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Opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento

15 Gennaio 2021
Opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento

Quando il pagamento in ritardo del debitore estingue il debito e quando invece no.

Un nostro lettore ci chiede se sia possibile, ed eventualmente come, fare opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento. In particolare, ci rappresenta di aver ricevuto un decreto ingiuntivo da parte di un creditore nonostante il debito fosse stato già integralmente saldato. 

Il lettore non specifica quando è intervenuto il pagamento e in che misura, elementi questi dirimenti per stabilire la legittimità del decreto ingiuntivo. Qui di seguito, pertanto, faremo una disamina generale di tutte le possibili alternative che potrebbero verificarsi. 

Prima però di spiegare come funziona l’opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento facciamo una premessa di carattere generale.

Come funziona il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che il giudice emette, su richiesta del creditore, nei confronti del debitore. Il creditore si limita, attraverso il proprio avvocato, a presentare un’istanza telematica presso la cancelleria del giudice competente. Nell’istanza è sufficiente depositare una prova scritta del credito (una fattura, un contratto, una nota d’ordine, ecc.). 

In questa fase, il debitore non viene coinvolto e non sa nulla: il giudice, infatti, valutata la prova presentata dal creditore, emette il decreto ingiuntivo. Sta al creditore, entro 60 giorni dall’emissione dell’ingiunzione, notificare l’atto al debitore per il tramite dell’ufficiale giudiziario. È solo in questo momento che il debitore prende conoscenza dell’esistenza del decreto ingiuntivo.

Il debitore, a sua volta, avrà 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo per decidere se presentare opposizione contro lo stesso e far valere le proprie ragioni oppure pagare ed estinguere il debito.

L’opposizione dà avvio a una vera e propria causa nel corso della quale sarà il creditore a dover dimostrare l’esistenza e l’entità del proprio diritto fatto valere.

Se il debitore, nei 40 giorni, non adotta alcuna decisione, il decreto diventa definitivo, al pari di una sentenza passata in giudicato. Il creditore pertanto potrà avviare le azioni esecutive, ossia il pignoramento dei beni del debitore. 

Pagamento del decreto ingiuntivo: cosa succede?

Non sempre il pagamento del debito riportato nel decreto ingiuntivo estingue l’obbligazione e rende inefficace il decreto stesso.

Innanzitutto, il pagamento deve essere completo e, in secondo luogo, deve intervenire prima del deposito del decreto stesso. Ecco qui di seguito tutte le possibilità che potrebbero configurarsi.

Pagamento dopo la notifica del decreto ingiuntivo

Il pagamento dopo la notifica del decreto ingiuntivo rende inefficace il decreto e blocca qualsiasi forma di pignoramento solo nella misura in cui il pagamento sia completo, ossia comprensivo non solo della sorte capitale (il debito iniziale), ma anche degli interessi e delle spese legali liquidate dal giudice nel decreto stesso.

Facciamo un esempio.

Se una persona ha un debito di 1.000 euro con un’altra e quest’ultima ottiene un decreto ingiuntivo di 1.400 euro, il debitore è tenuto a pagare quest’ultimo importo, maggiorato cioè dei costi che la procedura ha comportato per il creditore.

Se dunque il pagamento non è completo, il decreto ingiuntivo resta comunque efficace e valido per la differenza dell’importo residuo e legittimerà l’avvio degli atti esecutivi (il pignoramento).

Se il pagamento è integrale, non c’è ragione di effettuare opposizione al decreto ingiuntivo. Questo infatti perde automaticamente efficacia – senza bisogno dell’intervento del giudice – al momento stesso del pagamento.

Pagamento prima della notifica del decreto ingiuntivo

Il pagamento del debitore avvenuto prima della notifica del decreto ingiuntivo, ma dopo che lo stesso è stato già emesso dal giudice, non estingue il debito: anche in tal caso, infatti, è necessario corrispondere, oltre al capitale, le spese legali per la procedura sostenute dal creditore a causa del ritardo del debitore e gli interessi liquidati dal giudice nel decreto stesso. Vale quindi quanto già detto nel precedente paragrafo. 

A maggior ragione, il pagamento parziale prima della notifica del decreto ingiuntivo non rende inefficace il decreto che mantiene la sua validità per la residua somma non corrisposta.

Pagamento prima del deposito del decreto ingiuntivo

Nel caso infine di pagamento intervenuto prima che il creditore abbia presentato al giudice la richiesta del decreto ingiuntivo (data che si può ricavare dal relativo atto di ricorso che viene successivamente notificato al debitore), il discorso è diverso. Difatti, in tale circostanza, il decreto ingiuntivo è illegittimo e può essere oggetto di contestazione. In questa ipotesi, quindi si può procedere con l’opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento.

Se però l’opposizione non viene esperita, il decreto diventa definitivo, non più opponibile, e il debitore resta obbligato a pagare una seconda volta.

Come funziona l’opposizione a decreto ingiuntivo per avvenuto pagamento?

Una volta che il debitore abbia la prova dell’avvenuto pagamento dell’intero debito, pagamento effettuato prima che il creditore presentasse la richiesta di decreto ingiuntivo, il decreto stesso diventa illegittimo, ma affinché perda efficacia è necessario presentare opposizione (a meno che lo stesso creditore non rilasci una quietanza liberatoria in cui dichiara di essere stato soddisfatto e di rinunciare ad azionare il decreto ingiuntivo).

L’opposizione viene avviata per il tramite del proprio avvocato e va notificata al creditore entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo.

Al debitore basta presentare la ricevuta di pagamento o la copia del bonifico o dell’assegno, anche se priva della quietanza del creditore. È quest’ultimo che dovrà eventualmente dimostrare il contrario, ad esempio che il pagamento non è integrale o che è stato eseguito in adempimento di un differente debito.



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