puglia, Lazio, Liguria, Piemonte, Molise;
  • 25 gennaio: Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Umbria;
  • 1° febbraio: Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Marche, Sardegna, Sicilia, Calabria, Veneto.


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15 Commenti

  1. Sono perfettamente d’accordo con il contenuto di questo articolo. E’ chiaro che si può continuare a studiare a distanza, ma la scuola è fatta anche di interazioni sociali che, ad oggi, non possono avvenire solo ed esclusivamente tramite un pc, uno smartphone o un tablet. E’ importante l’incontro seppur rimanendo a distanza. E’ fondamentale riuscire a socializzare e favorire l’interazione tra studenti.

  2. Molti dicono anche che i ragazzi non vanno a scuola ed escono e vanno in giro. Purtroppo, è così, molti sono stati a lungo nelle piazze la sera e nei pomeriggi, si sono incontrati comunque e pur mantenendo le giuste distanze e indossando le mascherine hanno interagito. E allora mi chiedo perché consentire le uscite ai centri commerciali, che sono comunque luoghi chiusi, e non alle scuole? E’ un controsenso.

  3. Il disagio che questa generazione sta affrontando a livello di salute psicologica non è indifferente. Forse, la nostra generazione ha vissuto un’epoca più particolare e siamo pronti a gestire certe condizioni, mentre i giovani d’oggi li vedo come sbandati. Ormai, sono diventati Internet dipendenti, trascorrono ore ed ore su smartphone e videogiochi. Sembrano disinteressati del mondo che li circonda e si svegliano solo quando c’è da “arrabbiarsi” perché trascinati da altri. Ora, non vale così per tutti, però gran parte di loro vive questa pandemia in maniera particolare. Ora, leggo che ieri si sono ribellati per l’inizio delle lezioni in presenza perché vogliono ritornare tra i banchi. Ecco già sembra che qualcosa si stia muovendo. Mi auguro che ci siano dei cambiamenti

  4. Purtroppo sono molti i ragazzi che hanno sviluppato ansia e depressione. Conosco alcuni compagni di classe di mio figlio che anche quando consentito preferivano stare chiusi in casa e non uscire. Ora, si trattava di ragazzi sempre allegri e pronti ad organizzare in compagnia. Sembra che ora si siano “annullati” per timore di questo virus. Io dico sì lo stare cauti e rispettare le norme di sicurezza, ma a mio avviso, parlando anche con le mamme, è il caso di rivolgersi a degli esperti perché questi ragazzi rischiano di rinchiudersi sempre più in se stessi e isolarsi

  5. Non riesco ad immaginare che ragazzini decidano di arrivare all’autolesionismo e possano anche solo pensare al suicidio. Queste informazioni trattate nell’articolo devono farci pensare e capire in che direzione sta andando la nostra società. Vogliamo una mandria di automi che si annullano davanti un dispositivo oppure giovani pensanti in grado di confrontarsi, sviluppare il loro pensiero e dar voce alle loro emozioni? Ecco, credo sia importante per noi adulti arrivare a tutelarli e rassicurarli

  6. Allora, a mio parere la salute è la prima cosa. Devo dire che mio figlio si sta abituando alla didattica a distanza, certo gli mancano i suoi compagni di classe, gli mancano le pause di spensieratezza, ma ricordiamoci che qui stiamo combattendo una “guerra contro un virus” e dobbiamo assicurare ai giovani e a tutto il personale scolastico la massima sicurezza qualora si decida di tornare in presenza. Bisogna fornire dispositivi di protezione personale efficaci e igienizzanti in ogni classe. Mica si può partire all’arrembaggio anche perché basta che si infetta uno e il contagio si diffonde a macchia d’olio

  7. Sinceramente, anche io preferisco la didattica a distanza così ci evitiamo sveglia prestissimo e il viaggio, essendo noi distanti dalla scuola, Così si risparmia e gli alunni sono sicuri e seguono le lezioni da casa propria comodamente dal divano o dalla propria scrivania senza preoccupazioni di note e ritardi

  8. Ditemi quello che volete, ma a mio parere la scuola ancora non è pronta per accogliere gli studenti in sicurezza ecco perché stanno temporeggiando. Poi, però mi chiedo. Che senso ha fare iniziare i bambini piccoli dell’infanzia che sicuramente hanno più difficoltà a rispettare le regole che tutti noi ormai conosciamo e invece si posticipa il rientro degli studenti delle superiori? Possibile che è per i mezzi pubblici che verrebbero intasati? Ma se si accompagnano i bimbi perché con l’auto non si possono accompagnare a scuola i ragazzi più grandi? Perché non si prevedono dei turni in modo che non si creino degli assembramenti? Le soluzioni ci sarebbero però non capisco perché non si sono ancora attivati

  9. Con i casi che stanno aumentando e le scuole non attrezzate, dove vogliono andare? Ora, considerate che le strutture non sono tutte belle organizzate. Ma perché non hanno investito questi mesi per sistemare quegli spazi che sono stati lasciati abbandonati a se stessi e consentire lo sfruttamento di altre aule. Ricordiamoci che i ragazzi delle classe superiori sono sicuramente molti di più di quelli delle elementari. Dove vogliamo metterli senza le aule? Ho visto in tv che alcuni ragazzi stavano sempre negli stessi banchi a due posti. Ma quei seggiolini monoposto che fine hanno fatto? Ci sono gli spazi per consentirne l’utilizzo nelle aule?

  10. Allora, a mio parere era chiaramente impossibile iniziare le scuole il 7. Immaginiamo che non tutti se ne sono stati a casa buoni e isolati durante queste feste. Parlo tanto dei giovani quanto degli adulti. Quindi, consideriamo almeno 15 giorni per “disintossicarsi” da possibili contagi causati dall’incontro con altri. Almeno verso la fine di gennaio, verso il 20/25 a mio parere sia già una data più papabile per riaprire le scuole e questo dovrebbe essere detto così si mettono l’anima in pace e capiscono perché tra i tanti motivi bisogna riaprire più tardi.

  11. Il ragazzi di oggi trovano sempre un’occasione per lamentarsi. E quando c’è la scuola, buttano creolina e trovano le scuse per occupare la scuola e non entrare per saltare interrogazioni e compiti in classe. Ed ora sembra che questa sia la loro priorità anche per i più svogliati quando prima tiravano filone e andavano in giro a fumare e a girare per i centri commerciali. Non so se tutte queste proteste sollevate sia reali.

  12. Lei forse non ha idea di quello che stia succedendo! La salute mentale non bisogna sottovalutarla. E poi non andiamo sempre a condannare i giovani di oggi. Tutti, almeno una volta, durante le scuole superiori hanno tirato filone e magari hanno approfittato di qualche giorno di vacanza in più. Ma non possiamo paragonare una cosa del genere con una pandemia che ha stravolto le vite di tutti ed ha inciso tanto profondamente sulle nostre abitudini! I ragazzi devono essere sostenuti e le dirò che anche quelli che appaiono meno diligenti sono spesso quelli che soffrono di qualche disagio o disturbo!!!

  13. Come è stato precisato nell’articolo, la scuola non è solo didattica, ma è anche convivialità, opportunità di crescita personale oltre che culturale. Dobbiamo sottolineare che i giovani trascorrono metà delle loro giornate in aula e lì devono formarsi e avere degli esempi. Spesso, per molti, la scuola può essere anche un’occasione di svago perché magari in compagnia dei propri compagni consente di distrarsi da problemi familiari ecc. Ma poi meglio che i ragazzi vadano a scuola piuttosto che in giro per i centri commerciali o nelle piazze in cui c’è maggior rischio di contagio

  14. Purtroppo è proprio cosi. I giovani sono diventati più irritabili, aggressivi, ansiosi, depressi. Dormono poco perché stanno tutta la notte a guardare serie TV, a giocare ai videogiochi, a chattare sui social ed il giorno ovviamente sono stanchi e no riescono a portare a termine i loro impegni scolastici e riversano la loro aggressività sulla famiglia.

  15. Ci auguriamo che la didattica possa riprendere in presenza in sicurezza al più presto e che non ci siano sorprese dell’ultimo minuto. Il fatto è che molte amministrazioni dicono che l’aumento dj casi dovrebbe invogliare a proseguire la didattica a distanza. Ma perché allora nom Mettono in sicurezza le scuole e non consentono a tutti di rientrare magari con orari scagionati, turni ecc. Qui stiamo parlando di superiori e ci si aspetta che i ragazzi siano più responsabili. Le scuole primarie e medie sono aperte già da un pezzo. Mi sembra assurdo tutto questo

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