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Videoterminale: rischi per la salute

13 Maggio 2021 | Autore:
Videoterminale: rischi per la salute

Lavoratori che svolgono l’attività al computer per oltre 20 ore settimanali: quali problemi possono riscontrarsi?

Lavorare al pc può sembrare un’attività di tutto riposo e priva di rischi, ma non lo è affatto: chi svolge la propria attività davanti al computer, o a qualsiasi apparecchio dotato di un monitor, può riscontrare, nel tempo, parecchi problemi di salute.

Proprio per questo, a favore dei videoterminalisti, la legge [1] prevede l’obbligo di sorveglianza sanitaria: nel dettaglio, per evitare qualsiasi rischio per la salute devono essere disposte visite periodiche, pause obbligatorie dall’attività nonché postazioni di lavoro adatte.

In merito alle attività svolte al videoterminale, i rischi per la salute devono essere poi valutati adeguatamente dal datore di lavoro, che deve riportarli, assieme alle misure di prevenzione e protezione, nel Dvr, il documento di valutazione dei rischi.

I principali problemi per i videoterminalisti riguardano l’apparato visivo e muscolo scheletrico: sforzare la vista per ore ed ore davanti a uno schermo e la posizione seduta prolungata certamente non favoriscono il benessere degli occhi e della schiena. Vi sono però dei comportamenti da adottare che, unitamente ad una postazione di lavoro ottimale, evitano che le condizioni di salute del lavoratore possa peggiorare.

Da non sottovalutare, poi, il rischio stress, specie se il carico di lavoro è elevato o, comunque, inadeguato. Ma procediamo con ordine.

Chi sono i videoterminalisti?

Secondo la legge [1], i videoterminalisti, o addetti ai videoterminali, sono i lavoratori che:

  • utilizzano un’attrezzatura munita di monitor;
  • in modo sistematico ed abituale;
  • per almeno 20 ore medie settimanali, dedotte le interruzioni.

Quali sono i rischi principali per i videoterminalisti?

I principali rischi collegati all’utilizzo prolungato del computer, o di una qualsiasi apparecchiatura dotata di schermo, riguardano l’apparato visivo e muscolo-scheletrico. Ulteriori rischi per i videoterminalisti possono derivare dal microclima dei locali (dal quale non si possono difendere, visto che lavorano da fermi) nei quali si svolge l’attività lavorativa e dallo stress.

I videoterminalisti sono esposti anche a rischio elettrico, mentre gli altri rischi (rumore, rischio chimico, rischio incendio e rischio infortuni) devono essere valutati in base alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro (ad esempio, presenza di sostanze altamente infiammabili nel luogo in cui il lavoratore presta servizio). Questi rischi, infatti, non sono direttamente collegati all’attività di videoterminalista.

Rischio di disturbi all’apparato visivo

Il principale disturbo all’apparato visivo che può verificarsi in seguito all’utilizzo prolungato del computer (o del tablet, o del cellulare) è l’astenopia, o sindrome da affaticamento visivo.

In parole semplici, è la stanchezza degli occhi, dovuta a un sovraccarico lavorativo dell’apparato muscolare del bulbo oculare.

I sintomi più frequenti dell’astenopia sono:

  • bruciore agli occhi;
  • fastidio alla luce;
  • lacrimazione;
  • senso di corpo estraneo;
  • ammiccamento frequente;
  • pesantezza;
  • visione annebbiata o sdoppiata;
  • stanchezza alla lettura;
  • mal di testa.

Normalmente, i disturbi terminano in poco tempo, quando il lavoratore distoglie lo sguardo dal pc. I disturbi si presentano in modo più grave se il lavoratore ha dei difetti visivi pregressi, come miopia o ipermetropia.

Come ridurre il rischio di disturbi all’apparato visivo?

Il datore di lavoro, per ridurre al minimo il rischio di disturbi oculo-visivi connessi all’utilizzo del videoterminale, deve:

  • far osservare tassativamente le pause minime obbligatorie previste dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro [2], pari a 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al videoterminale;
  • dotare l’ambiente di lavoro di un’illuminazione idonea, che deve avvicinarsi il più possibile a quella naturale;
  • disporre il monitor in modo che le finestre e altre fonti di luce non lo illuminino direttamente e non creino riflessi; le fonti di luce devono essere schermate, se opportuno;
  • evitare il bianco, il nero ed i materiali lucidi per piani di lavoro e tastiere, per evitare riflessi e prevenire le difficoltà di adattamento visivo;
  • dotare il lavoratore di un monitor regolabile in illuminazione e contrasto e indipendente dalla tastiera; lo sguardo dell’operatore deve cadere circa 5 cm al di sopra della parte superiore dello schermo; la distanza tra operatore e videoterminale deve collocarsi tra i 50 ed i 70 cm.

Rischio di disturbi all’apparato muscolo-scheletrico

I disturbi più frequenti all’apparato muscolo-scheletrico che possono verificarsi in seguito all’utilizzo prolungato del videoterminale sono:

  • la sindrome del tunnel carpale;
  • problemi alla cervicale;
  • dolore dorso-lombare (mal di schiena);
  • tensione ai muscoli del collo e spalle;
  • sensazione di pesantezza alle gambe.

Si tratta di disturbi legati alla posizione scorretta ed all’utilizzo prolungato e sbagliato di mouse e tastiera. Anche in questo caso, il datore di lavoro può adottare degli accorgimenti per ridurre al minimo il rischio di disturbi all’apparato muscolo-scheletrico correlati all’uso del videoterminale:

  • dotare il lavoratore di schermo, tastiera e mouse indipendenti;
  • predisporre un piano di lavoro sufficientemente alto o regolabile in altezza;
  • dotare il lavoratore di una sedia ergonomica;
  • far osservare tassativamente le pause minime obbligatorie.

Altri rischi per i videoterminalisti

Gli addetti ai videoterminali sono soggetti ad ulteriori rischi, non direttamente collegati all’utilizzo del pc o della diversa apparecchiatura con monitor, ma al luogo di lavoro (ambiente, impianti, attrezzature) o all’organizzazione dell’attività lavorativa (stress lavoro correlato).

Osserviamo i rischi principali:

  • microclima: ad esempio, esposizione a correnti eccessive, umidità eccessiva o eccessiva secchezza, ambiente non adeguatamente riscaldato o raffreddato;
  • rischio elettrico: dovuto agli impianti ed alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro (parti in tensione non isolate, messa a terra difettosa, fili scoperti, prese sovraccariche…);
  • rischio incendio: può essere collegato al rischio elettrico, qualora nell’ambiente di lavoro vi siano sostanze infiammabili, oppure all’imprudenza o negligenza delle persone, alla presenza di impianti termici, all’ammassamento di materiali combustibili;
  • rischio rumore: è presente qualora nell’ambiente di lavoro vi siano apparecchiature che producono un rumore superiore agli 80db;
  • stress lavoro-correlato: il lavoratore può essere sottoposto a grave stress a causa dell’eccessivo carico di lavoro, del demansionamento o del sovramansionamento, di episodi di mobbing, nonché per difficoltà nella conciliazione dell’attività lavorativa con la vita privata; per saperne di più: Stress lavoro correlato, che cosa fare;
  • rischio chimico: questo rischio può verificarsi a causa della presenza di sostanze nocive nell’ambiente di lavoro;
  • rischio infortuni: questo rischio può verificarsi a causa della presenza di ostacoli nell’ambiente di lavoro, oppure della caduta di mobili ed oggetti.

Sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti

I lavoratori dipendenti addetti ai videoterminali devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, a cura e spese del datore di lavoro; in particolare, è necessaria una visita oculistica ed all’apparato muscolo-scheletrico:

  • prima che il videoterminalista sia adibito alla mansione;
  • successivamente:
    • ogni 5 anni, per la generalità dei videoterminalisti;
    • ogni 2 anni:
      • per i lavoratori videoterminalisti idonei con prescrizioni o limitazioni (ad esempio, per gli addetti ai videoterminali con difetti della vista, quali miopia o ipermetropia);
      • per i lavoratori videoterminalisti con almeno 50 anni di età.

note

[1] Art. 173 del D.lgs. 81/2008.

[2] Art. 175 del D.lgs. 81/2008.

Autore immagine: pixabay.com


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