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Attenti: addebiti sulla bolletta cellulare per navigazione su banner pubblicitari non voluta

19 gennaio 2014


Attenti: addebiti sulla bolletta cellulare per navigazione su banner pubblicitari non voluta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2014



A causa di alcune offerte commerciali che si attivano automaticamente al passaggio del dito sullo smartphone, i costi della bolletta telefonica possono impennarsi enormemente; le compagnie telefoniche conciliano, ma ad una condizione: che l’utente mantenga il massimo segreto sull’accaduto.

 

Ti restituiamo i soldi a condizione che tu non lo dica a nessuno”. Tale “accordo di segretezza” viene imposto a tutti gli utenti di alcune compagnie telefoniche che, imbattuti in vere e proprie frodi, hanno avuto “l’ardire” di richiedere il risarcimento.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Molti di voi avranno sperimentato sulla propria pelle (e sulle proprie tasche) quanto poco corretti siano alcuni messaggi pubblicitari che appaiono durante la navigazione in internet effettuata tramite smartphone. Ne avevamo parlato approfonditamente in un precedente articolo (leggi: “Attenti ai banner pubblicitari sul vostro cellulare: svuotate migliaia di schede telefoniche”).

Prendiamone ad esempio uno dei casi più comuni: un sito di ricette di cucina.

Attratti dall’immagine di un bel piatto di spaghetti, con la promessa di conoscere il segreto per una cucina così attraente, i malcapitati utilizzatori di smartphone cliccano sul relativo banner pubblicitario. All’improvviso, compare sul cellulare un sms: “Come da tua richiesta [??!] abbiamo attivato l’abbonamento al sito XYZ: il costo è di euro TOT al mese che ti verranno addebitati sulla bolletta telefonica. Per disattivare il servizio chiama il numero….”.

Per come è chiaro, si tratta di una informazione commerciale scorretta e ingannevole. Infatti, il banner non era assolutamente esplicito nell’indicare che, al solo click, avreste attivato il servizio a pagamento.

Di ciò i gestori delle compagnie telefoniche sono consapevoli e taciturni complici, avallando un sistema illecito ed espressamente vietato dalla legge.

Chi è più remissivo, si limita a disattivare subito il servizio, telefonando al numero speciale indicato nel sms, in alcuni casi rassegnandosi a pagare il costo di attivazione e la telefonata al numero speciale.

C’è chi, invece, non si accorge di tutto ciò e, alla fine del mese, riceve una bolletta più salata del solito.

Per chi vuole far valere, con le vie ordinarie, i propri diritti e ottenere il rimborso c’è la possibilità, oltre a denunciare l’accaduto al Garante per le Comunicazioni (Agcom), di inoltrare una richiesta di conciliazione al Co.re.com regionale nei confronti della compagnia telefonica (per conoscere la procedura, leggi l’articolo: “Controversie con gli operatori telefonici per contestazioni sulle bollette: regole pratiche”).

In alcuni casi, già prima del tentativo di conciliazione, la Compagnia telefonica contatta il cliente e gli offre la restituzione delle somme addebitategli illegittimamente. Ma ad una condizione contenuta nell’atto di transazione. Vi riportiamo di seguito la clausola (con una fotografia dell’accordo di confidenzialità fatto firmare all’utente):

“… Del pari si impegna formalmente a non divulgare in alcun modo ed in alcuna forma i termini ed il contenuto della presente proposta transattiva”.

Magari c’è qualcuno che si intimorisce e preferisce ottenere indietro i soldi piuttosto che informare la collettività.

Noi no. 

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Autore immagine: 123rf.com

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