HOME Articoli

Lo sai che? Mutui e finanziamenti poco chiari sui costi

Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2014

Taeg, Tag e Tan: il Garante ha spesso punito messaggi ingannevoli su tassi e costi occulti.

Sono tanti gli slogan utilizzati da banche e finanziatori per pubblicizzare i propri prodotti. Formule come: “anticipo in 24 ore”; “erogazione immediata”; “rimborsi comodi fino a 120 mesi”; “prestito sicuro e veloce in 24 ore”. Ma, leggendo le numerose pronunce del Garante per la concorrenza e il mercato (Agcm), è facile capire come, nel settore del credito, si celino molte pratiche scorrette e pubblicità ingannevoli. Ecco perché è bene conoscere quali sono le scorrettezze più frequenti, per non cadere nella trappola.

Un primo aspetto riguarda la mancata chiarezza negli slogan pubblicitari sui costi reali del finanziamento.

Per legge, le offerte devono sempre indicare in modo preciso il Taeg (cioè il tasso annuo effettivo globale) e il periodo di validità: in questo modo si calcolano infatti anche altre voci, come le spese per l’istruttoria, riscossione, polizze e perizie.

Formule come “Taeg come per legge”, “Tag e Tan min/max consentiti dalla legge”, “Taeg fino al valore massimo consentito dalla legge” sono considerate dall’Agcm ambigue e quindi illecite.

Le rate indicate nelle offerte sono poi calcolate spesso su un “tasso variabile“, senza ulteriori specificazioni. E in alcuni casi si indica solo il costo della prima rata, ma non quello delle successive, via via più alto.

Deve essere comunque indicata anche la durata del finanziamento. L’Agcm ad esempio ha sanzionato una pubblicità che prospettava risparmi consistenti attraverso l’unificazione di più prestiti in corso in un’unica rata, senza però evidenziare l’allungamento del periodo di rimborso del prestito: la rata era sì inferiore ma, di fatto, il costo era molto più elevato.

È ancora considerata illecita l’assenza di adeguate informazioni su chi effettua realmente il finanziamento. Tanti messaggi non specificano affatto (o lo fanno in maniera poco chiara) che l’offerta proviene da un “mediatore creditizio“, cioè da un soggetto che non eroga direttamente il prestito ma si limita a fare da tramite, con un costo maggiore.

Bisogna diffidare, dunque, di messaggi come “mediazione gratuita” oppure “consulenza gratuita senza vincoli precontrattuali”, o ancora “nessuna spesa di istruttoria“.

Infine, l’autority ha più volte sanzionato operatori che assicurano la disponibilità di finanziamenti a tutti coloro che ne facciano richiesta. I messaggi pubblicitari, in questo caso, lasciano credere che basti una semplice richiesta o il fatto di essere titolare di un conto corrente presso un determinato istituto per avere il prestito, senza informare dell’esistenza di altri requisiti.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI