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Quali documenti si considerano prova scritta valida per ottenere un decreto ingiuntivo

20 Gennaio 2014 | Autore:
Quali documenti si considerano prova scritta valida per ottenere un decreto ingiuntivo

Il creditore può recuperare il proprio credito ottenendo dal Giudice la pronuncia di un decreto ingiuntivo, purché fornisca una “prova scritta”.

Per recuperare un credito, il creditore può ottenere la pronuncia da parte del giudice di un decreto ingiuntivo. Si tratta di un procedimento molto più veloce e semplice rispetto a una causa ordinaria, che consente, entro pochi mesi e senza udienze, di notificare al debitore un ordine di pagamento da parte del giudice.

Il debitore avrà poi 40 giorni di tempo, dalla notifica del decreto, per scegliere se pagare o contestare il credito mediante una opposizione al decreto ingiuntivo, avviando così una causa ordinaria.

Se il debitore non paga, né si oppone, decorsi i predetti 40 giorni, il decreto ingiuntivo diventa definitivo, non può essere più messo in discussione e consente al creditore di iniziare l’esecuzione forzata contro il debitore.

Condizione indispensabile per avviare questo procedimento celere e semplificato è avere una prova scritta, ossia un qualsiasi documento dal quale possano ricavarsi in tutto o in parte le seguenti informazioni:

– l’esistenza del credito,

– il tipo di prestazione che doveva essere eseguita dal debitore (pagamento, consegna, esecuzione di un’opera),

– il suo valore economico,

– l’identità del debitore e/o del creditore,

– la scadenza del pagamento, ecc…

Non sempre però si è in possesso di un assegno, una cambiale, o anche di un semplice contratto firmato dal debitore, che attesti il credito.

In questi casi il creditore deve fare il possibile per procurarsi uno scritto con le caratteristiche sopra descritte: potrà allora richiedere al proprio debitore il pagamento di quanto dovuto inviandogli una lettera a mezzo raccomandata a.r. o una pec o un fax, sollecitando una sua risposta; potrà così procurarsi una dichiarazione del debitore dalla quale desumere l’esistenza del credito o l’impegno ad effettuare il pagamento.

Nell’ambito di rapporti commerciali, costituisce prova scritta certamente l’estratto dei libri contabili aziendali, ma altresì la fattura non pagata, oppure, in mancanza, qualsiasi altro documento dal quale desumere l’esistenza del credito, ad esempio una lettera di incarico.

I prospetti paga possono invece essere utilizzati come prova scritta per ottenere un decreto ingiuntivo nei confronti del datore di lavoro per mancato pagamento della retribuzione o del trattamento di fine rapporto e ciò anche qualora siano stati sottoscritti per ricevuta dal lavoratore.



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