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Quanto si paga un amministratore di sostegno?

24 Aprile 2021
Quanto si paga un amministratore di sostegno?

Se una malattia fisica o psichica limita la capacità di agire di una persona è possibile ottenere un aiuto gratuito dal tribunale.

Tuo padre è vedovo e anziano? Inizia a perdere colpi a causa di una patologia psichica? Sappi che in casi del genere potrebbe essere necessario chiedere un aiuto esterno. Non parlo di una badante o di un’infermiera, ma di una persona che gestisca al meglio i suoi interessi. In pratica, occorre rivolgersi al giudice tutelare affinché nomini qualcuno che assista il tuo papà nelle pratiche quotidiane.

Ma quanto si paga un amministratore di sostegno? Non preoccuparti, per depositare il ricorso in tribunale non è necessario farsi assistere da un legale. È sufficiente pagare solo una marca da bollo e i diritti di copia. Sarà poi il giudice a liquidare al soggetto nominato un’indennità proporzionata alla difficoltà dell’incarico svolto ed al patrimonio del beneficiario. Se l’argomento è di tuo interesse, allora non perdere altro tempo e prosegui nella lettura di questo articolo.

Quando è necessario l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è una figura nominata dal giudice ogni qualvolta la capacità di agire di una persona risulti limitata oppure compromessa. Ti faccio un esempio.

Tizio ha il vizio del gioco. Quasi ogni giorno, si reca al bar sotto casa e perde parecchi soldi alle slot machine. Vista la situazione, il fratello teme che Tizio possa sperperare il suo patrimonio.

Nell’esempio che ti ho riportato, è evidente che Tizio, affetto da ludopatia, non è assolutamente in grado di provvedere ai propri interessi. Che fare dunque? La risposta è molto semplice: ricorrere all’amministratore di sostegno, il quale aiuterà il beneficiario a gestire al meglio i suoi interessi, senza interferire con le sue scelte.

A titolo esemplificativo, possono beneficiare dell’amministratore di sostegno:

  • gli anziani;
  • i disabili;
  • i soggetti dipendenti da alcol o da sostanze stupefacenti;
  • persone in stato di detenzione.

Chi può richiedere l’amministratore di sostegno?

I soggetti legittimati a richiedere la nomina di un amministratore di sostegno sono:

  • il beneficiario;
  • il coniuge o la persona stabilmente convivente;
  • i parenti entro il quarto grado o gli affini entro il secondo grado;
  • il tutore;
  • il curatore;
  • il pubblico ministero;
  • i responsabili dei servizi sanitari e sociali.

In pratica, è necessario depositare un ricorso (unitamente alla procura qualora si richieda il patrocinio di un avvocato) presso la cancelleria del giudice tutelare avendo cura di indicare:

  • i motivi che giustificano un simile aiuto;
  • lo stato di salute del beneficiario, al fine di valutare la sua capacità di agire;
  • il nome della persona ritenuta più idonea a svolgere l’incarico (il giudice, tuttavia, potrebbe anche nominare un soggetto diverso).

Successivamente, viene disposto l’ascolto del soggetto interessato, dei suoi familiari e del pubblico ministero e, ricevuto parere favorevole di quest’ultimo, si procede con la nomina dell’amministratore entro 60 giorni dal deposito del ricorso.

Quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno?

I compiti e i poteri dell’amministratore di sostegno sono indicati chiaramente nel decreto del giudice tutelare, nonché negli eventuali provvedimenti futuri tesi ad aggiornare la misura di protezione.

In particolare, il decreto deve specificare:

  • gli atti che l’amministratore di sostegno può compiere in nome e per conto del beneficiario e quelli che quest’ultimo può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore;
  • quali spese sostenere con il denaro del beneficiario;
  • un termine periodico entro cui l’amministratore di sostegno deve riportare al giudice l’attività svolta, ad esempio con un rendiconto di gestione;
  • la durata dell’incarico che può essere a tempo determinato oppure indeterminato.

Attenzione: per compiere un atto non espressamente previsto dal decreto è necessario presentare un’apposita istanza al giudice tutelare.

Quanto si paga un amministratore di sostegno?

La procedura in questione non prevede l’assistenza obbligatoria dell’avvocato. In altre parole, è possibile depositare il ricorso personalmente presso la sezione della volontaria giurisdizione del tribunale del luogo in cui abita il beneficiario. In tal caso, è sufficiente pagare una marca da bollo da 27 euro ed i diritti di copia. Se, invece, ci si rivolge ad un legale, allora sarà necessario pagare anche il suo onorario.

Va precisato che l’amministratore di sostegno non ha diritto ad alcun compenso per l’attività svolta. Tuttavia, il giudice potrebbe corrispondergli un’indennità, ossia una somma simbolica a titolo di rimborso spese, calcolata in base alla situazione economica del beneficiario ed alla complessità dell’incarico. Detta somma di denaro viene riconosciuta previa presentazione di un’istanza e del rendiconto annuale da parte dello stesso amministratore.

Si può revocare l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno può essere revocato quando:

  • commette delle violazioni relative al suo incarico: ad esempio, Tizio viene nominato amministratore di sostegno di Caio, affetto da demenza senile. Dopo circa 8 mesi, però, si scopre che Tizio ha speso tutto il denaro del beneficiario in cose futili;
  • la misura in questione non è più sufficiente;
  • vengono meno le ragioni che avevano giustificato la nomina.


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