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Le Guide Tutto sullo sfratto: evitarlo col termine di grazia e morosità incolpevole

Le Guide Pubblicato il 19 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 19 gennaio 2014

Liberare una casa da un inquilino che non paga le rate mensili è diventata un’impresa davvero ardua: ecco come funziona il procedimento di convalida di sfratto e il nuovo fondo in caso di morosità incolpevole.

Per liberare la casa, in caso di morosità da parte del conduttore, bisogna rivolgersi a un avvocato che effettui un procedimento speciale detto “convalida dello sfratto”.

Ad esso, poi, deve seguire una successiva fare di esecuzione forzata con l’ufficiale giudiziario, volta a reimmettere nel possesso del bene il padrone di casa, qualora l’inquilino, nonostante la condanna del giudice, non lo faccia spontaneamente.

Bene sanno i locatori che sono incappati in tale esperienza che, nonostante la legge definisca lo sfratto come un procedimento rapido, tale non è affatto.

La prima attività che compie l’avvocato è la notifica dell’atto di sfratto con la contestuale citazione del conduttore a comparire davanti al tribunale affinché il giudice emetta un provvedimento con cui convalida lo sfratto.

L’udienza si tiene (nel rispetto dei termini di comparizione e di notifica dell’atto) all’incirca a distanza di un mese e mezzo o due.

Se il conduttore non compare, il giudice convalida lo sfratto e fissa il termine per il rilascio nell’arco di un mese.

Diversamente, se il conduttore compare può chiedere il cosiddetto “termine di grazia” che consiste nell’ottenere al massimo 90 giorni (in alcuni casi 120) entro i quali potrà sanare la morosità e, con ciò, estinguere il procedimento con il rimborso delle spese legali.

Se entro l’udienza successiva la morosità non viene sanata, il giudice convalida lo sfratto a tutti gli effetti.
Altrimenti, la locazione prosegue.

Ottenuto lo sfratto, il padrone di casa spera sempre che il conduttore se ne vada spontaneamente. Cosa che accade sempre più di rado.

Così, scaduto il termine per il rilascio concesso dal giudice all’inquilino, il locatore può iniziare la fase di esecuzione forzata.

Si notifica, innanzitutto, l’atto di precetto e la richiesta all’ufficiale giudiziario al fine di eseguire lo sfratto.

In alcune province più virtuose l’ufficiale giudiziario esegue la procedura nell’arco di 2/3 mesi, in altre in tempi più lunghi, in altre ancora in tempi infiniti.

Una recente riforma [1] ha introdotto l’istituto della “morosità incolpevole” (per maggiori informazioni leggi l’articolo: “Per l’inquilino che non paga il canone nasce il fondo “morosi incolpevoli”).

La legge, a tal fine, prevede delle contribuzioni (€ 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015) che i Comuni ad alta tensione abitativa che abbiano avviato bandi o altre procedure amministrative per l’erogazione di contributi in favore di inquilini “morosi incolpevoli”, potranno erogare, evidentemente, a favore di questi ultimi.

La procedura per tale attività è demandata a decreto ministeriale.

Ciò che preoccupa molto coloro che sono in attesa della liberazione degli immobili è che, nella pendenza del procedimento di rilascio, è conferito incarico alle Prefetture di adottare misure per la graduazione nell’intervento della forza pubblica.

note

[1] Dl 102/2013 art. 6, comma 5.

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. BUONGIORNO,HO UN UDIENZA DI SFRATTO PER MOROSITA IL 10/12/2014 GIA AVUTO IL TERMINE DI GRAZIA,ORA NON POSSO PAGARE IL CANONE HO UNA GROSSA DIFFICOLTA ECONOMICA,COSA SOCEDE SARO POTATTO FUORE CON LA FORZA.GRAZIE

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