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Pergolato: nozione e autorizzazioni

14 Gennaio 2021
Pergolato: nozione e autorizzazioni

Cosa si intende per pergolato: dimensioni e tipo di copertura. Quando è necessario il permesso di costruire. 

Cosa si intende con «pergolato» e quali sono le autorizzazioni necessarie per realizzare tale opera in una priorità privata? Come vedremo a breve, in assenza di una specifica definizione da parte della legge, è la giurisprudenza a fornire maggiori precisazioni sulla nozione di pergolato e sulle autorizzazioni che il proprietario dell’immobile deve eventualmente chiedere per la sua realizzazione.

Ma procediamo con ordine e vediamo qual è l’indirizzo dei giudici.

Cosa si intende per pergolato?

La legge non chiarisce quale sia la nozione di pergolato.

Genericamente, si può dire che il pergolato è costituito da una struttura autoportante, composta di elementi verticali e di sovrastanti elementi orizzontali, atta a consentire il sostegno del verde rampicante e utilizzata in spazi aperti a fini di ombreggiamento. 

La giurisprudenza è stata più chiara. Ad esempio, secondo la Cassazione, per pergolato si intende «una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore, realizzata con materiali leggeri, senza fondazioni, di modeste dimensioni e di facile rimozione, la cui finalità è quella di creare ombra mediante piante rampicanti o teli cui offrono sostegno».

Tale definizione di pergolato è certamente la più completa. Da essa infatti si evince che il pergolato è caratterizzato da tre elementi essenziali:

  • le modeste dimensioni; 
  • la facile amovibilità;
  • la tipologia di copertura che non deve essere solida (diversamente si avrebbe una tettoia), ma è costituita da piante rampicanti o da teli leggeri (in questo secondo caso, si parla di pergotenda) attraverso le quali realizzare riparo e ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni.

In assenza di tali caratteristiche, si è in presenza di un intervento stabile, che muta il volto del territorio e necessita pertanto delle autorizzazioni dell’amministrazione ossia del permesso di costruire. Anche la tettoia infatti richiede il titolo edilizio.

Secondo la giurisprudenza dei Tar, non possono qualificarsi come semplici pergolati delle strutture in ferro di rilevanti dimensioni, poggiate su basamenti in cemento e coperte con teli ombreggianti o lastre ondulate, poste al servizio di un compendio produttivo agricolo e destinate a soddisfare esigenze durevoli [2].  

Tali strutture non sono riconducibili alla nozione di pergolato, non possedendone i requisiti dimensionali (trattasi di opere di non modesta estensione e di notevole impatto volumetrico) e funzionali (trattasi di opere non precarie o ornamentali, ma composte di un compendio produttivo agricolo e destinate a soddisfare esigenze durevoli). Di conseguenza, le strutture di ferro in questione sono assoggettate a preventiva autorizzazione.

Differenza tra pergolato e tettoia

Come si è detto sopra, la distinzione tra pergolato e tettoia è data dalla natura del rivestimento superiore che funge da copertura: mentre il pergolato costituisce una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore ed è destinato a creare ombra, la tettoia può essere utilizzata anche come riparo ed aumenta l’abitabilità dell’immobile.

Questa è la ragione per cui la tettoia richiede di norma il permesso di costruire mentre il pergolato no. Solo la tettoia di dimensioni modeste, come quella che viene posta sopra l’uscio della porta di casa, necessaria a non bagnarsi quando si apre o si chiude la porta, non necessita di autorizzazioni. E ciò perché la sua superficie è irrisoria.

Pergolato: autorizzazioni

Proprio perché il pergolato è un manufatto avente natura meramente ornamentale non richiede autorizzazioni amministrative e la sua realizzazione può quindi essere eseguita senza bisogno di permesso di costruire. Come specificato dal Tar Napoli [3], il pergolato è «realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, a mezzo delle quali realizzare riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni; di conseguenza non è riconducibile alla nozione di pergolato una struttura costituita da pilastri e travi in legno di importanti dimensioni, tali da rendere la struttura solida e robusta e da farne presumere una permanenza prolungata nel tempo».

Un pergolato aperto su quattro lati con copertura costituita dai pannelli solari posto nell’area pertinenziale già destinata a parcheggio delle autovetture dei clienti del ristorante, per via del materiale impiegato, del tipo di struttura e essendo aperta su tutti i lati non determina aumento di volumetria; per cui non è necessario il permesso di costruire [4].

Pertanto, «ai fini della realizzazione di un pergolato di dimensioni non trascurabili, costituito da pilastri stabilmente infissi al suolo munito di una copertura stabile non retrattile, è necessario il rilascio del permesso di costruire, dovendo desumersi una permanenza prolungata nel tempo del manufatto e delle utilità che esso è destinato ad arrecare» [5].


note

[1] Cass. sent. n. 23183/2018.

[2] Tar Basilicata sent. n. 779/20 del 9.12.2020.

[3] Tar Campania, Napoli sent. n. 5435/2015. 

[4] Tar Palermo, sent. n. 1840/2020.

[5] Tar Napoli, sent. n. 2736/20.


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