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Incidente stradale: come si svolgono le indagini e quali sono le conseguenze

20 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 gennaio 2014



Responsabilità civile e penale, la ricostruzione del sinistro e le conseguenze giuridiche: tutto ciò che c’è da sapere su come funzionano le cause per danni o lesioni da incidenti stradali.

 

Gli incidenti stradali possono avere conseguenze civili e/o penali a seconda che da essi derivino:

– danni alle cose;

– lesioni personali o morte di una o più persone.

In tal senso, il lavoro di ricerca delle cause da cui è derivato il sinistro diviene molto delicato, perché va a incidere direttamente negli interessi personali ed economici di persone già provate da un evento spesso tragico o quantomeno increscioso.

La ricostruzione del sinistro, ossia la ricerca delle cause che hanno determinato l’incidente stradale, comporta studi e ricerche complesse. Sono molti, infatti, i fattori che devono essere presi in considerazione. L’autorità giudiziaria, le compagnie di assicurazione o qualunque altro organo o persona, deputata a vario titolo a giudicare le condotte adottate dai protagonisti di un incidente stradale si avvalgono delle informazioni fornite dagli organi di polizia  che hanno espletato i rilievi dell’incidente. Molto spesso, però, non tutti gli aspetti di un incidente emergono chiaramente.

In questi casi, assume importanza fondamentale il Consulente Tecnico o tecnico ricostruttore nominato dall’autorità giudiziaria che ha il compito di:

1) esaminare il fatto,

2) accertare le cause sotto il profilo tecnico,

3) fornire tutte le informazioni sulla dinamica del sinistro, richieste dall’autorità giudicante.

Attraverso l’analisi e l’elaborazione degli elementi oggettivi, il tecnico ricostruttore sarà in grado di calcolare e definire:

– la velocità dei veicoli coinvolti,

– le loro traiettorie di approccio all’urto,

– il reciproco avvistamento dei conducenti,

– l’eventuale ritardo di una possibile reazione al pericolo da parte di uno o più protagonisti.

Tali informazioni assumono un’importanza cruciale, poiché, di norma, il giudice basa la propria sentenza sui risultati e le conclusioni del lavoro svolto dal consulente tecnico.

La ricostruzione di un incidente ai fini giuridici tende ad accertare le cause che lo hanno determinato, rende chiare le condotte dei protagonisti e mette in luce le diverse responsabilità.

 

Il tecnico ricostruttore basa le proprie analisi sugli elementi primari ed essenziali raccolti dagli organi di polizia nel corso dei rilievi eseguiti nell’immediatezza del fatto.

La ricostruzione della dinamica dell’incidente non è cosa semplice, perché molti sono i fattori che devono essere esaminati per stabilire in quale misura hanno inciso nel verificarsi dell’evento.

Questi fattori possono essere divisi in tre categorie:

1) comportamento umano (condotta, stato psicofisico, età, ecc.);

2) caratteristiche e condizioni dei veicoli (efficienza, tipo e stato dei pneumatici, stato generale);

3) fattori ambientali (caratteristiche della strada, condizioni metereologiche, ecc.).

L’analisi attenta di questi elementi permette di determinare le cause che hanno determinato l’incidente.

A) Conseguenze civili

L’incidente stradale dal quale derivano solo danni alle cose si risolve, di solito, in via stragiudiziale mediante il risarcimento di una parte verso l’altra.

Quando una delle parti non si ritiene soddisfatta del risarcimento, può ricorrere al giudice civile e nello specifico:

– al giudice di pace per danni inferiori a 20 mila euro,

– al tribunale per danni superiori.

Spetterà quindi al giudice accertare le cause dell’incidente e stabilire le responsabilità delle parti in causa.

In ogni caso, il nostro ordinamento giuridico punisce il reato di danneggiamento solo a titolo di dolo. Quindi, l’incidente stradale in cui hanno subito danni le sole cose (senza conseguenze sulle persone) non vedrà mai l’intervento dell’Autorità giudiziaria Penale.

 

B) Conseguenze penali

Se l’incidente provoca lesioni personali o la morte di una o più persone, vi potrebbero essere responsabilità penalmente rilevanti a carico di uno o più dei protagonisti dell’incidente.

Le lesioni personali e/o la morte sono punibili anche se il soggetto ha provocato l’incidente non per volontà, ma a causa di imprudenza, negligenza, imperizia, inosservanza del codice della strada.

 

Quando dall’incidente stradale derivano lesioni alle persone, indipendentemente dal tipo e dalla gravità del danno, l’autorità giudiziaria potrà intervenire, solo in caso di querela della persona offesa nei confronti di colui/coloro che le hanno provocate. Senza la querela il Pubblico Ministero non potrà dare inizio all’azione penale.

Quando, invece, dall’incidente deriva la morte di una o più persone, l’azione penale scatta in automatico e il Pubblico Ministero agirà di propria iniziativa.

 

Per maggiore chiarezza si riportano due esempi.

 

Esempio 1Giovanni, a bordo della propria auto, in una manovra di retromarcia investe inavvertitamente un amico, che cade a terra subendo un danno gravissimo alla colonna vertebrale. In questo caso il danno può essere punito penalmente solo se l’amico decide di querelare Giovanni.

 

Esempio 2 – Giovanni a bordo della propria auto, in una manovra di retromarcia investe inavvertitamente un amico, che cade a terra, sbatte la testa e muore sul colpo. In questo caso, l’azione penale scatta in automatico e Giovanni è indagato per omicidio colposo.

 

In ogni caso, sia nelle cause civili di risarcimento del danno, sia in quelle penali atte a decidere i fatti che costituiscono reato, spetta al giudice accertare le cause che hanno determinato il fatto e pronunciarsi in ordine alle responsabilità dei protagonisti.

Se le responsabilità sono solo di natura civile il responsabile dovrà risarcire il danno prodotto.

Se le responsabilità sono civili e penali, il responsabile, oltre a dover risarcire il danno potrà essere sanzionato penalmente per lesioni gravi o gravissime e/o per omicidio colposo.

note

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Buongiorno, ho una domanda un po’ particolare. Situazione: a seguito di un malore un conducente sviene al volante, quindi non ha modo di rallentare o frenare, invade l’altra corsia e provoca un incidente frontale.
    Il primo conducente muore, presumibilmente a seguito del malore, ma stanno ancora concludendo l’autopsia.
    Il secondo conducente grazie agli airbag riporta solo danni lievi, ma la sua macchina è distrutta e sequestrata. Viene portato in ospedale dove viene sottoposto alle analisi di sangue ed urine, tutto regolare, ma viene iscritto nel registro degli indagati.
    Tutto finisce nelle mani del magistrato che, dopo un mese e mezzo, dissequestra la macchina del secondo conducente addebitando a lui tutte le spese “in quanto indagato”.
    La mia domanda è: ci siamo ovviamente già rivolti ad un avvocato sin dalla prima sera in cui è successo l’incidente, ma possibile che, anche con una ricostruzione senza ombra di dubbio, il conducente che non ha colpa (se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato) debba vedersi dilapidato il conto in banca in procedimenti vari?

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