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Se l’abitazione è adibita anche a studio professionale

21 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 gennaio 2014



In quale categoria catastale dev’essere classificato un appartamento adibito, dallo stesso proprietario, in parte ad abitazione principale e in parte a studio professionale?

Preliminarmente dev’essere accertato quale sia la categoria catastale attribuita all’immobile in esame, o se si tratti di un immobile di nuova dichiarazione in catasto.

Presumendo che l’immobile in questione sia una abitazione (normalmente censita in catasto in categorie del gruppo A, esclusa la categoria A/10 che è riservata, invece, agli uffici privati) che verrebbe adibita anche a studio professionale, in tali casi si parla di “uso misto”.

L’uso misto di una unità immobiliare per abitazione e studio professionale privato consente che il titolare possa mantenere (o attribuire) una categoria catastale compatibile con le abitazioni (ossia: A/2, A/3 eccetera). In tali casi, l’unità immobiliare deve conservare la cucina (elemento caratterizzante l’abitazione) e la parte adibita a studio professionale deve essere minimale rispetto alla consistenza complessiva.  Sono, cioè, rispettati i caratteri catastali essenziali per l’attribuzione della categoria: l’uso ordinario rispetto alla tipologia immobiliare posseduta dal bene e la destinazione prevalente nel caso di presenza di più usi.

note

Autore immagine: 123rf.com

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