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Se la madre non vuole che il padre riconosca il figlio naturale

21 gennaio 2014


Se la madre non vuole che il padre riconosca il figlio naturale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 gennaio 2014



Ho avuto un figlio da una relazione di fatto; la madre ha riconosciuto il bambino e gli ha dato il suo cognome; anche io vorrei riconoscerlo dandogli il mio cognome, ma la madre non acconsente. Cosa posso fare al riguardo?

Con l’introduzione della recente riforma in materia di famiglia [1], fino al compimento dei 14 anni da parte del figlio, il genitore che vuole effettuare il riconoscimento per secondo deve ricevere il consenso di chi ha riconosciuto per primo; se ciò non avviene, si può rivolgere al giudice per ottenere una sentenza che tenga conto del consenso mancante.

Nel caso di specie, dunque, il padre dovrà presentare, attraverso il proprio avvocato, un ricorso al Tribunale per chiedere tale provvedimento di autorizzazione a riconoscere il proprio figlio naturale.

In tali casi, la legge stabilisce che il consenso non può essere rifiutato se risponde all’interesse del figlio. Questa valutazione, che innanzitutto spetta alla persona che per prima ha riconosciuto il bambino (nel caso di specie la madre), nel caso di sui ingiustificato diniego spetterà al giudice. Sarà quest’ultimo, infatti, a dover valutare se il riconoscimento sia positivo per il minore (e, in tal caso, accoglierà il ricorso del genitore). Ecco come tutto ciò materialmente avviene.

Una volta ricevuta la notifica del ricorso, il genitore che per primo ha riconosciuto il bambino (nel caso di specie, la madre) avrà trenta giorni di tempo per decidere che cosa fare: nel caso di sua inerzia, il Tribunale emetterà la sentenza, mentre, se il genitore facesse opposizione, il Tribunale dovrebbe accertare che il riconoscimento sia vantaggioso per il figlio.

Per fare ciò sono prevedibili atti istruttori, come relazioni psicosociali o consulenza d’ufficio; nel corso del giudizio possono essere emessi provvedimenti provvisori per instaurare e poi monitorare la relazione padre-figlio.

Se il Tribunale consente il riconoscimento, decide anche sull’affidamento, il mantenimento e il cognome del figlio.

note

[1] Legge 219/2012, che ha modificato l’art. 250 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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10 Commenti

  1. Salve sono una ragazza di 27 anni che aspetta un figlio… il presunto padre chiede il test del DNA perché non si fida della vera paternità… appena saputo del concepimento è sparito per 15 gg quindi io ho dichiarato al consultorio il mancato riconoscimento… adesso è tornato e solo dopo la prova del DNA vuol fare da padre… sono al 5 mese e non vorrei che lui prendesse il diritto di paternità… per queste accuse e per altre forme di “minacce”… come posso fare ? Se do il mio cognome al bimbo lui può aver diritti?i può obbligare a farlo riconoscere? Vorrei solo mi lasciasse in pace con mio figlio… grazie per l’ascolto attendo risposte …

      1. Se il riconoscimento sia positivo per il minore ( a 99% il tribunal lo farà riconoscere il bambino e dare suo cognome

    1. Non è tanto male un uomo (ragazzo anche lui?) che si prende “solo” 15 gg per riprendersi dallo shock e poi torna ed è pronto ad assumersi le sue responsabilità; lei come si è sentita quando ha saputo? non avrebbe fatto piacere anche a lei stare da sola per un pò a pensare se lo voleva o no, anzichè sentirsi incastrata? Lei e lui siete liberi: non dovete mica innamorarvi o coabitare, e tutto sommato le farà comodo avere un sostegno, sia pure solo finanziario, o sapere che non dovrà passare tutti i finesettimana con Vostro figlio, ma potrà avere qualche giorno per se stessa. Libertà vuol dire anche non doversi fidare della paola altrui, senza che questo implichi un’accusa…il test del DNA dopo la nascita non è invasivo, gli faccia pagare il conto dell’esame e goda a sbattergli in faccia il risultato.

  2. Se il riconoscimento è benefico per il bambino 90% il tribunale lo farà riconoscere il bambino e potrà dare suo cognome

  3. Certo ha commesso un peccato capitale lasciandola sola propria quando lei aveva più bisogno di conforto, e forse adesso gliela vuole far pagare, ma vede anche lui aveva bisogno si conforto e non era in grado di aiutarla. Non è tanto male un uomo, o ragazzo della sua età, che si prende “solo” 15gg per riprendersi dallo shock, e poi torna ed è pronto ad assumersi le sue responsabilità, non è il principe azzurro ma non è tanto male; anche lei non avrebbe gradito qualche giorno da sola prima di decidere se lo voleva o no, anzichè sentirsi incastrata? Quello che chiama “suo” figlio, per quanto lei sarà una brava madre, le chiederà conto e ragione di chi è suo padre. Tutto sommato le farà comodo il sostegno, anche solo finanziario, di un uomo. Siete entrambi liberi: né lei né lui siete obbligati ad amarvi, a coabitare o a credere sulla parola quello che dice l’altro. L’esame del DNA dopo la nascita non è invasivo: gli faccia pagare il conto e si prenda il gusto di sbattergli in faccia I risultati

  4. Mio marito ha avuto un figlio fuori il nostro matrimonio , lui vorrebbe riconoscere il bimbo, lei dice di no SEI lui non si mette insieme a lei.Lui non a avuto UN relazione o una storia con lei hanno avuti pochi rapporti e basta. Io vorrei anch’io che questo bimbo vieni riconosciuto , perché mi sembra la causa giusto per il bambino . Aiuto

  5. Salve io ho un problema io e la mia ex fidanzata abbiamo avuto una bambina ora la bambina a 1 anno e 7 mesi pero la mia ex non mi fa aggiungere il mio cognome e manco mi fa vedere la bambina qualcuno a qualche consiglio???

  6. Salve avrei un problema io io e la mia ex fidanzata abbiamo una figlia pero la mia ex ragazza non mi fa aggiungere il cognome alla bambina qualcuno può darmi qualche consiglio cordiali saluti angelo

  7. Salve a tutti io e mia ex fidanzata abbiamo avuto una bambina ora la bambina a 1 anno e 7 mesi pero la mia ex non vuole farmi aggiungere il mio cognome alla bambina vorrei avere qualche consiglio cordiali saluti angelo la mia email e angelobdj5@gmail.com

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