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Quanto viene pagata la reperibilità infermieri?

23 Aprile 2021
Quanto viene pagata la reperibilità infermieri?

Il lavoratore che deve garantire la reperibilità oltre il turno ha diritto ad un’apposita indennità.

Hai superato una selezione e sei stata assunta come infermiera presso un ospedale. Sei stata inserita all’interno dei turni di pronta disponibilità e ti chiedi quale trattamento economico riceverai a fronte della reperibilità.

Sono molti i settori in cui i lavoratori sono chiamati a garantire la loro reperibilità anche oltre il proprio orario di lavoro. Possono, infatti, esserci delle esigenze improvvise di servizio che necessitano del pronto intervento del dipendente. Ma quale trattamento spetta al dipendente in caso di reperibilità? Quanto viene pagata la reperibilità infermieri? La disciplina dell’indennità di reperibilità è rimessa alla contrattazione collettiva e, nel caso specifico degli infermieri, al contratto collettivo del comparto sanità.

Che cos’è la reperibilità?

In ogni contratto di lavoro, viene disciplinato l’orario di lavoro, ossia, il tempo nel quale il lavoratore dovrà erogare la propria prestazione lavorativa a favore del datore di lavoro. In linea generale, al di fuori dell’orario di lavoro, il lavoratore non deve svolgere alcuna prestazione a favore dell’azienda ed è libero di organizzare autonomamente il proprio tempo extra-lavorativo.

In alcuni casi, tuttavia, le particolari caratteristiche dell’attività aziendale rendono necessaria la disponibilità del dipendente ad intervenire prontamente, in caso di necessità, anche oltre il proprio orario di lavoro. Per soddisfare tale esigenza è previsto l’istituto della reperibilità o pronta disponibilità.

La reperibilità non è un’obbligazione del lavoratore che deriva direttamente dal contratto di lavoro ma deve essere prevista in un apposito accordo collettivo o individuale.

L’accordo di reperibilità è, dunque, un’obbligazione accessoria e ulteriore rispetto a quelle che scaturiscono dal rapporto di lavoro.

Cosa deve fare il lavoratore in reperibilità?

Quando il lavoratore viene inserito all’interno di un turno di reperibilità deve rendersi prontamente disponibile ad intervenire in caso di esigenza e di chiamata da parte del datore di lavoro.

Generalmente, il datore di lavoro fornisce al lavoratore reperibile uno strumento di comunicazione nel quale può essere chiamato, come ad esempio un telefono cellulare oppure un cercapersone.

Il lavoratore in reperibilità dovrà assicurarsi che il dispositivo che gli è stato fornito funziona correttamente e che potrà essere, dunque, rintracciato. Inoltre, il lavoratore dovrà attenersi alle modalità attuative della reperibilità disciplinate dall’accordo che ha istituito il servizio.

In alcuni casi, ad esempio, si richiede al lavoratore di non allontanarsi oltre un certo raggio chilometrico dalla propria residenza e di garantire la presa del servizio entro un certo termine.

Reperibilità infermieri: come funziona

Il contratto collettivo del comparto sanità prevede la reperibilità del personale infermieristico che viene definita pronta disponibilità.

È evidente che i servizi sanitari sono tra quelli che, dovendo garantire agli utenti assistenza immediata a tutela di beni primari come la vita e la salute, devono garantire una copertura h24 del servizio. Questo rende necessario, talvolta, il ritorno in servizio del lavoratore anche oltre l’orario di lavoro.

Nel caso degli infermieri, il contratto collettivo [1] prevede che la programmazione della pronta disponibilità debba avvenire mensilmente, in concomitanza con i turni di servizio.

I turni di pronta disponibilità devono essere limitati:

  • al turno notturno;
  • ai giorni festivi;
  • per un massimo di 6 turni al mese.

Il turno di pronta disponibilità dura 12 ore e il dipendente ha l’obbligo di raggiungere il luogo di lavoro nel minor tempo possibile. A differenza del passato, tuttavia, non viene più indicato il tempo massimo entro cui bisogna prendere servizio che prima era fissato in 30 minuti.

Reperibilità infermieri: quanto spetta?

La disponibilità del dipendente a prendere servizio in caso di chiamata da parte del datore di lavoro deve essere appositamente remunerata.

Nel caso del contratto collettivo sanità, si prevede che l’infermiere abbia diritto ad un’indennità pari a euro 20,66 per ogni turno di pronta disponibilità. Per turni di almeno 4 ore ma inferiori a 12 ore, l’indennità è di euro 1,89 l’ora con maggiorazione del 10%.

Inoltre, il lavoratore che prende servizio in pronta disponibilità verrà retribuito con le maggiorazioni retributive previste per il lavoro straordinario.

Occorre ricordare che è esonerata dai turni notturni in pronta disponibilità l’infermiera che sia madre di un bambino di età inferiore ai 3 anni.


note

[1] Art. 7 Ccnl Comparto Sanità.


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