Covid: i rischi per il lavoratore che rifiuta il vaccino

15 Gennaio 2021 | Autore:
Covid: i rischi per il lavoratore che rifiuta il vaccino

Dal Testo unico sulla sicurezza e la tutela della salute in azienda si deduce che il datore può applicare delle sanzioni al dipendente che non si vaccina.

Si fa sempre più insistente l’ipotesi di introdurre l’obbligo di vaccinazione anti-Covid, almeno per i lavoratori di alcuni settori, come quello sanitario. Il dibattito si concentra ancora sull’eventuale dovere di un datore di lavoro (che nelle strutture pubbliche è lo Stato) di imporre il vaccino e il diritto del lavoratore di rifiutarlo. E, in ogni caso, del rischio che entrambi corrono da un punto di vista legale.

A chiarire questo punto ci pensa il Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro [1], basato sul principio sancito dalla Costituzione secondo cui «nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge» [2].

Testo alla mano, il datore di lavoro è tenuto a:

  • eliminare o rischi e, laddove non sia possibile, ridurli al minimo in relazione alle conoscenze acquisite;
  • ridurre i rischi alla fonte;
  • garantire il controllo sanitario dei lavoratori;
  • allontanare i dipendenti dall’esposizione al rischio per motivi sanitari che riguardano la sua persona e adibirli ad altre mansioni.

Dal canto suo, il lavoratore è tenuto a:

  • prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella di altre persone che si trovano sul luogo di lavoro e su cui possono ricadere le conseguenze delle sue azioni o omissioni;
  • rispettare le disposizioni impartite dal datore di lavoro volte alla protezione collettiva e individuale, non ultima quella relativa alla formazione.

Il datore di lavoro deve essere supportato dal medico competente nella sorveglianza sanitaria quando c’è un contesto particolare, come può essere quello attuale segnato dal coronavirus, e nella valutazione del rischio, in modo da poter adottare le necessarie misure di contrasto al Covid, comprese quelle preventive, di cui la vaccinazione fa parte.

Se ne deduce che il datore di lavoro, su suggerimento del medico competente, e al fine di tutelare la salute e la sicurezza individuale e collettiva sul posto di lavoro, è autorizzato ad imporre la vaccinazione ai propri dipendenti come misura preventiva di contrasto al Covid.

A questo punto, non è difficile concludere che il datore può applicare delle sanzioni in maniera assolutamente legittima al lavoratore che rifiuta il vaccino, tenendo conto di quanto prevede il contratto nazionale di categoria in materia di violazione degli obblighi del dipendente in materia di salute e sicurezza, considerando anche l’intenzionalità del lavoratore che, volutamente, non ha rispettato le direttive dell’azienda.


note

[1] Dgls. n. 81/2008.

[2] Art. 32 Costituzione italiana.


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5 Commenti

  1. Leggo spesso i vostri articoli che apprezzo molto. Questa volta non posso dire la stessa cosa visto che il vaccino è sperimentale, la stessa ditta produttrice dichiara di non sapere quali reazioni avverse potrebbero accadere negli anni futuri a chi si vaccina e non mi risulta che la legge obblighi qualcuno a fare da cavia
    Una domanda che sorge spontanea è: Il datore di lavoro o il medico competente sono disposti ad assumersi la responsabilità civile e penale per quanto potrebbe accadere al lavoratore a seguito del vaccino?
    Se il lavoratore si dovesse rifiutare di firmare il consenso informato, ovvero di assumersi la responsabilità di quello che gli potrebbe accadere, obbligarlo pena il licenziamento a casa mia si chiama ricatto, violenza privata e chi più ne ha più ne metta!
    Capisco che la Costituzione italiana, da quello che ho potuto vedere in questi mesi, peraltro confermato dalla sentenza recente del Tribunale di Roma, è ormai carta straccia. Tutta la politica la viola impunemente, compreso il Capo dello Stato; tuttavia, l’articolo 32 è ancora in vigore.
    Tale articolo recita: [omissis] “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
    Lei mi dovrebbe spiegare come fa un medico o un datore di lavoro, con l’articolo 32 in vigore ad imporre un vaccino che, peraltro, come è venuto fuori qualche giorno fa, è in fase sperimentale e ha una percentuale di successo del 29% e non del 95% come dichiarato dalla ditta produttrice. Un vaccino genico che va ad interagire con il DNA dell’individuo facendogli fare un salto nel buio a livello di salute.
    Con tutto il rispetto ci vuole coraggio a sostenere la sua tesi!
    Ricordo che il tar Lazio, sull’obbligo vaccinale per i sanitari previsto da Zingaretti, ha infatti detto che non può essere imposto.
    Cordiali saluti

  2. Ma sono impazziti? Mi vogliono costringere a fare il vaccino? Ma allora se decido di fare il vaccino è perché è una mia scelta e non perché mi viene imposto dal datore di lavoro che altrimenti mi licenzia. Ma di cosa stiamo parlando? Ma che legge sarebbe mai questa? IO esprimo il mio disappunto. Che se lo facessero loro e poi vediamo a quali effetti collaterali vanno incontro. Io aspetterò il mio turno e valuterò al momento opportuno se farlo o meno ma questa imposizione sul lavoro mi sembra ingiusta e non conforme alla legge

  3. Allora, si sono figure professionali che sono costantemente esposte al rischio di contagio covid quindi è normale che per assicurare il benessere di tutti i lavoratori e di eventuali clienti/pazienti, allora sia richiesto l’obbligo di vaccinazione. E’ una forma di tutela e protezione per te e per gli altri. Non sono d’accordo all’obbligo ma questo perché dovrebbe venire spontanea sottoporsi a questa scelta consapevole e altruistica

  4. Con questo articolo avete toppato alla grande: NESSUN DATORE DI LAVORO SI ASSUME IL RISCHIO DI IMPORRE IL VACCINO RENDENDOSI RESPONSABILE PER EVENTUALI REAZIONI AVVERSE SVILUPPATE DAL DIPENDENTE CHE COSI’ AVREBBE TUTTE LE RAGIONI DI FARGLI CAUSA. Non bisogna fraintendere gli obblighi del datore relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro e quanto concerne salute privata del lavoratore. Altrimenti, per salvaguardare l’integrità del lavoratore e garantire un ambiente salubre, il titolare dovrebbe imporre vaccinazioni per ogni cosa (e magari a sue spese). Non scherziamo, su…

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