Crisi di Governo: Renzi lascia stanotte


Il leader di Italia Viva: «Non torno indietro». E convoca i giornalisti per domani pomeriggio. Conte potrebbe dimettersi domani.
Nessun passo indietro. Italia Viva è determinata a porre fine all’attuale Governo Conte. Lo staff di Matteo Renzi annuncia oggi una conferenza stampa per domani pomeriggio. L’argomento appare chiaro: Renzi dirà formalmente che la collaborazione con l’attuale Esecutivo si ferma qui.
I passi che condurranno alla crisi di Governo dovrebbero essere questi. Alle 21.30 di questa sera, il Consiglio dei ministri si riunirà per approvare il Recovery plan. Subito dopo, le due ministre di Italia Viva, la responsabile delle Politiche agricole Teresa Bellanova e la collega delle Politiche per la famiglia Elena Bonetti, annunceranno le loro dimissioni. Il presidente del Consiglio sarà costretto a prendere atto che una parte della sua maggioranza gli nega la fiducia.
Si arriva alla giornata di domani, dove qualche appuntamento è sicuro ed altri sono ipotizzabili. Di sicuro, c’è che il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrerà in Parlamento i contenuti del nuovo Dpcm con le misure anti-Covid che entreranno in vigore sabato 16 gennaio. Di sicuro, c’è che Italia Viva voterà a favore delle comunicazioni di Speranza sia alla Camera sia al Senato. Lo ha confermato lo stesso Renzi a Speranza in una telefonata in cui, probabilmente, ha sentito il bisogno.
E di sicuro c’è anche che Renzi ha convocato una conferenza stampa nel pomeriggio, quindi dopo che avrà votato a favore del Dpcm. Il pensiero più ovvio è che l’abbia fatto per annunciare il suo addio al Governo Conte. Sarebbe clamoroso che avesse chiamato i giornalisti per dire che tutto va avanti come prima, almeno per un po’. Prendiamo la prima ipotesi per buona.
Le cose sicure si fermano qui. Dopodiché, partono le cose più probabili. Di fronte ad una crisi di Governo, è plausibile che Conte salga al Quirinale per dire al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come stanno le cose e rassegnare le dimissioni. Mattarella, a questo punto, aprirebbe un veloce giro di consultazioni di appena una decina di giorni per decidere un rimpasto dell’Esecutivo con la sostituzione di alcuni ministri ed affidare l’incarico allo stesso Conte, che dovrà poi sottoporsi alla fiducia del Parlamento.
L’altra possibilità è che Conte inverta la procedura e vada prima alle Camere per chiedere la fiducia e sottolineare, in questo modo, lo sgarro di Renzi. Solo dopo andrebbe al Quirinale per dimettersi. Accettare il terzo incarico solo ad una condizione: che Italia Viva resti fuori dal Governo. Anche questa è una delle cose sicure.