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La responsabilità dei sindaci nelle società di capitali

25 Aprile 2021 | Autore:
La responsabilità dei sindaci nelle società di capitali

I membri del collegio sindacale possono essere chiamati a rispondere in caso di inadempimento dei doveri inerenti l’incarico nonché di violazione degli obblighi su di essi gravanti.

Nel diritto commerciale le società di capitali (ovvero le società a responsabilità limitata, le società unipersonali a responsabilità limitata, le società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata semplificata) sono forme giuridiche assunte da imprese di medie e grandi dimensioni. Hanno una organizzazione interna, composta da più organi, ciascuno dei quali con proprie competenze e funzioni in relazione all’attività sociale da esplicare.

Tali organi sono: l’assemblea dei soci, gli amministratori e il collegio sindacale. In merito a quest’ultimo, qual è la responsabilità dei sindaci nelle società di capitali? Le legge impone ai membri del collegio sindacale di esercitare le loro funzioni con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico; inoltre, impone l’obbligo del segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.

I membri del collegio sindacale sono responsabili della verità delle loro attestazioni e sono, altresì, responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica [1].

La responsabilità dei sindaci, quindi, oltre che solidale è pure illimitata, nel senso che a ciascun membro dell’organo di controllo, la società e/o i creditori, possono richiedere l’intero danno addebitabile agli organi gestori e di controllo.

Quali sono i criteri per valutare la responsabilità dei sindaci

Il Codice civile individua due criteri alla stregua dei quali valutare la responsabilità dei sindaci, prevedendo che gli stessi devono adempiere ai loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico. In particolare, il grado di diligenza richiesto non è quello generico del buon padre di famiglia [2] ma va valutato con riguardo alla natura dell’attività esercitata come previsto per le obbligazioni inerenti l’esercizio di un’attività professionale.

Per quanto attiene alla professionalità, i sindaci, in virtù delle proprie qualifiche soggettive, sono tenuti ad eseguire l’incarico attenendosi alle conoscenze medie della categoria professionale alla quale appartengono. Quindi, devono osservare un certo grado di perizia.

Come si manifesta la responsabilità dei sindaci

I sindaci, al pari degli amministratori, sono responsabili civilmente dei danni derivanti dagli atti compiuti nell’esercizio del loro ufficio. Si possono distinguere due tipi di responsabilità a seconda della natura degli obblighi violati:

  1. una responsabilità esclusiva, che si ha quando i componenti del collegio sindacale provocano con il proprio comportamento e disattendendo i compiti loro spettanti, un danno immediato e diretto alla società e ai creditori sociali;
  2. ed una responsabilità concorrente, la quale presuppone un concomitante comportamento illecito degli amministratori, al quale i sindaci, colpevolmente, omettono di formulare i propri rilievi e di attivare i propri poteri di reazione. In altre parole, i sindaci violano gli obblighi di vigilanza e di controllo sull’operato degli amministratori e questi ultimi compiono atti pregiudizievoli per la società. In tale ipotesi, la responsabilità dei sindaci è concorrente e solidale con quella degli amministratori.

Quali sono le ipotesi di responsabilità esclusiva dei sindaci

La responsabilità esclusiva dei sindaci si ha in alcuni casi espressamente previsti dal codice civile e più precisamente quando:

  1. violano il divieto di rendere attestazioni veritiere e di serbare il segreto sui fatti e sui documenti di cui sono a conoscenza in ragione del proprio ufficio;
  2. cagionano un pregiudizio alla società o ai suoi creditori nell’assolvimento delle funzioni amministrative [3] ovvero quando sono chiamati a gestire la società a causa della cessazione di tutti gli amministratori.

Quali sono le ipotesi di responsabilità concorrente dei sindaci

La responsabilità dei sindaci può anche derivare da un comportamento doloso o colposo degli amministratori, che gli stessi avrebbero potuto o dovuto impedire espletando la loro funzione di vigilanza.

Il dovere di controllo che grava sui sindaci non riguarda solo i singoli atti gestori degli amministratori ma l’intero andamento della gestione poiché l’attività di vigilanza è tesa a tutelare l’interesse dei soci e quello dei creditori sociali.

Tale responsabilità concorrente deriva dalle violazioni dei doveri specifici del collegio sindacale stabiliti dagli articoli 2403, 2403 bis, 2404, 2405 e 2406 del Codice civile, in relazione a fatti od omissioni degli amministratori.

In cosa consiste l’azione di responsabilità contro i sindaci

L’azione di responsabilità contro i sindaci può essere promossa dall’assemblea dei soci, dai creditori sociali e, in casi più rari, anche dal singolo socio o dal terzo danneggiato, al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’inadempimento dei doveri connessi all’incarico [4].

Nella prima ipotesi spetta all’assemblea dei soci deliberare a maggioranza semplice l’azione di responsabilità anche se nelle Spa detta azione può essere promossa da una minoranza qualificata di soci che rappresentino almeno il 20% del capitale sociale ovvero la diversa percentuale prevista dallo statuto, comunque non superiore ad 1/3.

I creditori sociali possono promuovere l’azione di responsabilità quando il collegio sindacale viola la norma relativa all’integrità del patrimonio e da ciò derivi un’incapienza del capitale sociale a soddisfare le pretese creditorie. In questo caso, si tratta di una responsabilità da fatto illecito [5], configurandosi un danno ingiusto causato dai sindaci ai creditori.

Il socio o il terzo danneggiato possono promuovere l’azione di responsabilità contro il collegio sindacale nel caso abbiano subito danni a seguito del compimento di atti dolosi e/o colposi da parte dei membri del collegio sindacale [6].

Cos’è la responsabilità solidale dei sindaci

La legge prevede che i sindaci sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.

La responsabilità solidale dei sindaci, quindi, sussiste sia nei confronti della società sia nei confronti dei creditori sociali. Pertanto, se il sindaco risarcisce il danno provocato da un fatto colposo o doloso degli amministratori, poi, può esercitare l’azione di regresso nei confronti di questi. La responsabilità sussiste solo quando al fatto doloso o colposo degli amministratori si sia aggiunta la colpa dei membri del collegio sindacale o di qualcuno di essi.

Rimane ferma la possibilità dei sindaci di liberarsi dalla responsabilità solidale facendo constatare il loro dissenso nel libro delle adunanze o delle deliberazioni del collegio sindacale [7].

I sindaci hanno una responsabilità penale?

I sindaci sono responsabili penalmente oltre che nell’ipotesi di concorso nei reati commessi dagli amministratori, qualora omettano di denunciare all’assemblea e al tribunale l’irregolare distribuzione degli utili da parte degli amministratori o di convocare l’assemblea, nel caso che alla convocazione non ottemperino gli amministratori o nel caso in cui la convocazione sia necessaria in conseguenza della fondatezza delle denunce di irregolarità fatte dai soci.


note

[1] Art. 2407 cod. civ.

[2] Art. 1176 cod. civ.

[3] Art. 2386 co. 5 cod. civ.

[4] Art. 2393 cod. civ.

[5] Art. 2043 cod. civ.

[6] Art. 2407 e Art. 2395 cod. civ.

[7] Art. 2404 cod. civ.


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