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Lo sai che? Conto corrente: più è vecchio, più paghi. Conviene chiudere e aprirne uno nuovo

Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2014

I c/c aperti negli ultimi 12 mesi pagano 64 euro; per quelli accesi da un decennio l’importo annuo di 111,9 euro.

In questi giorni stanno arrivando a casa (o sullo schermo del computer, smartphone e tablet) gli estratti conto inviati dalle banche e sistematicamente ignorati dalla maggioranza degli italiani. 
Nella documentazione, è indicato anche il riepilogo delle spese sostenute nell’anno solare per la tenuta del conto. In tal modo il cliente può verificare, almeno una volta all’anno, se il proprio conto corrente costa troppo e, se del caso, valutare eventuali offerte più convenienti.

Nello stesso estratto conto, c’è anche l’invito a confrontare il totale delle spese sostenute con l’Isc, l’indicatore sintetico di costo. Tale valore fornisce un’indicazione del costo complessivo del conto, considerando le spese e le commissioni addebitabili al cliente nel corso dell’anno, esclusi oneri fiscali e interessi.

Tuttavia, la scoperta più interessante che si può fare da tali fogli è che, oggi, i conti aperti da più anni costano più di quelli recenti.
 Da una indagine di Bankitalia emerge che i clienti di più lunga data hanno condizioni contrattuali più sfavorevoli rispetto ai nuovi. Più è anziano il conto, più si paga.

Per esempio: per i c/c aperti da uno e due anni la spesa, al netto degli utilizzi a debito, è pari rispettivamente a 64,1 e 70 euro. Un costo che cresce con l’aumentare dell’anzianità del conto, fino a raggiungere 101,9 euro per i conti con almeno 10 anni di vita.

Le condizioni di offerta dei conti riservati ai nuovi clienti consentono un risparmio di spesa pari a circa la metà del costo medio complessivo applicato alla rimanente clientela.

Possibili soluzioni

Se le spese per la tenuta del conto superano la soglia di allarme, è opportuno rinegoziare le condizioni o cambiare conto.

Per le famiglie l’unica efficace difesa è andare a contrattare direttamente con il direttore della filiale con cui si intrattengono rapporti e, se da quest’ultimo non si ottiene soddisfazione, essere pronti a cambiare banca. Potrebbe essere efficace, a questo punto, chiudere il rapporto e aprirne uno nuovo.

note

Autore immagine: 123rf.com


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